Mercati azionari

Marchionne pensa in grande e punta su Opel

Marchionne ha trasformato una casa automobilistica sull’orlo del baratro in un grande player internazionale che controlla Chryslern e punta al controllo di Opel. Permangono i problemi in Italia dovuti all’alto costo del lavoro e alla bassa produttività, ma il manager FIAT continua a seguire la sua strada.

Pare che ci sia una nuova entrata in vista per quello che sta diventando un vero e proprio impero automobilistico: dopo aver preso il controllo quasi totale di Chrysler, il bravo Marchionne sta puntando direttamente su Opel.

fiat marchionne

La casa tedesca, infatti, è in crisi da anni e gli americani di General Motors che la controllano vorrebbero disfarsi prima possibile di una fonte di perdite ormai costanti. Già nel 2009 avevano provato a venderla al miglior offerente e già in quell’occasione la FIAT di Marchionne aveva presentato le sue proposte ma senza ottenere risposte positive.

In quell’occasione in effetti l’asta fu chiusa senza vincitori, e General Motors decise di continuare a spendere soldi per mantenere aperta OPEL invece di chiuderla, probabilmente per non irritare il potente ed esigente governo tedesco.

La situazione diventa però ogni giorno più diffficile per General Motors, che deve giustificare presso i suoi azionisti una perdita così ingente di denaro. Ecco perché la cessione è di nuovo probabile.

Marchionne ha fatto una proposta molto interessante: acquisire il controllo di Operl a costo zero, senza quindi sborsare nulla, ma impegnandosi ovviamente al risanamento dell’azienda.

Una risposta positiva potrebbe arrivare, anche considerando gli ottimi rapporti personali che intercorrono tra Marchionne e il capo di General Motors, Dan Akerson. Se la trattativa andrà in porto (e fonti ben informate dicono che le cose sono già a buon punto) allora Marchionne avrà trasformato davvero FIAT in un impero dell’auto, garantendole la possibilità di sopravvivere.

I problemi restano, anche forti, e sono dovuti alla bassa produttività e alto costo del lavoro in Italia: probabilmente il processo di internazionalizzazione spinta messo in atto da Marchionne serve anche ad allontanarsi il più possibile dal nostro paese, in modo da diluire il peso delle perdite che comunque vengono messe in conto visto che l’Italia non può essere abbandonata per motivi politici.

Un’ultima considerazione da vecchio osservatore delle vicende FIAT: ma ve lo immaginate Cesare Romiti a trattare con il Presidente di General Motors da pari a pari? Io, lo dico sinceramente conoscendo Cesare Romiti, vi dico di no.

Fabio Craca

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