L’evoluzione dello scandalo Banca Marche

banca delle marche

Il piano di salvataggio di Banca Marche va avanti ma con i ritardi previsti, vista l’enorme complessità delle azioni da intraprendere per realizzare l’obiettivo. Così come lentamente procedono anche le indagini sulle responsabilità penali dello scandalo della banca del territorio marchigiano, per la stessa complessità degli eventi passati da dover analizzare.

L’intervento del Fondo Interbancario e, soprattutto, della due diligence di Fonspa come attore principale, prosegue. La società dell’ex Credito Fondiario ed ora di proprietà della Tages Group sta solamente ritardando, per gli ovvi motivi tecnici, ad andare avanti nella realizzazione di ciò che aveva promesso, pur tentando di salvaguardare l’indipendenza dell’Istituto Bancario con sede centrale a Jesi, in provincia di Ancona.

I risultati commerciali della Banca sono buoni, ma la ripatrimonializzazione richiesta da quasi 1 miliardo di euro (seconda solo al caso del Monte dei Paschi di Siena), richiede del tempo. Ricordiamo comunque che diversi investitori dovrebbero affiancare la Fonspa nell’operazione, mentre la cessione del portafoglio deteriorato della banca avverrà soltanto con la garanzia del Fondo Interbancario a tutela dei depositi dei suoi correntisti.

Intanto sul fronte giudiziario si attende una nuova proroga (di altri sei mesi, dovevano invece terminare ad Ottobre) sulle indagini preliminari per 37 indagati in merito al buco finanziario da 800 milioni dell’istituto marchigiano. Le indagini riguardano anche l’istituto Medialeasing. La richiesta della Procura è stata trasferita ai diversi avvocati difensori. Le accuse per gli indagati vanno dal falso in bilancio e in prospetto, all’ostacolo alla vigilanza, alle false comunicazioni sociali, alle appropriazioni indebite. Per 12 delle 37 persone coinvolte nell’inchiesta infine, c’è anche un’accusa vera e propria di associazione a delinquere.

Dopo Unione Consumatori e Federconsumatori, ora è l’Audiconsum a muoversi con forza a tutela dei piccoli azionisti della banca, degli obbligazionisti e dei correntisti, che a centinaia si sono rivolti all’associazione di consumatori con presidente Pietro Giordano, che in prima persona ha partecipato ad un’assemblea pubblica con loro pochi giorni fa a Civitanova Marche, promettendo il massimo impegno per recuperare quanto indebitamente sottratto. La vicenda coinvolge 40.000 piccoli azionisti che si sono visti crollare il valore delle azioni acquistate ed ai quali bisogna dare risposte certe e immediate, senza aspettare i tempi lunghissimi della giustizia ordinaria: per questo Giordano ha subito chiesto che si apra una conciliazione paritetica, che velocizzi di molto il recupero dei soldi perduti dagli azionisti, senza dover aspettare appunto i lunghi tempi delle cause penali (tra l’altro costose). Il Presidente di Audiconsum ha anche chiesto un incontro urgente con il Commissario Straordinario di Banca Marche, Bruno Inzitari, mentre l’Associazione sta rivolgendo segnalazioni ed esposti continui agli organi di vigilanza e di regolazione, al fine di verificare la legittimità del comportamento di Banca Marche, sempre nei confronti dei suoi clienti ed azionisti.

I consumatori e cittadini restano preoccupati per la liquidità della banca, mentre i 40000 azionisti ed obbligazionisti hanno visto crollare totalmente il valore delle loro azioni e non conoscono il corrispettivo con cui verranno considerate le obbligazioni (acquistate nella banca del loro territorio) in caso di vendita anticipata rispetto alla loro scadenza ordinaria, e per questo vogliono recuperare in tempi ragionevoli tutto quello che gli è stato sottratto in maniera criminale dagli allora responsabili di Banca Marche.

Giancarlo Sali

4 Responses to L’evoluzione dello scandalo Banca Marche

  1. gianni sargenti ha detto:

    Egr. Sali tutto ok per quanto concerne le malefatte della vecchia gestione della banca e su tutte le eventuali malefatte perpetrate da quei signori ai danni di soci,dipendenti(anche precari) e di tutto il contesto economico regionale. Peraltro come mai continuate(senz’altro giustamente) a battere sempre sullo stesso tasto senza chiedervi minimamente se invece,pur con tutte le vicissitudini negative sopra illustrate,la banca avrebbe potuto,pur con grandi difficoltà,recuperare abbastanza di quanto perduto se in questi ultimi due anni fosse stata curata da altri medici di tutt’altro spessore professionale e con visuale completamente differente circa i gravi problemi sul tappeto, tenuto conto,anche, della grave crisi economico-finanziaria senza precedenti in atto. Allora le chiediamo al riguardo:1)ma in un contesto così difficile come descritto era opportuno penalizzare ancor più l’istituto con l’imposizione di parametri sugli accantonamenti iniqui, non applicati da nessun competitor e che hanno comportato il drenaggio di liquidità per diverse centinaia di milioni in più che ha inibito la necessaria assistenza,come sempre fatto, all’intera economia regionale con conseguente default di centinaia di piccole e medie imprese e la perdita di decina di migliaia di posti di lavoro. Oltre alla discesa del patrimonio di vigilanza sotto la soglia minima aprendo in tal modo la strada del commissariamento. Oltre a tante altre opacità e iniziative, dicono scellerate, che hanno ancor più appesantito il bilancio aziendale con conseguente riduzione del patrimonio sociale e pertanto di quello dei soci. QUESTE SONO STATE A SUO AVVISO INIZIATIVE CORRETTE SOPRATTUTTO IN PRESENZA,COME ABBIAMO DETTO, DI UNA CRISI DEVASTANTE. PERCHE’ NON SI INTERESSA ANCHE DI QUESTO. PERCHE’ NON VA A SPULCIARE L’approvazione del bilancio 2012 ma soprattutto la semestrale 2013 annunciata dal cda il 1 agosto 2013 in un modo e deliberata il 30 agosto in modo molto più penalizzante(ripetiamo sempre in presenza di una crisi economica devastante)che ha consentito pertanto il commissariamento dell’istituto. TUTTO REGOLARE? ci piacerebbe sapere che qualcuno , per non divulgare solo cose di parte, guardi anche quanto significato! Al riguardo c’e’ anche una relazione inoltrata,lo scorso giugno, dai sindacati al premier Renzi. Tutto tace?

    • Pitto ha detto:

      Cioè, capiamoci.

      Qui si sta facendo illazioni sulla non regolarità delle procedure seguite.

      Qui si sta offendendo l’onore di professionisti e autorità.

      Qui ci starebbe una bella denuncia per diffamazione, facile fare i leoni da tastiera nascosti dietro un’identità falsa.

      Tutto regolare ti chiedi? Allora, ho hai le prove che qualche legge è stata violata e allora vai oggi stesso dalla competente autorità giudiziaria oppure stai zitto zitto e non fiati, perché altrimenti una denuncia per diffamazione te la becchi sicuro.

      Poi fai quello che vuoi.

  2. Conte Zio ha detto:

    Le leggi e i regolamenti si applicano sempre, anche in periodi di crisi. Non c’è altro da aggiungere.

  3. franco ha detto:

    A questo punto voglio anch’io un risarcimento di tipo “umanitario” per i soldi che mi hanno “rubato” l’argentina e la Parmalat. E se permettete ho la precedenza dal momento che sono in coda da oltre dodici anni!!!
    L’argentina era uno stato per niente fallito che ha semplicemento deciso di non onorare i propri debiti e lo stato italiano non ha mosso un dito, non ha difeso il risparmio dei propri cittadini.
    La Parmalat non è per niente fallita. E’ stata semplicemente applicata una norma all'”italiana” con la quale è stato fatto pagare ai risparmiatori il conto delle truffe, inefficienze e deficienze dei controlli.
    Cosa succederà, al prossimo fallimento bancario, quando sarà caricato il conto della mala-gestione dei manager incapaci – nominati dalla politica e non scelti per merito – sulle spalle degli incolpevoli ed inconsapevoli correntisti ?

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