L’Unione Europea contro il taglio delle tasse sulla casa

Il governo italiano ha proposto di ridurre le tasse sulla casa, ma si tratta di una decisione contraria alle raccomandazioni dell’Unione Europea. Lo fanno notare fonti europee, che affermano: “Abbiamo letto i recenti annunci sulle tasse in Italia, ma non avendo dettagli sui piani non possiamo fare commenti”. E ancora: “E’ però ben noto che il Consiglio europeo abbia raccomandato all’Italia di spostare sugli immobili e sui consumi il carico fiscale che grava su lavoro e capitali”.

Insomma, niente da fare: il taglio delle tasse sulla casa non è un’opzione disponibile sul tavolo. La flessibilità, sottolinea l’UE, sotto forma di riduzione da 0,5% a 0,1% dell’aggiustamento, è già stata concessa all’Italia in cambio delle riforme, durante la scorsa primavera. “L’Italia ha già fatto progressi nelle riforme ma ora è essenziale che non si perda lo slancio nella messa in atto: è fattore chiave per esaltare il potenziale di crescita dell’Italia”.

Il progetto di finanziaria del nostro governo per l’anno prossimo sarà necessariamente sottoposto alla Commissione entro il 15 ottobre di quest’anno. L’esecutivo deve esprimere poi il suo parere. Le fonti UE specificano ancora: “Naturalmente ci aspettiamo che l’Italia rispetterà tutte le raccomandazioni del Consiglio, comprese quelle sulla politica tributaria”.

Sandro Gozi, sottosegretario agli Affari e alle Politiche europee, ha commentato la decisione dell’UE dicendo che “le fonti anonime di Bruxelles forse dovrebbero con maggiore impegno affrontare il dramma delle morti nel Mediterraneo e dei treni carichi di migranti”. Il governo si trova così con le mani legate, non potendo promettere per il 2016 un vero e proprio taglio delle tasse sulla casa, vero e proprio fardello che grava sulle tasche di tutti gli italiani.

Secondo le istituzioni comunitarie, invece, le tasse sulla casa sono le meno inique e la priorità, in un Paese ad alta disoccupazione e bassa produttività come il nostro, è invece ridurre il cuneo fiscale, ovvero l’onere che pesa sulle buste paga dei lavoratori. Renzi pensa invece di aver fatto abbastanza sul fronte del lavoro con gli sgravi contributivi per i contratti a tempo indeterminato. E propone di tagliare l’Imu (compresa quella agricola e sui macchinari imbullonati) e la Tasi.

Intanto, oggi Renzi e Padoan si sono incontrati per fare il punto sulla nostra economia, in vista della nota di aggiornamento al Def da definire entro il 20 settembre. Il taglio di Imu e Tasi, che vale quasi 5 miliardi, se confermato comunque dal premier porterebbe il totale delle coperture da trovare a quasi 30 miliardi.

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