L’Italia in ripresa a singhiozzo: italiani palestrati e connessi

Come sono gli italiani del 2015? Sono più propensi a spendere, o temono ancora per la crisi economica? Dal rapporto Coop 2015 emerge una ripresaslow“, ovvero lenta, molto poco incisiva, e a cui gli italiani credono poco. Una ripresa, comunque, sostenuta dalle scelte del governo italiano e dalla congiuntura internazionale. Grazie al prezzo del petrolio dimezzato, infatti, al rafforzamento del dollaro e al calo dello spread, anche l’Italia comincia a vedere la fine del tunnel della crisi. Anche se il Pil italiano sta lentamente crescendo, «è il sentiment a essere cambiato», affermano i ricercatori Coop, con gli italiani che riprendono a consumare, soprattuto in beni durevoli.

In effetti il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto nel 2015 dell’1,5%, ma la crisi economica continua a pesare ancora molto: l’Italia è così bipolare, con un pesante il divario nordsud, e mille euro di differenza destinati alla spesa mensile dal Trentino alla Calabria. Il 52% degli italiani, inoltre, ritiene di appartenere alla classe operaia. E’ come, in pratica, se il ceto medio fosse scomparso. E, come sosteneva giustamente Aristotele, questo non è decisamente un buon segno per la nostra economia.

La Coop vede gli italiani però un po’ più ricchi e con qualche possibilità di risparmiare, sempre palestrati e connessi a Internet. La crisi però ha lasciato delle ferite: dal 2007 le famiglie italiane, infatti, hanno perso potere d’acquisto per 122 miliardi, 75 dei quali in riduzione del consumi e 47 in taglio dei risparmi.

Con la crisi, insomma, abbiamo perso 2.600 euro di reddito disponibile, ma quest’anno ne abbiamo recuperati 220 con una crescita del potere di acquisto dell’1,5%. Anche la deflazione, certamente, aiuta; il tasso di risparmio è risalito al 9,2% rispetto all’8,6% del 2014, anche se non siamo tornati ancora ai livelli del 2007. «Gli 80 euro sono stati fondamentali in un momento di recessione, ma adesso servono altri interventi e prospettive», ha dichiarato Marco Pedroni, presidente di Coop Italia, secondo il quale il Jobs Act sicuramente può «aiutare i giovani ad entrare nel mercato del lavoro, ma bisogna anche permettere che le persone vadano in pensione».

Nella grande distribuzione però i consumi non ripartono: da gennaio ad agosto le vendite del settore sono scese dello 0,1% in valore; crescono invece, anche se di pochissimo, supermercati, discount e specializzati. A sorpresa, nel profilo che la Coop disegna di noi italiani, saremmo i più palestrati e i più connessi d’Europa, con palestre che sono un totale record di 12mila. Siamo connessi, invece, per più di sei ore al giorno su internet, e questo non risulta difficile crederlo.

Passiamo alle brutte notizie: siamo il paese con la maggiore evasione fiscale (200 miliardi annui) e contemporaneamente il più altruista (sette milioni impegnati nel volontariato). Fumiamo però poco: il 21% degli abitanti, meno di tutti in Europa dopo Finlandia e Svezia. Ma fumiamo più cannabis, con 2,3 milioni di consumatori abituali o saltuari.

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