Le borse tremano. L’insider trading è il virus?

Sembra proprio che basti poco ultimamente per far muovere le borse. Le azioni scendono e salgono anche soltanto dopo il clamore mediatico di una notizia-lampo o di un servizio (a prescindere dal fatto che sia “montato ad arte” o fatto per dare informazione vera e senza scopi estranei all’informazione). Basti vedere il caso Moncler per rendersene conto.

E’ stato sufficiente mostrare alle persone come vengono ottenute le piume per fabbricare i famosi piumini Moncler per fare inabissare il titolo.

Eccessiva sensibilità delle borse. Bisogna preoccuparsi?

Questo contesto è “terreno fertilissimo” per l’insider trading, dato che, chiunque avesse saputo dei tempi di comunicazione e “ricettività” del mercato si sarebbe potuto preparare sul terreno di borsa, senza troppi problemi. Questa forse è una forma di insider trading, in senso lato meno punibile dato che chi lo effettua non fa parte della direzione di una società né è un professionista che interagisce direttamente con l’azienda. Nel nostro caso, potrebbe trattarsi anche di chi gestisce l’informazione, con l’intenzione di creare scandalo nell’opinione pubblica.

Se d’altra parte si dovesse ritenere che è sbagliato parlare, in tale senso, di insider trading, dovremmo abituarci a percepire il mercato come una sorta di giudice imperfetto che punisce o premia gli imputati, assegnando, volta per volta, un imperioso verdetto di assoluzione (il titolo sale) o di colpevolezza (il titolo scende). L’azienda va male? I risultati comunicati sono deludenti? Si può fare in modo che il fatturato proforma o previsionale sia automaticamente talmente alto, di modo che un esito comunque positivo, ma non così alto, sia percepito con delusione (il risultato inferiore alle attese è un male). E’ bizzarro dirlo ma, in questo caso, l’azienda va bene ma gli investitori sono stati portati ad aspettarsi di più. Il titolo scende.

La borsa, ed in particolare per le azioni, è più reattiva del solito. Il sentiment di mercato la dice lunga.

Ma, onor alla gloria, giunge l’ultima “voce di corridoio” della giornata: vi sarebbe un sospetto di Insider Trading per Italcementi. Ci si chiede. Per quale motivo, le autorità si sarebbero ipoteticamente attivate per un caso di Insider Trading? Cosa è successo? Niente di particolare. Sembrerebbe che verso il mese di marzo fosse circolata troppo facilmente un’informazione su una presunta ricapitalizzazione della società, nonché su alleanze con la Cement Français. Ed, in effetti, per chi avesse quel briciolo di curiosità di andare ad analizzare i volumi di contrattazione per quel periodo noterebbe un’anomalia “di spicco”. Troviamo un immediato affollamento del mercato passando da uno spessore di soli 845.000 circa a, e questo niente di meno che nella seduta immediatamente successiva, 2.476.300 circa. Nei primi giorni di marzo c’è stata, pertanto, un’improvvisa corsa degli investitori sul titolo Italcementi. Eppure, la performance relativa del titolo non è tra le più soddisfacenti.

A questo punto, ci verrebbe da dire che un vero virus dell’insider trading non esiste. E’ un po’ come per quelle epidemie per le quali non esiste nessuna terapia, nessun vaccino. Una delle più frequenti manovre d’urgenza è isolare la zona a rischio contagio. E così si fa per la borsa, visto che ormai è diventata sin troppo “effervescente”, al punto da tremare anche ad un semplice cicaleccio.

La borsa italiana ci tiene, e questo non trova tutti d’accordo, a che le contrattazioni procedano con una certa disciplina, che non possano “condurre un gioco” che distorcerebbe l’interesse degli azionisti. Le azioni rischiano, altrimenti, di essere giocoforza dominate in un meccanismo contro-conservativo. E quale sarebbe più l’interesse a diventare e restare azionisti se il mercato è così fragile?

Così borsa italiana, che annuncia le decisioni per mezzo della Consob, ha deciso anche di sospendere le posizioni scoperte sul titolo Mps, per evitare eccessivi sconvolgimenti al ribasso del titolo. E ciò l’ha fatto già con qualche giorno di anticipo, prima che partissero gli stress-test. Quindi, chiunque avesse voluto vendere allo scoperto il titolo Mps non avrebbe potuto farlo e non potrà ancora farlo fino a fine settimana!

Insomma, a mal comune mezzo gaudio. Forse, però, un’alternativa ci sarebbe per evitare il contagio. Ed è quella di cominciare a sviluppare la “segmentazione” di mercato di tipo verticale. Se adesso l’unica distinzione fra i mercati è rappresentata da:

  • chi ha diritto a quotarsi e quali sono i requisiti per quotarsi
  • chi può parteciparvi. Non tutti i segmenti di mercato sono riservati anche al pubblico. Alcuni sono rivolti soltanto agli investitori istituzionali.

dovremmo, invece, cominciare a contemplare, a parità di società quotanda, due valori-quotazioni differenti, uno tradizionale (adatto per chi vuole tenersi l’azione in portafoglio nell’obiettivo di incassare il relativo dividendo) ed uno di natura “pseudo speculativa” (diversa concezione del valore). Bisogna fare in modo che la seconda dimensione non interferisca con le sorti degli azionisti, senza che debba, ogni volta, la Consob intervenire per prevenire quelli che, non senza ragione, spesso percepiamo come “mali” ma che, in realtà, non lo sono. Il mercato dei derivati è sempre stata un’importante alternativa e da lì il successo delle binarie che sono state ideate proprio attraverso la semplificazione del concetto di “derivato” (mercato virtuale a sé stante che vorrebbe trovare una soluzione “orizzontale” a questa difficoltà, dato che materialmente non si scambiano azioni e, quindi, non si incide sul loro corso). Tra l’altro, questa nostra abitudine nel parlare di un unico tasso per indicare il costo del denaro (fatto salvo per i tassi che si riferiscono agli intra-scambi), di un unico tasso d’inflazione..questa nostra ricerca della sintesi non sempre ci aiuta in questo ed in altri ambiti.

La borsa cambia e pone nuove mete di cambiamento perché ancora non si riesce a trovare un equilibrio tra libertà, comportamento lesivo/liceità e disciplina.

2 Responses to Le borse tremano. L’insider trading è il virus?

  1. Giulia ha detto:

    Bell’articolo, comunque io in Borsa ci faccio così tanti soldi grazie ad avatrade che francamente me ne frego (scusate il termine) di queste sottigliezze teoriche. E scusate se è poco 😉

    • Francy76 ha detto:

      Giulia sei un mito, anche io ho cominciato a fare soldi con la Borsa e ammetto che non so nemmeno io come ci riesco, comunque l’importante è che ogni venerdì faccio una richiesta di prelievo ad AvaTrade e il lunedì successivo mi do alla pazza gioia spendendo 😀 #daje

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