Le ragioni della crisi

Siamo in crisi, l’Italia è in declino, i disoccupati aumentano e per i giovani non ci sono speranze.

Ma qual è l’origine della crisi?

Ebbene, i dati diffusi oggi dalla sempre solerte Cgia di Mestre sono inequivocabili. Dal 1997 ad oggi la spesa pubblica è aumentata del 68%. E’ inutile scendere nel dettaglio, il problema di fondo è questo. Immense risorse private sono drenate dallo Stato per finanziare questa spesa pubblica.

Investimenti e consumi sono fermi perché bisogna finanziarie investimenti (pochi e fallimentari) e consumi (immensi e parassitari) dello Stato. E’ evidente che il sistema si è avvitato: se non ci sono più gli investimenti privati, il PIL non cresce e al minimo problema a livello mondiale, inizia a crollare.

E quando il PIL crolla crollano anche le entrate fiscali e quindi lo Stato è costretto ad aumentare la pressione fiscale, deprimendo ulteriormente l’economia, entrando in un circolo vizioso che porta al default della finanza pubblica e all’eradicazione totale dell’economia privata.

Questo semplice, infernale meccanismo, è all’origine del grande declino del nostro paese. Basterebbe ritornare al livello della spesa pubblica del 1997 per fare dell’Italia uno dei paesi più ricchi al mondo. Io non mi ricordo che nel 1997 eravamo nel terzo mondo, anzi, lo siamo molto di più adesso.

E allora perché non ritornare alla spesa del 199/? Certo ci sarebbero molti parassiti che guadagnerebbero di meno, ma gli italiani starebbero 1000 volte meglio. Perché non farlo?

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