Materie prime energetiche: alcune considerazioni sul futuro

L’energia è il fondamento per “muovere” il nostro pianeta ed alla base per raggiungere il benessere della popolazione mondiale. Oggi i combustibili fossili sono quelli che rappresentano la principale fonte, assicurando circa l’80% del fabbisogno energetico mondiale. In testa sempre il petrolio, seguito dal carbone e dal gas metano.

Proprio il prezzo del petrolio, nel corso dell’ultimo decennio, è cresciuto molto, passando da circa 25 dollari al barile a superare gli attuali 100 dollari. Oggetto di frequenti oscillazioni, gli esperti sono comunque concordi nel sostenere che è improbabile che possa ritornare alle basse quotazioni del passato.

Le grandi aziende del comparto hanno comunque incominciato ad investire in nuove forme di energia alternative, come ad esempio l’energia solare ed eolica, che negli ultimi anni hanno compiuto passi da gigante, conquistando sempre più utenti ed investitori.
Gli Stati Uniti ricoprono sempre un ruolo di primo piano in campo energetico e secondo gli esperti, nei prossimi anni, il paese aumenterà la produzione di petrolio e diventerà una dei più grandi esportatori di gas al mondo, grazie soprattutto alla sua produzione di shale gas, permettendogli così di staccarsi dal Medio Oriente.

Il fabbisogno energetico cresce specialmente nei Paesi emergenti. L’incremento dell’utilizzo di combustibili fossili in quei luoghi è però causa di timori per la contemporanea crescita dell’inquinamento.
Gli esperti sono concordi nel ritenere che di fronte ad una domanda in continuo rialzo, il pianeta dovrebbe riuscire a ridurre la dipendenza da combustibili fossili ed incrementare invece il ricorso alle energie rinnovabili, per diminuire l’inquinamento ambientale. Ma per i prossimi decenni non andrà come auspicato.

Il fabbisogno energetico crescerà con l’aumentare della popolazione e la costante industrializzazione nei Paesi emergenti.
Secondo le ultime stime, nel 2040 la popolazione mondiale crescerà di 2 miliardi, passando da 7 a 9 miliardi di individui. Un aumento che riguarderà esclusivamente i Paesi emergenti.

Crescerà l’economia dei paesi in via di sviluppo in misura maggiore rispetto a quelli appartenenti all’area OCSE ed il fabbisogno energetico mondiale, verso la fine del 2040, aumenterà di oltre il 30 per cento.
Naturalmente questo maggiore incremento di energia riguarderà soprattutto i Paesi emergenti, a seguito dell’incremento della popolazione e della industrializzazione.
Per quanto riguarda invece l’uso dei combustibili fossili, quali petrolio, gas naturale e carbone, scenderà lievemente nel 2040 e cambieranno i rapporti di forza. Infatti il petrolio perderà leggermente qualche quota percentuale, passando dal 34 per cento al 31 per cento, mentre il gas metano dal 22 per cento salirà al 27 per cento.

Scenderà invece il carbone, che da una quota del 26 per cento passerà nel 2040 a raggiungerne una del 19 per cento.
Nonostante il calo, è evidente che il petrolio anche nei prossimi anni sarà il combustibile fossile più richiesto in tutto il mondo.

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