Mercati finanziari spaventati

I mercati finanziari in questo momento sono spaventati da diversi fattori. Lo vediamo, ad esempio, osservando le attuali quotazioni delle principali borse mondiali, lo vediamo osservando l’andamento del cambio euro / dollaro sul forex che è fermo a 1,27 e dovrebbe stare molto più giù dal punto di vista della razionalità, lo vediamo anche dallo spread che torna a salire con decisione. Ma che cosa sta succedendo di tanto grave, che cosa sta facendo paura ai mercati e potrebbe letteralmente scatenare un panico che non farebbe bene a nessuno e potrebbe solo aggravare la crisi che stiamo vivendo?

Ebbene, come purtroppo molti avevano previsto, la vittoria di Obama alle elezioni presidenziali ha scatenato il conflitto con la Camera, dove la maggioranza è saldamente in mano ai repubblicani. Obama ha l’intenzione di aumentare la pressione fiscale sulle classi medie e alte, cose a cui i repubblicani si oppongono con vigore. Il problema è che all’inizio del 2013 scatta un meccanismo automatico di tagli alle spese e aumento delle imposte per 600 miliardi di dollari se non viene risolto diversamente il problema del deficit federale.

presidente usa obama

Il conflitto ideologico ingaggiato dal presidente USA Obama contro la maggioranza repubblicana rischia di trascinare l’America nel baratro della recessione

E 600 miliardi di dollari sono una cifra immensa, anche per la poderosa economia americana: significa spegnere per almeno 3 anni ogni speranza di ripresa per l’economia USA e dunque per il mondo intero. La soluzione ci sarebbe: un accordo bipartisan per spalmare, in modo graduale e ragionato, i tagli su un periodo più lungo, procedendo anche ad un aumento della pressione fiscale in modo bilanciato e senza fare campagne ideologiche contro le classi più abbienti.

Obama però insiste proprio su questo che a loro volta i repubblicani non possono accettare: tuttavia se non si trova un compromesso, l’America rischia di tornare in recessione e di trascinare ancora più in basso chi, come gli europei, in recessione ci sono da tempo e non sanno proprio come uscirne. E forse Obama ha già dimenticato che per un conflitto analogo con la rappresentanza parlamentare repubblicana, l’America perse per la prima volta nella sua bicentenaria storia la tripla A di rating.

Ecco da dove discende il panico dei mercati: dal timore che la crisi venga aggravata ulteriormente da una lotta tutto sommato esclusivamente politica, una lotta che segna il trionfo dell’ideologia in un momento in cui si credeva che le ideologie fossero morte. Additare i ricchi come nemici del popolo, colpevoli di ogni nefandezza e di ogni problema, probabilmente aiuta a raccogliere voti alle elezioni. Ma quando si deve governare bisognerebbe soppesare con attenzione soprattutto la politica fiscale.

In Europa poi c’è preoccupazione anche per il rallentamento della Germania che cresce dello 0,2% nel terzo trimestre del 2012 rispetto ad una crescita dell0 0,5% del secondo trimestre. Almeno la Germania continua a crescere, seppure di poco, mentre il resto dell’Europa è ancora profondamente nel baratro della recessione e probabilmente le politiche che vengono implementate non sono le più adatte per uscire dalla crisi.

angela merkel

Angela Merkel: la sua Germania cresce dello 0,2% nel terzo trimestre 2012

Le osservzioni da fare su questo dato sono due: da una parte che la fiducia dei mercati è riposta ormai quasi esclusivamente sulla Germania, visto che è sufficiente una crescita leggermente minore alle attese per scatenare il panico. La seconda, appunto, è che la Germania cresce comunque, creando opportunità per i suoi cittadini. E questo succede perché i politici tedeschi hanno avuto la lungimiranza di applicare, anni fa, le necessarie riforme al sistema Paese. Non si capisce, quindi, tutta la resistenza alle riforme da parte di tanti altri stati europei: ai primi tempi di sacrifici corrisponde, sempre, una ricaduta positiva sul lungo periodo. Il problema è sempre politico: si vive in un clima di campagna elettorale permanente e nessuno se la sente di proporre misure differenti dal solito panem et circenses.

Claudio Appio

2 Responses to Mercati finanziari spaventati

  1. Fiorenzo ha detto:

    Obama è la rovina dell’america

  2. Conte Zio ha detto:

    Tra primarie, regionali, politiche in Italia siamo davvero in perenne campagna elettorale e i risultati si vedono, spread a 370 ormai.

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