Economia e Finanza

Marchionne: la sfida è vendere più auto

Marchionne ha salvato la FIAT, che quando arrivò lui al vertice era oltre l’orlo della bancarotta, l’ha trasformata da declinante gruppo italiano in un grande player internazionale. Adesso si ripropone anche di cambiare la struttura produttiva dell’azienda, riposizionandosi nei segmenti dove i profitti sono elevati (medio e medio-alto) e lasciando gradualmente il segmento più basso. Una scelta strategica che prevede anche la valorizzazione del made in Italy di qualità, come i marchi Maserati e Alfa Romeo, e che prevede anche di lasciare invariati i livelli occupazionali italiani, malgrado la bassissima produttività degli stabilitmenti nostrani e l’elevato costo del lavoro.

Questi sono i contenuti di un’intervista rilasciata oggi da Marchionne al quotidiano la Repubblica.

Un’intervista che ha suscitato le solite polemiche, è come se una certa parte politica e sindacale volesse a tutti i costi che la FIAT lasciasse definitivamente l’Italia, una sorta di pulizia etnica contro chi cerca ancora di produrre. Ma che cosa vogliono Landini & company? Che l’Italia si trasformi in un paese di cassintegrati dove non si produce nulla? E chi paga i soldi per la cassa integrazione? Questo Landini non lo dice, ma sappiamo che per consumare bisogna anche produrre,  se tutti quelli che producono se vanno alla fine non ci sarà più nulla da consumare (e da spartire).

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