L’ultimo regalo e poi l’abisso

Le dichiarazioni del ministro Saccomanni fanno veramente veniere la pelle d’oca. Si sta pensando di vendere gli ultimi gioielli di famiglia per distribuire qualche mancia qua e là, magari per assicurarsi un risultato non catastrofico alle prossime elezioni. Ma i politici si rendono conto che siamo arrivati ad un punto di non ritorno? Che di questo passo in 5 anni non solo saremo in default come Stato ma saremo anche letteralmente alla fame? Ma si rendono conto che i beni pubblici sono sacri e non vanno sprecati?
Che poi se fossero venduti ad un prezzo equo, pazienza, lo si potrebbe accettare. Ma questi vogliono regalare ENI, ENEL e Finmeccanica, cioè aziende strategiche per il nostro futuro, agli stranieri, facendole pagare pochissimo o forse niente.
Ma ci rendiamo conto? Non solo sarebbe la rovina economica per l’Italia ma sarebbe anche la fine di quel briciolo di dignità che ci rimane.
Si vuole fare cassa? Bene, allora ENEL, ENI e Finmeccanica distribuiscono un dividendo straordinario o si imponga una patrimoniale sulle fondazioni bancarie (almeno sulla parte di patrimonio non investita nella banca di riferimento) visto che furono istuite con una legge scellerata che regalò loro beni pubblici in cambio di qualche mancia che viene elargita agli amici degli amici.

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