Malta Files: tutta fuffa e niente arrosto

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Sta facendo scalpore, in questi giorni, la pubblicazione da parte del settimanale L’Espresso di una pomposa inchiesta relativa agli investimenti di cittadini italiani a Malta. Secondo quanto scritto dal settimanale, l’isola di Malta custodisce un vero e proprio tesoro di proprietà dei nostri connazionali, un tesoro che l’inchiesta definisce segreto.

Ma è veramente questa la verità? Malta è veramente un paradiso fiscale all’interno dell’Unione Europea? Ed è possibile mantenere segrete le partecipazioni e il denaro detenuto a Malta? La verità è che l’inchiesta dell’Espresso è più che altra fuffa.


markets malta

Iniziamo con il dire che Malta non è un paradiso fiscale e partecipa pienamente e attivamente allo scambio dei dati finanziari e fiscali: in pratica, è tecnicamente impossibile occultare al fisco partecipazioni e denaro detenuto a Malta. Se l’Agenzia delle Entrate o la Magistratura hanno bisogno di un dato per un’indagine, possono ottenerlo in maniera rapida. Perfino i giornalisti a caccia di notizie per titillare gli istinti possono trovare facilmente l’elenco degli italiani che hanno interessi economia Malta.

La verità su Malta

Malta non è un paradiso fiscale ma non è neanche un inferno fiscale come l’Italia. A Malta è possibile fare impresa senza burocrazia, senza balzelli di stampo medioevale e pagando il giusto di tasse. Non è un caso che decine di migliaia di italiani ed europei si stanno trasferendo a Malta per poter lavorare. Malta è la destinazione di riferimento per alcune categorie di persone, come ad esempio gli esperti di tecnologie digitali.

Si tratta di giovani ad altissimo potenziale che si trasferiscono nell’Isola Mediterranea attratti dal trattamento fiscale non punitivo, è vero, ma anche dalla possibilità di lavorare senza che nessuno ti metta i bastioni fra le ruote. Giusto per capire l’ampiezza del fenomeno, sta diventando difficile trovare anche solo una postazione in un coworking.

Malta è il centro di un flusso di capitali provenienti da tutta Europa e oltre, è vero, ma è soprattutto la destinazione preferita dei cervelli europei. E l’intelligenza è la risorsa strategica economia più importante al giorno d’oggi.

E’ possibile che malfattori e mafiosi abbiano utilizzato Malta per riciclare denaro? Ovviamente sì. Ma è in buona compagnia: molti dei ristoranti più in vista di Roma sono controllati dalla Camorra, una buona percentuale di aziende lombarde sono di proprietà dell’ndrangheta e, se vogliamo andare all’estero, la Camorra ha trovato conveniente investire somme immense di denaro in Catalunya (per dire, anni fa Roberto Saviano dichiarò che l’unica città in cui si poteva muovere senza scorta era Barcallona perché gli interessi della Camorra nella città erano così grandi che non si poteva permettere di attirare l’attenzione sulla città).

Quindi sì, probabilmente anche le Mafie hanno investito su Malta esattamente come lo fanno in quasi tutto il mondo. La magistratura italiana ha tutti gli strumenti per raggiungere questi investimenti. Non c’è nulla di opaco.

L’inchiesta dell’Espresso

L’inchiesta dell’Espresso in effetti è piuttosto opaca per non dire grondante fuffa. Per prima cosa, non si capisce bene se sta accusando gli italiani che hanno interessi economici a Malta di evasione fiscale oppure no. In fondo, viviamo in un’Europa che dovrebbe essere unita, almeno economicamente, e quindi investire in un altro paese dell’Unione dovrebbe essere considerato normale, non un modo di evadere le tasse.

Le categorie in cui l’inchiesta suddivide i supposti criminali economici sono indicative: ci sono i renziani e i grillini (nemici politici del giornale) e poi ci sono gli Israeliani (anche loro non godono di molta simpatia a quanto sembra).

L’obiettivo dell’inchiesta non è fare chiarezza: è semplicemente quello di vendere copie di un giornale ormai striminzito, povero di contenuti e destinato ad un declino definitivo. L’Espresso di qualche decennio fa è ormai uno sbiadito ricordo. Vendere copie facendo leva sull’invidia sociale è un meccanismo che paga sempre e probabilmente l’abile regia dietro l’inchieste dell’Espresso lo sa molto bene.

In fondo l’italiano medio odia chi ce l’ha fatta, chi ha i soldi sicuramente è un evasore fiscale o un corrotto. Se poi sfugge dall’inferno italiano per andare in un paese normale, allora è un nemico del popolo. E visto che (ancora) non lo si può fucilare sulla piazza Rossa, almeno lo si mette alla berlina con una bella inchiesta giornarlistica.

Chissà perché questi coraggiosi giornalisti non fanno una bella inchiesta su un imprenditore italiano che ha rovinato e saccheggiato una mezza dozzina di grandi imprese, ha aggravato la crisi del Monte dei Paschi di Siena non restituendo centinaia di milioni di euro di prestiti e che risiede (almeno fiscalmente) in Svizzera? Semplicemente perché si tratta dell’editore del giornale, Carlo De Benedetti, l’utilizzatore finale degli utili prodotti dalle inchieste fuffa dell’Espresso.

E’ facile riciclare a Malta?

Tornando a Malta, abbiamo già spiegato che non è un paradiso fiscale e che partecipa a tutti i possibili meccanismi di scambio dei dati previsti dall’attuale normativa internazionale. Ma c’è anche un fattore importante da sottolineare: aprire un’impresa a Malta è facilissimo, è vero, ma aprire un conto in banca è molto piùà complesso.

Le banche maltesi sono estremamente guardinghe, indagano attentamente prima di concedere l’apertura di un conto corrente ad una società controllata da uno straniero. E molte volte non lo concedono. E non finisce qui: le imprese di proprietà di stranieri con un conto corrente a Malta devono giustificare, di fatto, tutti i bonifici che ricevono. Uno per uno. Quando si riceve un bonifico da un cliente per la prima volta bisogna spiegare chi è quel cliente e che tipo di servizio o di bene si vende. Insomma, è molto più facile fare riciclaggio di denaro sporco in Italia che a Malta.

E questo l’inchiesta dell’Espresso non lo dice.

Perché Malta dà fastidio?

Ma perché Malta dà così tanto fastidio? Il motivo di fondo sta nel suo successo: attira denaro da tutta Europa (e oltre) ma soprattutto attira intelligenza. Lo Stato italiano sta facendo di tutto per frenare un’ondata di emigrazione senza precedenti: se ne vanno le menti migliori, quelle che sarabbero in grado di produrre ricchezza vera per il nostro Paese. E mentre per le fughe di capitali si può sempre agitare lo spauracchio dell’estero-vestizione, quando se ne vanno fisicamente le persone non c’è proprio nulla da fare.

Uno Stato fallito come quello italiano, con milioni di parassiti da mantenere, non può permettersi che una parte degli italiani più produttivi (i veri pagatori di tasse e pensioni, altro che gli immigrati) se ne vadano all’estero. E allora, come nella migliore tradizione del nostro paese, si mette in moto la macchina del fango.

18 Responses to Malta Files: tutta fuffa e niente arrosto

  1. Stefano Sed ha detto:

    E’ molto facile guadagnare soldi in questo modo, spargendo fango o peggio altra sostanza organica. L’Italiota medio è un fallito ed ama dare la colpa dei propri fallimenti a chi ce l’ha fatta. Ecco perché queste cose fanno vendere.

    Un applauso a scena aperta a De Benedetti che fa soldi con queste fuffa inchieste. Ma un giorno ci vorrà qualcuno che avrà il coraggio di pubblicare i De Benedetti Files, altro che Malta Files.

  2. Joseph Borg ha detto:

    Falsità mischiate a qualche vero misfatto mischiate con dati di pubblico dominio. Risultato? Un bel titolo e tante copie vendute. Ma la verità sta da un’altra parte.

  3. RITA ha detto:

    chiedete ha quei falsi del opposizione del partito nazzionalista che stanno provando di far fallire l economia di malta soltanto perche non sono loro in governo .. sono dei buffoni … grazie per questo articolo …

  4. Joseph Jacono ha detto:

    Vorrei far notare che Malta sta attraversando u periodo di stabilita e grande crescita economica che sta dando lavoro a miliaia di Italiani e Spagnioli e centinaia di persone da altri paesi europei e questo econoscuto e sotto scritto dalle piu prestigiose ditte di scrutinio economiche europei. Ma da quando il partito Socialista Democratico a aquistato il-governo il partito nazzioalista in oppozizzione dopo piu di vent’ anni al governo a giurato di riconquistare il potero con una negattivita aspra e trovando ogni scusa a far male al economia Maltese in Europa con ogni mezzo con l’aiuto degli amici del partito popolare per mettere a repentalio il poisto di lavoro di questi lavoratori.

  5. Janice ha detto:

    Sicuramente l’articolo dell Espresso e stato instigato dal partito dell oppozizione a Malta che quando non governa e pronto di fare di tutto anche ad infangare l’nome e la fama di Malta.Malta non e un paradiso fiscale ma un paradiso da viverci e l’tempo piu bello sta ancora venendo per tutti i Maltesi e altri che vivano a Malta.

    • Owen ha detto:

      U mela Janice; il-Partit Nazzjonalista jiddeciedi x’jippublikaw fuq l’Espresso, u jekk nigu f’dan, fuq il-gazetti kollha li qed jiktbu dwar dak li qed jigri f’pajjizna bhalissa. Ma ndahhqux.

  6. Andre ha detto:

    Pregate per noi Maltesi. Abbiamo un governo che ha fatto di Malta un miracolo economico in solo 4 anni. Godono di questo successo anche i tanti Italiani e Siciliano che lavorano qua. Pregate che i Maltesi continuano su questa rotta altrimenti diventeremo anche noi una piaga per l Europa come Cipro u Grecia e come eravamo quasi diventati sotto l amminstrazione precedente Nazzjonalista.

    • opc ha detto:

      Preghiamo certo per voi, ma anche per noi dato che Malta è l’esempio vivente di come l’economia può essere stimolata se la classe dirigente è capace e intelligente.
      Come in Italia naturalmente …

  7. Ricky All ha detto:

    Lavoro a Malta da anni e conosco perfettamente la realtà maltese, è inutile che i soliti “italioti” cerchino di sporcare i meriti altrui per nascondere i “demeriti” propri di uno stato italiano ormai fallito da tempo!!!

  8. Alfred Bugeja ha detto:

    La vera storia che questo articolo ha mancato per intero sta nel fatto che, al momento, il regime regolatorio e di esecuzione maltese non puo essere affidato a mantenere in linea i servizi finanziari a Malta. Ci sono stati troppi casi di corruzzione ai piu alti livelli del governo che sono finiti sotto il tappeto. C’e stata anche una banca che e stata allestita a Malta con lo scopo unico di riciclare il denaro sporco. In questo clima, non mi stupisco che l’articolo di L’Espresso ha suscitato cosi tanto scalpore. E hanno ragione.

    • opc ha detto:

      Conosco un poco la realtà maltese e sono affascinata da questo piccolo paese che cresce del 5%.
      Vogliamo invece parlare di quello che accade in Italia con la sua strepitosa crescita del 0.2% ? …
      Forse quelli dell’Espresso dovrebbero smettere con l’ideologia e fare un bagno di realtà. Dura lex, sed lex.

  9. Fabrizio ha detto:

    Vivo a malta da circa 10anni e l unica cosa che mi sento di dire che l italia avrebbe dovuto prendere esempio e spunto della capacita di uno stato come malta che a pochi km di distanza sta dando prova di come e possibile crescere portando l occupazione a zero .bastava prendere la sicilia a statuto speciale per testare sistema maltese con tassazione agevolata e con servizi adeguati garantendo stabilità…e sono certo che tante multinazionali avrebbero scelto la sicilia per insiedare le loro compagnie assumendo come hanno fatto a malta migliaia di persone portando ricchezza e benessere…ma in italia si preferescesolobuttare fango senza fare una beata minkia!!!😉

  10. Raymond Seychell ha detto:

    Malta, sotto la guida di Joseph Muscat ha fatto dei grandissimi passi e la nostra Economia sta facendo grandi miracoli.

    Viva il ‘Premier’ Joseph Muscat.

  11. PACE ha detto:

    Finalmente u giornalista con le p…e. Bravissimo perche hai scritto esattamente la verita su di noi. Questo articolo non e vantaggioso per I Laboristi oppure per Il Partito Nazzionalista , ma e dalla parte della mia patria……..miA piccola, grande MALTA. La gelosia di altri paesi anche molto piu grandi di noi, la gelosia degli stranieri ti porta a fare qualsiasi cosa a qualsiasi limite……. anche di vendere quattro pezzi di carta, ormai scadute, per infangare una nazione! Che schifo!!!!!! Noi Maltese siamo molto orgogliosi della nostra terra, della nostra grande ospitalita, del nostro mare pulito, delle nostre spiaggie e sopratutto dei nostri cuori d’oro. Allora complimenti a questo giornalista per aver raccontato ESATTAMENTE come stanno le code qui. Ovviamente le persone sbagliano, Il Governo sbaglia …… siamo tutti umani e poi chi non ha mai sbagliato? Pero l’importante e andare avanti sempre per Il bene del mio gioiello MALTA.

  12. Sergio Passariello ha detto:

    “Malta, è pienamente integrata nella Comunità Europea, la sua domanda di adesione risale al 1994 e formalmente ha aderito nel 2004, negoziando la sua entrata come ogni Stato deve fare. Inoltre non è in alcuna Black list, avendo aderito a tutti i trattati europei riguardati lo scambio d’informazione fiscale, l’antiriciclaggio, le norme sulla concorrenza e sulla privacy. Sono stati stipulati ben 72 trattati per evitare la doppia imposizione con altrettanti Stati Sovrani e le procedure per la costituzione di società sono molto trasparenti e veloci, ma nello stesso tempo non lasciano spazio ad interpretazione. La legislazione è basata sul common law, di derivazione anglosassone, quindi il panorama delle leggi e dei regolamenti hanno più certezza e meno interpretazione. La lingua inglese, che è nazionale, facilità enormemente gli scambi commerciali e la capacità di dialogo. Un sistema educativo ed universitario che ha recepito completamente la Convenzione di Bologna, pone l’Isola nella condizione di poter diventare un ottimo hub educational. Malta è membro effettivo del Commonweath, oltre che essere in Europa, un mercato che conta 2,5 miliardi di cittadini, che parlano la stessa lingua, che si basano sugli stessi principi sociali e legali. I benefici concessi a chi investe a Malta sono stati negoziati con la Ue ed hanno superato l’esame dell’Ocse. Non si tratta di tassazioni basse, l’aliquota media è del 35% ma si tratta di un incentivo fiscale che restituisce ai soci, parte della tassazione, per aver investito nello Stato maltese. Incentivi fiscali che nelle diverse modalità ogni Stato aderente all’Ue decide in relazione agli investitori stranieri. “Basti pensare, solo per fare qualche esempio che nell’ultimo anno la Germania ha stabilito l’esenzione dall’imposta sui redditi per gli investimenti in venture capital in società residenti in Germania attive nella Ricerca e Sviluppo, L’Italia ha previsto detrazioni fiscali al 30% per chi investe nelle Pmi innovative oltre a prevedere un super ammortamento del 140% del costo d’acquisto dei nuovi beni, ed un iper ammortamento del 250% per l’investimento in beni tecnologici legati all’Industria 4.0. La Francia invece ha puntato sulle startup, esonerando gli utili da queste distribuiti e con un regime agevolato per le plusvalenze a seconda del periodo di detenzione delle partecipazioni con un abbattimento del 50% se la detenzione è superiore a un anno, del 65% se è superiore a 4 anni e dell’85% se superiore a 8 anni. La Spagna ha concesso un’aliquota ridotta al 15% per le start up. Si riduce inoltre del 60 % la base imponibile dell’imposta sulle società per imprese titolari di brevetti, disegni e modelli, segreti aziendali e know-how. Inoltre ci sono stati europei dove la tassazione è privilegiata e con costi della manodopera bassissimi, come la Bulgaria e l’Ungheria, dove le tasse sono fissate con un’aliquota fissa del 10%. Questo quadro evidenzia che la competizione fiscale è al primo posto nella politica di tutti i governi nazionali europei, perché è la leva fondamentale per attrarre investimenti nel proprio paese”. E’ dunque priva di ogni fondamento l’accusa di un centro internazionale di riciclaggio che viene contestato nella cosidetta inchiesta Malta files? Se vogliamo dirla tutta e vogliamo fare riferimento ai dati concreti e validati, come ad esempio il Fifty Shades of Tax Dodging, un rapporto della rete europea Eurodad, le nazioni ad alto rischio riciclaggio sono ben altre. A sorpresa, non solo il Lussemburgo, ma anche la “virtuosa” Germania, offre un ricco menù di possibilità per nascondere la vera proprietà societaria e agevolare il riciclaggio del denaro sporco. la Spagna, invece, si conferma di gran lunga il negoziatore di trattati fiscali più aggressivo. Ho letto di valigette di denaro che transitano a Malta trasportati, senza controllo tra la Sicilia e Malta, rievocativi di scenari post anni ’80. Bene, va precisato che a Malta c’è una norma antiriciclaggio ben consolidata in linea con la direttiva europea, e nessuna banca accetta versamenti in contanti con cifre così alte, senza le opportune giustificazioni. Che poi possano esserci traffici illeciti e spostamento di contante da parte della criminalità organizzata, credo che sia un rischio concreto, ma penso che questo sia un rischio di ogni paese.

  13. Gianfrancesco ha detto:

    Vivo da 5 anni a Malta e sono felice di aver fatto questa scelta unico rimpianto non averlo fatto prima.
    Amo Malta un paese sicuro dove puoi uscire di casa e lasciare la porta aperta questo è impagabile.
    Non parliamo poi della natura del mare e delle mille cose da scoprire ogni giorno

  14. Salgister ha detto:

    Un miracolo economico a Malta. Un record dopo un record i turismo, lavoro, zero deficit e zero popolo senza lavoro. Questo che la malta files deve far conoscere a tutti gli europei e fare un esempio da Malta come fare dei miracoli. E’ digustoso che l’oppozizione ffa di tutto per affangare la nostra patria. Viva Malta, il nostro bel paese. Abbasso al oppozizione che sta fare di tutti contro il nostro paese quest’ ultimi anni.

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