Le famiglie italiane hanno sempre meno soldi

Che le famiglie italiane stiano male, molto male, non c’è bisogno che lo venga a raccontare l’ISTAT. Lo vediamo da soli tutti i giorni, basta ascoltare quello che si dice al mercato, storie di persone che perdono il lavoro o che comunque non riescono ad arrivare a fine mese. E anche storie davvero tragiche, storie di suicidi di persone vessate da Equitalia come è successo a Civitanova Marche (episodio che ha avuto un immenso clamore mediatico) o come è successo ad un poliziotto che si è suicidato nel barese pochi giorni fa.

Insomma, gli italiani stanno male, hanno pochi soldi e talvolta sono alla disperazione. Perché una persona che ha vissuto tutta una vita lavorando dignitosamente, e guadagnando dignitosamente, si può ritrovare di colpo nella povertà e nella disperazione per la perdita del lavoro o perché qualche solerte funzionario di Equitalia a caccia di bonus ha deciso di inviargli una cartella esattoriale pesantissima.

Le certezze degli italiani sono crollate in pochi anni: disporre della proprietà di una casa, anche modesta, garantiva la possibilità di vivere senza dover chiedere nulla a nessuno, anche se i soldi erano pochi. Adesso disporre di una casa significa, per prima cosa, dover pagare l’IMU, una salatissima imposta ingiusta che va a colpire anche un bene primario come la prima casa. E fa ancora più male pensare che gli introiti di una imposta tanto iniqua e socialmente devastante sia stata utilizzata per coprire i buchi di bilancio del Monte dei Paschi di Siena, una banca gestita in maniera scellerata da una banda di incapaci e corrotti. Ma questa è l’Italia.

Il potere di acquisto delle famiglie scende, i prezzi aumentano, le tasse aumentano mentre gli stipendi restano fermi. Quando si ha ancora la fortuna di avere uno stipendio, perché nel solo 2012 sono stati licenziati 1 milione di lavoratori. Cioè 1 milione di famiglie ha perso una fonte di reddito, molto spesso l’unica.

La situazione è tragica e in queste condizioni ci aspetteremmo che la politica si impegnasse per risolvere concretamente i problemi degli italiani. O almeno che ci provasse. Invece i nostri rappresentanti sono impegnati in estenuanti bizantinismi, che gli italiani non capiscono, in manifestazioni contro la povertà o in eleganti dissertazioni radical chic su problemi come la corruzione o  il conflitto di interess.

E intanto la gente si ammazza quando arriva una cartella di Equitalia.

 

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