Le grandi perdite di Alitalia

Non si è ancora chiusa la vicenda Monte dei Paschi di Siena, che anzi è più aperta che mai e dove vengono a galla connivenze e reati di ogni tipo, che si parla di un’altra gravissima emergenza nazionale: quella di Alitalia.
La compagnia di bandiera è in pessime acque, ha appena chiuso il 2012 con una perdita che probabilmente supera i 180 milioni di euro (contro una previsione di pareggio di bilancio) e si appresta a vivere uno dei suoi peggiori anni. Al momento la situazione della cassa è tale che è a rischio il pagamento degli stipendi dei dipendenti a febbraio.
E la drammaticità della situazione è testimoniata anche dal consiglio di amministrazione di ieri che è durato ben 7 ore, con discussioni molto feroci.

Il problema è che la barca sta letteralmente affondando e i soci ne vogliono uscire prima possibile. Ma per evitare la catastrofe, pagare i fornitori e i dipendenti, è necessario contante. Ecco quindi che i consiglieri hanno deliberato un prestito dai soci di 100 – 150 milioni di euro, un prestito che dovrebbe consentire all’azienda di superare la crisi di liquidità e finire nelle mani di qualche concorrente estero.

Alitalia non ha mai fatto un risanamento strutturale delle cause che la portarono, solo pochi anni fa, a fallire: non ha mai ridotto il costo del lavoro al livello dei suoi concorrenti low cost, non ha mai affrontato il problema dell’efficienza, non ha saputo competere su nessuna delle rotte su cui opera.

L’unica fonte di profitti era la linea Roma –  Milano Linate, su cui aveva ottenuto un monopolio in deroga alle leggi dell’anti trust. Tuttavia prima l’alta velocità ferroviaria e poi l’apertura della rotta anche ad altre compagnie, hanno ridimensionato notevolmente anche questa fonte di denaro cash.

I soci intanto sembrano aver deciso di smobilitare: incassati i favori del premier Berlusconi, all’epoca grande sponsor del salvataggio di Alitalia, non hanno mai voluto mettersi contro la politica per risanare l’azienda (la maggior parte dei dipendenti di Alitalia ha un referente politico e sindacale a cui deve il posto), hanno socializzato le perdite e privatizzato i profitti (o almeno avrebbero voluto farlo…).

Arrivati al momento della verità, però, tutti hanno fretta di uscire e vendere le loro quote. Ecco perché non è stato deliberato un aumento di capitale per coprire la perdita, ma solo un prestito. Gli azionisti sanno bene che se avessero fatto un aumento di capitale probabilmente non avrebbero mai più rivisto i loro soldi, mentre un prestito dovrà essere restituito dalla compagnia, a meno che non fallisca.

Il fatto è che i compratori stranieri (Air France o arabi) vogliono che Alitalia sia un regalo, non un acquisto. E vogliono anche che le immense perdite siano prese in carico dallo Stato, nella più pura tradizione italiana.

Tuttavia Air France ha imparato la lezione e quindi prima di procedere con la formulazione ufficiale della sua offerta sta attendendo le elezioni, in modo da non infiammare la campagna elettorale con la notizia della svendita di uno degli ultimi gioielli italiani. E poi più la situazione si aggrava e più scende il prezzo che dovrà pagare.

Se attualmente il prezzo che Air France spunterebbe sarebbe basso, in un paio di mesi sarà solo simbolico. Ed è a questo che Spinetta sta puntando, ad avere Alitalia gratis. Poi i dipendenti in esubero potranno ottenere 10 o 15 anni di mobilità a spese di tutta la collettività e Alitalia risanata sarà un ottimo vettore per portareì i viaggiatori italiani a Parigi, da cui potranno poi proseguire per tutto il mondo.

In un momento in cui la compagnia potrebbe essere un grimaldello per portare in Italia i nuovi ricchi dei paesi emergenti, per turismo e business, la regaliamo alla Francia che è il più diretto concorrente del nostro paese.

Vincenzo Colonna

4 Responses to Le grandi perdite di Alitalia

  1. Conte Zio ha detto:

    Una notizia che non mi sorprende per niente, qualcuno dovrebbe fare una semplice indagine per confrontare quanto guadagna un dipendente Ryanair e uno Alitalia. Poi tutto si spiegherebbe…ma tanto queste cose non le dice nessuno, tanto a pagare è sempre Pantalone…

    • mirko ha detto:

      ciao conte zio …ma te sai quanto guadagno io che sono precario in alitalia da 9 anni…..e sai quanto guadagna un dipendente di Ryan air? prima di dare fiato alla bocca documentati su chi tiri in ballo….

      • Conte Zio ha detto:

        E allora perché non ti dimetti da Alitalia e non vai in Ryanair? E’ questo il problema italiano, perché in Alitalia ti senti tutelato, succeda qual che succeda….

  2. Discuklpa ha detto:

    Una situazione drammatica, i sindacati che dicono di questa situazione?

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