Lo sciopero generale di oggi: Cosa hanno fatto di male i lavoratori a questo Governo?

sciopero generale

Oggi 12 Dicembre 2014 è stato il giorno dello sciopero generale, che ha portato ad una parziale riunificazione delle principali sigle sindacali italiane, con la Uil che si è associata alla forte protesta ideata dalla Cgil.

Cortei si sono svolti in ben 54 città d’Italia, con la leader della Cgil Susanna Camusso che ha partecipato a quello di Torino, a cui possiamo dare il titolo: “Cosa hanno fatto di male i lavoratori a questo Governo per venire maltrattati così?”, dalle parole della stessa Camusso. Sempre a Torino è andata in scena una spettacolare protesta dei vigili del fuoco contro i tagli imposti dal Governo Renzi. Il leader della Uil Carmelo Barbagallo è stato invece a Roma, da dove ha invitato i lavoratori ed i pensionati ad unirsi in una forma nuova di Resistenza contro chi non vorrebbe più la presenza dei sindacati nel tessuto istituzionale ed economico italiano.

Tutti, sindacati e manifestanti, chiedono un cambio di rotta nelle strategie e nella direzione delle politiche economiche del Governo, con la Grande Finanza e le grandi proprietà che continuano a non venir toccate dallo Stato, mentre invece si finisce per andare a colpire sempre i soliti noti: lavoratori e pensionati.

E’ stata alta la partecipazione allo sciopero, specie nel settore dei trasporti, dove il 60% del personale di ferrovie ed aereoporti ha partecipato alla protesta, mentre si è toccato addirittura l’80% di adesioni nel settore del trasporto pubblico locale. Una paralisi che ben testimonia l’andamento della nostra economia, in continuo e costante peggioramento.

Scontri purtroppo si sono verificati a Milano (dove alcuni manifestanti hanno cercato d’invadere la sede della Regione Lombardia) e Torino. A Roma alla manifestazione hanno partecipato anche il leader di Sel Nichi Vendola (“Contro la deriva a destra del Governo Renzi“) e la minoranza Pd, a cominciare da Gianni Cuperlo e Stefano Fassina, che chiedono una revisione profonda sui contenuti del Jobs Act, che concepito così va solo a danneggiare pesantemente i diritti dei lavoratori.

A Bari Massimo D’Alema, appena uscito da un colloquio col sindaco Massimo Decaro, collega di partito (Pd), ha incrociato i manifestanti, con alcuni di loro che lo hanno pesantemente contestato.

Tutto questo mentre anche oggi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ribadito l’importanza di mantenere toni sereni e pacati, invitando tutti a stemperare gli atteggiamenti, ma facendo capire chiaramente di esser rimasto deluso da uno sciopero generale, che a detta sua sarebbe soltanto motivo di esasperazione degli animi. Difficile comprendere parole del genere ripetute più volte da chi, a quasi 90 anni di età, sembra voler sconfessare decenni e decenni di militanza politica nel Pci.

La disoccupazione cresce, la corruzione politica dilaga, il Pil non risale affatto: davvero il rendere i lavoratori italiani (i neo assunti almeno) più facilmente licenziabili rappresenta la soluzione a tutti i mali?

Giancarlo Sali

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