Le materie prime. Meglio le hard o le soft commodities?

Solitamente, il trading sulle commodities è un po’ monopolizzato dal “petrolio” ma, in realtà, il settore delle materie prime è ben più vasto e vi sono degli asset che sono meno influenzabili dalle politiche della domanda o dell’offerta arbitrarie, dato che poco si può decidere sulla loro abbondanza in natura. Quindi, spesso una reattività meno equivoca si ha per le soft commodities. Quali sono le soft commodities? Le materie prime che si trovano in agricoltura. Stiamo parlando, ad esempio, di cotone, zucchero, soia, caffé, grano. Ci soffermeremo su alcune di esse.

L’insider trading, molto diffuso per il mercato delle commodities

Uno dei settori più interessanti per il trading è certamente quello delle materie prime. E si tratta anche del comparto che ha conosciuto ultimamente il margine maggiore di interventi “strumentali” sul mercato.

Ha destato, a tal proposito, un certo sgomento l’ultima sui big bancari Usa che sarebbero entrati in possesso di informazioni riservate, tali da riuscire a capire la direzione dei prezzi delle materie prime e sfruttarla a proprio vantaggio.

Stiamo parlando di Goldman Sachs, Morgan Stanley e Jp Morgan.

Quali sono le determinanti fondamentali delle soft commodities?

Se vogliamo dipendere di meno dalle possibili ingerenze strumentali sui prezzi che hanno come protagonisti indiscutibili l’oro, il petrolio e le commodities su cui l’industria ed interessi esterni riescono ad incidere, dobbiamo scegliere le soft commodities.

In questo caso, pochi sono gli elementi decisionali, e tra questi citiamo:

  • le scorte. Più la materia prima diventa rara, e più le quotazioni dovrebbero aumentare
  • le condizioni meteorologiche che possono far aumentare o meno il pessimismo degli investitori

Il ciclo economico e le fasi congiunturali dell’economia rappresentano un’incognita, spesso indecifrabile nel caso delle hard commodities, ma per lo più assente per le soft commodities. Il ciclo dei prezzi, pertanto, non sarà particolarmente complesso ed interesserà, in un’analisi semplificata, solo un lasso di tempo abbastanza limitato.

Vediamo alcuni esempi.

Andamento nervoso per il mercato del caffé dato che, malgrado le condizioni climatiche avverse che farebbero pensare a tutti i presupposti per un rialzo delle quotazioni e per una materia più cara, qui pesa molto la maggiore debolezza relativa del real brasiliano che non possiamo assolutamente trascurare. Ecco, quindi, che le quotazioni si muovono in area ribassista dopo aspri rialzi che ci avevano fatto gridare a rincari per il caffé. Ci siamo subito dovuti ricredere.

caffé

Possiamo, a questo punto, effettuare una serie di investimenti che abbiano un alto potenziale di correlazione. Un’altra materia prima che certamente risente del crollo del real è rappresentata dallo zucchero, per il quale vediamo le quotazioni al ribasso. Chiaramente, dobbiamo tenere conto di varie informazioni combinandole insieme (ad es. dati sulle scorte, previsioni meteo, entità della domanda rispetto all’offerta).

zucchero

Qual è la commodities che, a differenza dell’andamento generale del mercato delle materie prime (soprattutto per effetto delle non favorevoli condizioni climatiche), è invece caratterizzata da un deciso rialzo dei prezzi? Il mais, e per quale motivo? Innanzitutto, un’elevata domanda che prevale sull’offerta. Perché? Soprattutto per ragioni industriali (basti pensare alla produzione di etanolo). Ecco un esempio che ci può far capire l’accelerata che sta interessando i prezzi del mais.

grano

Le materie prime sono quotate nel mercato future e vengono spesso trascurate dai traders alle prime esperienze ma rappresentano, sul serio, una grossa opportunità. Giusto per fare un esempio, quando le catene di fast food Usa decisero di lanciare “la moda” dell’albume dell’uovo, fu bolla albume. E chi se lo sarebbe mai aspettato di guadagnare così tanto sulla semplice constatazione che sicuramente la domanda di quella risorsa, a parità di altri fattori, sarebbe aumentata creando un rialzo delle quotazioni? Mai perdere d’occhio le materie prime. Le soft commodities hanno maggiori margini di predicibilità che possiamo rendere indipendenti dall’incidenza di altri attori di mercato.

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