L’Italia sta facendo la fine della Grecia

Da un paio di anni la Grecia rappresenta l’incubo più nero per tutta l’Europa: una devastante crisi finanziaria dello Stato che trascina tutto il paese nella povertà. La Grecia è ridotta così male che, per fare un esempio, i cittadini sono costretti a tagliare gli alberi di boschi e riserve naturali per riuscire a riscaldarsi.
La Grecia ha inferto anche gravissimi vulnus finanziari a tutti coloro che avevano avuto la cattiva idea di prestarle dei soldi, costringendo di fatto gli investitori a rinunciare ad una fetta sostanziosa del loro credito. Ma nonostante ciò, i cittadini greci non hanno visto migliorare le loro condizioni di vita.

crisi greca

E la paura che anche l’Italia fosse destinata ad un cammino simile c’è sempre stata: con la differenza che se la Grecia è un paese piccolo e tutto sommato marginale, l’Italia è un grande paese (putroppo ormai solo a livello di dimensioni territoriali e di popolazione) e soprattutto il suo debito pubblico è colossale. Questo significa che non sarà possibile fare operazioni sul debito come quelle che ha fatto la Grecia, in quanto distruggerebbero letteralmente l’intero sistema finanziario europeo.

Ma la situazione negli ultimi tempi di aggrava: da un punto di vista politico siamo alla completa ingovernabilità, molto simile a quella vissuta dai greci solo pochissimo tempo fa. Solo che se i greci riuscirono a tornare alle urne dopo un mese e ad avere finalmente un governo che fece le prime, timidissime riforme economiche, noi italiani siamo inefficienti e bizantini anche in questo: probabilmente ci vorranno mesi per andare di nuovo alle urne.

E nel frattempo l’economia reale è allo stremo: i dati dell’ISTAT parlano di un 2012 che si è chiuso con un crollo del PIL del 2,4% su base annua: sarà contento Beppe Grillo che predica la decrescita, ma tutti gli altri italiani, quelli che devono fare la guerra per arrivare a fine mese, no. E questo dato ci avvicina pesantemente alla Grecia, che è in recessione esattamente dal 2008.

Ma anche i dati elevatissimi della disoccupazione ci avvicinano pericolosamente al paese ellenico: dopo tutto se la ricchezza complessiva prodotta dal paese diminuisce anche le persone necessarie a produrla sono di meno.

La cosa che più preoccupa è che mentre in Grecia si vedono timidi, anemici segni di ripresa, in Italia questo non avviene: siamo forse destinati a fare la fine della Grecia, forse a scendere ancora più in basso…

Vincenzo Colonna

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