Mercato del petrolio e modelli geologici

Il petrolio è una materia prima limitata o no? E qual è la sua origine geologica? Sono tutti interrogativi che potrebbero avere conseguenze sulle quotazioni del petrolio sul lungo periodo.

Qual è l’0rigine del petrolio?

Una domanda che sembra ovvia, visto che la risposta ci è stata insegnata fin dalla scuola elementare, ma che a detta degli scienziati così ovvia non è e che potrebbe portare a profonde conseguenze sulle quotazioni del greggio sul lungo periodo.

petrolio

Il modello più noto è quello biologico, sostenuto dalla maggior parte degli studiosi e noto anche al grande pubblico. In questo modello si presuppone che il petrolio si sia formato a causa delle sedimentazione di grandi masse di materie organiche che, in particolari condizioni, si sono trasformate in idrocarburi. Di fatto quindi il petrolio sarebbe, in fondo, energia solare immagazzinata parecchi milioni di anni fa con la fotosintesi crorofilliana e che adesso possiamo consumare in quantità limitate.

Il secondo modello, sostenuto da una minoranza ma che comunque dispone di prove valide a suo favore, ritiene che il petrolio abbia avuto un’origine di tipo geologica, quindi che in qualche modo faccia parte della costituzione delle parti più profonde del nostro pianeta. Questo modello nasce da alcune osservazioni come, ad esempio, quella che è dimostrato che molti corpi del sistema solare contengono idrocarburi, come il metano.

Perchè mai dunque il nostro pianeta dovrebbe essere diverso? Inoltre a volte sono stati scoperti giacimenti di petrolio in zone geologicamente molto antiche, in cui non è pensabile che sia verificato il processo di sedimentazione di grandi masse di materie organiche. Infine talvolta capita che un vecchio giacimento, considerato esaurito, riprenda a dare una certa produzione significativa di petrolio.

E’ evidente che anche il modello biologico ha delle prove serie e la discussione è comunque aperta. Di solito il modello biologico è sostenuto anche per motivi squisitamente politici da movimenti terzomondisti e, più in generale, da coloro che vogliono indebolire l’Occidente e i suoi valori. Tuttavia in questa sede non ci occupiamo di politica e quindi non approfondiremo l’argomento.

In ogni caso le due ipotesi hanno delle profonde conseguenze sulla previsione delle disponibilità di petrolio nei prossimi decenni. Nel caso sia vera l’ipotesi biologica, il prezzo del greggio è destinato ad aumentare in maniera sostenuta, fino a quando evidentemente sarà sostituito da altre fonti di energia.

Nel caso di ipotesi geologica, invece, il petrolio si manterrà sempre disponibile per l’umanità, o almeno lo sarà per tempi sensibilmente più lunghi. In questo caso l’aumento tendenziale del petrolio non dovrebbe essere così marcato.

In ogni caso, come spesso fanno notare gli analisti seri, l’età della pietra non finì per mancanza di pietre. Allo stesso modo l’età del petrolio non finirà per mancanza di petrolio, ma per l’evoluzione tecnologica dell’umanità.

Giuseppe Conti

2 Responses to Mercato del petrolio e modelli geologici

  1. Felisandro ha detto:

    E’ tutta una questione di politica, agli ambientalisti che vogliono distruggere l’occidente fa piacere pensare che la nostra civiltà possa essere distrutta da cause materiali (un po’ come predetto dal loro tanto amato Carletto Marx).

  2. Conte Zio ha detto:

    Modesta proposta: un bel clistere di brent potrebbe forse schiarire le idee a tanti teorici del picco, ambientalisti, sinistranti vari?

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