Le Borse europee chiudono in rialzo ma Piazza Affari rimane in negativo per Banche e petrolio

borse europee

Giornata segnata dalla volatilità sui principali listini europei. Dopo un inizio incerto, chiudono in terreno positivo: Parigi +0,67%,Londra +0,30% e Francoforte, +0,28%; Madrid di poco sotto alla parità, -0,06%. Perde, invece, Milano; l’indice Ftse MIB segna un calo dello 0,77% a 17.639p unti, mancando ancora l’obiettivo dei 18.000 punti.

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A causare l’andamento negativo del listino milanese sono state, principalmente, le performance dei titoli del comparto bancario: sospeso per eccesso di basso il titolo BPM, con un teorico del 5%. Negativi anche i titoli Monte dei Paschi (-3,79%), Unicredit (-2,71%), intesa Sanpaolo(-2,53%) e Ubi Banca(-0,43%). In controtendenza Carige, che fa segnare dei guadagni dopo che il fondo Apollo ha aperto alla possibilità di una soluzione amichevole per acquistare l’istituto ligure per farne Polo di aggregazione per altre banche, in particolar modo per le quattro banche salvate dal governo.
In terreno positivo anche il titolo di Mediaset(+2,29%), che però limita i guadagni dopo le indiscrezione sui dettagli dell’accordo con i francesi di Vivendi per la cessione di Mediaset Premium.
Secondo tali indiscrezioni, mercoledì potrebbe essere siglato un pre-accordo con Vivendi, da concludere entro due mesi, per lo scambio azionario del 3,5% del capitale tra i due gruppi. La differenza di valore dei due pacchetti dovrebbe coprire il passaggio dell’88,9% di Premium a Vivendi (a cui poi si aggiungerà anche l’11,11% detenuto da Telefonica, con cui Mediaset ha un accordo che li obbliga a vendere la propria quota azionaria).

Alla volatilità dei mercati hanno contribuito anche i dati economici pubblicati in giornata
: positivi quelli sul mercato del lavoro nell’eurozona, che registrano una diminuzione della disoccupazione alle 10,3% dal presidente 10,4%, il valore più basso dall’agosto 2011. Un anno fa era all’11,2%.
Notizie meno positive, invece, vengono dalla pubblicazione dell’indice dei prezzi alla produzione e sul rinnovato allarme sul pericolo deflazione.

Andamento altalenante anche per il petrolio. Dopo il calo del 4% di venerdì scorso, sia le quotazioni del Wti, sia quelle del Brent in apertura hanno fatto segnare dei guadagni, che però sono stati persi nel corso della seduta col Brent che fa segnare una sostanziale parità a quota 39,66 dollari (+0,06%) e il Wti che fa segnare addirittura una perdita dell’1,55%; col prezzo del barile ancora sotto i 37 dollari, a 36,79. A Piazza Affari: Saipem -4,39%, Tenaris -0,74% ed Eni -0,23%.

L’euro rimane pressoché stabile nei confronti del dollaro a quota 1,1398 (venerdì scorso la moneta unica veniva scambiata a 1,1385 dollari). In leggero rialzo lo spread tra Btp decennali e gli omologhi Bund tedeschi a quota 112, con un rendimento che si attesta all’1,25%, rispetto al precedete 1,22%.

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