Luglio 2015, ripartono i consumi

Buone notizie per l’Italia: ripartono i consumi, anche se di poco. Come sempre, il premier Matteo Renzi esulta su Twitter, ma i sindacati frenano l’entusiasmo. I dati, nudi e crudi, affermano che dall’estate 2014 a quella del 2015 l’incremento dei consumi è stato del 2,1%. Sembra poca cosa, ma si tratta della variazione più alta degli ultimi 5 anni. A diffondere i dati è stato il Centro Studi di Confcommercio: l’Indicatore dei consumi di Confcommercio ha registrato, per il mese di luglio, una crescita dello 0,4% rispetto a giugno e un incremento del 2,1% tendenziale.

«I segni meno ormai sono archiviati — ha affermato sulla questione Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio — c’è un risveglio dei consumi e la fiducia delle famiglie è su livelli massimi. La ripresa c’è, ma la prudenza è d’obbligo. Dopo molti anni di crisi, il governo deve vincere la scommessa di trasformarla in una crescita robusta, duratura, diffusa tagliando le tasse su imprese e famiglie».

Continua Sangalli affermando che sarà una buona mossa abolire la tassa sulla prima casa il 16 dicembre, come ha annunciato Renzi in un modo definitivo. «Chiediamo la totale deduzione dell’Imu sugli immobili delle imprese, inclusi gli alberghi e negozi». Per Sangalli le priorità restano due: perdere il triste primato di una pressione fiscale fra le più alte al mondo e tagliare da subito, e con più coraggio, la spesa pubblica improduttiva. I tagli delle spese inutili porterebbero ad avere le risorse necessarie per ridurre in modo generalizzato le aliquote Irpef. Così, e solo così, le famiglie ricominceranno a consumare e le imprese a produrre e ad assumere.

I dati degli ultimi mesi confermano il miglioramento della domanda per consumi sostenuta da un nuovo ciclo di acquisti di beni durevoli: vengono acquistati soprattutto «i beni e i servizi per la mobilità, complici anche gli aumenti dei carburanti e del trasporto pubblico (+6,2%), e inoltre i beni e servizi per le comunicazioni, dunque apparecchi tecnologici come telefonini e computer (dei quali cresce anche l’import) e i consumi legati al turismo, alberghi e consumazioni fuori casa (+ 1%). Mentre l’aumento di alimentari, bevande e tabacchi è di solo lo 0,5%». Il Pil, viene confermato anche da Confcommercio, è previsto con una crescita dell’1,1% nel 2015 e dell’1,4% nel 2016.

I dati positivi, però, non convincono tutti. La Cgil, infatti, afferma con il suo segretario Susanna Camusso: «Sono tutti segnali, ma non siamo nemmeno lontanamente vicini ai livelli pre-crisi». Commentano però Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, che «È vero, infatti, che nell’ultimo anno si è conosciuta una lieve, quasi impercettibile, ripresa dei consumi delle famiglie. Più che di ripresa, infatti, si potrebbe parlare di arresto della grave contrazione che, solo nel triennio 2012-2013-2014 ha fatto registrare una diminuzione dei consumi delle famiglie del 10,7%, pari ad una contrazione complessiva della spesa di circa 78 miliardi di Euro».

One Response to Luglio 2015, ripartono i consumi

  1. Paolita ha detto:

    Secondo me non dura 😀

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