L’ISTAT certifica: è crisi record

Da quando l’ISTAT ha cominciato le rilevazioni non si era mai verificata una situazione di crisi così grave e così prolungata: ben 7 trimestri consecutivi di calo del PIL. Nel primo trimestre 2013, infatti, la nostra economia ha subito un crollo ulteriore, con il Prodotto Interno Lordo che è sceso dello 0,5%. Su base annua, per il 2013 ci dobbiamo aspettare una caduta di almeno l’1,5% (almeno) contro l’ottimistico 1,3% messo previsto dal Governo.

Dietro questi numeri si nascondono situazioni concrete: milioni di persone che non hanno un lavoro o che anche avendolo non riescono ad arrivare alla fine del mese, come va di moda dire. Si nascondono anche pericoli immensi per i nostri conti pubblici: perché se il PIL va giù, in automatico sale il rapporto Deficit / PIL (è matematica!). E questo significa, purtroppo, nuove tasse per gli italiani visto che la politica è incapace di tagliare sprechi e previlegi delle varie caste che continuano a banchettare sui resti del Paese.

Le cose non vanno bene nemmeno in Francia. dove la cura Hollande sta dando i frutti che tutti gli economisti seri si attendevano: il PIL scende dello 0,2% nel primo trimestre, con prospettive di ulteriore peggioramento nei prossimi mesi.

Se vogliamo un po’ di ottimismo dobbiamo spostare lo sguardo alla Germania, dove il PIL è positivo per lo 0,1%. Insomma, la Germania continua a crescere e a creare ricchezza per i suoi cittadini mentre tutto il risto dell’Europa arranca. Il fatto è che la Germania le sue riforme strutturali le ha fatte al momento giusto Gerhard Schröder: grazie a queste riforme la Germania si è potuta presentare all’appuntamento con la crisi con i conti in ordine e anzi con le risorse per contrastarle.

Il problema è che le crisi nel sistema economico capitalista sono un fatto naturale e se si è preparati ad affrontarli i danni non sono nemmeno così gravi, la Germania ne è una prova. Se avessimo fatto anche noi le riforme strutturali al momento giusto, adesso staremmo molto meglio. Magari non ricchi come la Germania ma non avremmo le persone che rubano nei supermercati perché non hanno da mangiare.

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