Lo spread cala ma l’economia va peggio

La buona notizia dell’articolo di oggi è che lo spread, finalmente, è tornato sotto quota 300, precisamente a 296 punti base con un rendimento del titolo decennale al 4,40%. In effetti è un rendimento ancora troppo alto per essere davvero sostenibile sul lungo periodo ma ci dobbiamo accontentare visto che qualche giorno fa lo spread stava di nuovo impennandosi: è bastato l’annuncio della caduta del governo Monti e della discesa in campo di Silvio Berlusconi per dare una scossa ai mercati. Sembra adesso che le tensioni siano stato riassorbite e siamo tornati ai livelli precedenti alla caduta di Monti, caduta che in verità è ancora virtuale visto che il Presidente del Consiglio non ha rassegnato le dimissioni e il Parlamento, dal canto suo, non ha votato nessuna mozione di sfiducia. Ma la situazione dell’economia italiana, intanto, è pessima.

Abbiamo già parlato abbondantemente, nei giorni scorsi, dell’elevato tasso di disoccupazione, destinato a salire, e del fatto che se non si fanno subito delle riforme concrete rischiamo veramente di non crescere per i prossimi 20 anni.

Il dato che voglio analizzare oggi ci viene fornito dall’ISTAT e certifica un drammatico calo del commercio al dettaglio. Un calo molto forte, ben il 3,8% su base annua e riferito al mese di Ottobre 2012 (c’è un piccolo ritardo per la raccolta e la rielaborazione dei dati statistici). Questo calo ha colpito tutti i tipi di generi alimentari e tutti i tipi di distribuzione, si sono salvati solo i discount alimentari che hanno segnato un modesto +0,6%.

C he cosa significa questo?

Significa, semplicemente, che gli italiani non hanno più soldi e non hanno alcuna fiducia nel futuro, quindi tendono a risparmiare il più possibile. Persino la grande distribuzione, che di solito grazie a politiche di prezzo piuttosto aggressive, deve segnare un -4%. I discount si salvano perché hanno dei prezzi davvero molto bassi ma, purtroppo, talvolta ne risente la qualità.

Ormai gli italiani sono ridotti a risparmiare anche sul cibo ed è una situazione che, purtroppo, non presenta alcuno spiraglio di miglioramento. Perché nel 2013 la disoccupazione aumenterà ulteriormente e la fiducia, di conseguenza, diminuierà. E non bisogna dimenticare che l’aumento della pressione fiscale non fa altro che sottrarre reddito alle famiglie che quindi hanno a disposizione meno soldi per gli acquisti. So che è politicamente scorretto dirlo, ma anche la lotta all’evasione fiscale fa diminuire i consumi, sia con effetto deterrenza (gli evasori hanno paura di essere scoperti come evasori se si consuma troppo) sia perchè gli ex-evasori, cioè coloro che hanno iniziato a pagare le tasse per paura della stretta imposta negli ultimi tempi, devono dare una forte contrazione al proprio tenore di vita.

Vincenzo Colonna

 

3 Responses to Lo spread cala ma l’economia va peggio

  1. Conte Zio ha detto:

    Il discorso della lotta all’evasione fiscale che riduce i consumi è una cosa vera e sacrosanta purtroppo non se ne può parlare apertamente per non essere accusati di essere nemici del popolo ma qualcuno deve pur dire la verità. Se più soldi finiscono allo stato, in qualsiasi modo, i cittadini hanno meno soldi per spendere.

  2. Devon ha detto:

    Gli unici che hanno soldi in abbondanza, oggi come oggi, sono i politici che infatti fanno la bella vita e non si fanno mancare nulla. Noi poveri lavoratori autonomi siamo sempre additati al pubblico ludibrio e costretti a pagare per tutti!

  3. Lidia ha detto:

    Ma a me veramente fa pena la situazione italiana, questi politici mangiano e mangiano e a noi non rimane che pagare le tasse per farli mangiare. Noi poi dobbiamo fare la spesa al discount, mentre i nostri amati politici fanno la spesa nelle botteghe di cibo etnico (perché fa figo)!

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