L’ultimo svendita dell’Italia

Fa venire i brividi la leggerezza con la quale il governo italiano ha annunciato la svendita degli ultimi gioielli ancora in mano allo Stato: si va dal 3% di Eni, fino alla quota di controlli di aziende come Grandi Stazioni o Sace. Insomma, lo Stato rinuncia a quei cespiti che ancora producono reddito (pensiamo ai dividendi monstre che Eni paga puntualmente) per fare cassa e rimandare, ancora una volta sine die, la riforma della spesa pubblica.

Insomma, si vuole continuare a riempire le mangiotoie dove mangiano politici, sindacati e amici vari e non si può più aumentare la pressione fiscale perché siamo ormai arrivati alle soglie della rivolta armata. E quindi Letta e i suoi complici hanno pensato di svendere per un piatto di lenticchia le ultime rimanenze del magazzino.

Intendiamoci: non che una diminuizione del peso dello Stato nell’economia non sia benvenuta, anzi. Ma in queste circostanze storiche, a questi prezzi di borsa (e degli asset in generale) è un vero e proprio regalo fatto ai soliti stranieri che verranno in Italia a comprarsi asset in svendita e, come da copione, si faranno finanziaria l’acquisto dalle banche italiane.

Insomma, un regalo bello e buono. E poi diamo un’occhiata alle cifre: il Governo ha messo nero su bianco che gli asset porteranno un profitto di almeno 10 / 12 miliardi di euro. Sappiamo tutti fin troppo bene che le entrate saranno molto più basse, al massimo pari alla metà. Perché le privatizzazioni sono in Italia sono l’ennesima occasione per creare fondi neri all’estero, l’ennesima occasione di saccheggiare il già disastrato patrimonio comune.

Insomma, il Governo Letta si sta dimostrando, una volta di più, una sciagura per il Paese e forse è arrivato il momento di staccare la spina e lasciare che gli italiani possano scegliere il proprio destino con elezioni democratiche.

Peccato che è solo un sogno, per come sono i politicanti italiani la loro poltrona vale più di qualunque considerazione sul bene comune.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *