Mercato dell’auto: il grande gelo

Davvero preoccupanti i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti: per il mercato dell’auto quest’anno è il peggiore dal lontano 1977. FIAT, nonostante la situazione e il fuoco incrociato dei sindacati, riesce a recuperare quote di mercato.

I dati che vengono dal ministero dei Trasporti sono davvero catastrofici: in Italia non si sono comprate mai così poche auto dal 1977. Il mese di Ottobre, ad esempio, ha visto l’immatricolazione di 116.875 unità contro le 133.411 del mese di Ottobre dell’anno precedente. Il calo, in percentuale, è stato 12,39%. Qualcuno si consola osservando che il calo percentuale, su base annua, registrato a Settembre era stato più che doppio.

mercato dell'auto in Italia

Il fatto è che il mercato ormai è così depresso che probabilmente non può scendere ulteriormente. I risultati sull’economia del paese sono drammatici. Per fare solo un esempio, ogni giorno chiude un concessionario, in media.

Ma come mai si è registrato un calo così forte? Come mai si vendono così poche aute?

I problemi sono molteplici, parlare solo di crisi è riduttivo. La crisi c’è e si sente, le famiglie hanno visto il loro reddito ridursi anche per l’aumento della pressione fiscale e quindi non possono comprare auto.

Anche la stretta creditizia ha il suo peso: le finanziarie hanno stretto i cordoni della borsa e finanziano meno di un tempo. Ormai bisogna avere delle solide garanzie per ottenere un finanziamento auto.

Il mercato poi delle auto di media e alta gamma è stato spazzato via, letteralmente, sia dall’aumento della imposizione fiscale su questo tipo di veicoli sia dalla vera e propria caccia alle streghe scatenata dall’Agenzia delle Entrate contro i possessori di tali auto.

Praticamente possedere un auto di media o alta gamma è diventato sinonimo di essere evasori fiscali, senza nemmeno la possibilità di un giusto processo per difendersi. E’ ovvio che chi ha i soldi non solo non compra queste auto, ma si affretta a disfarsi, anche a prezzi davvero bassi, di quelle che possiede già.

In tutto questo disastro dobbiamo segnalare che la FIAT di Marchionne continua a recuperare quote di mercato, anche in Italia: malgrado il fuoco incrociato di sindacati e politici, il management sta portando lentamente ad un rafforzamento delle quote di mercato della casa torinese.

Certo se il mercato diventa più piccolo anche se la quota cresce si vendono meno auto e quindi c’è bisogno di meno operai per fabbricarle. Questo sfugge a politici e sindacalisti. Dopo tutto loro hanno ben presente l’esempio della Pubblica Amministrazione, dove malgrado il lavoro scenda ogni anno in effetti il numero di impiegati cresce.

Fabio Craca

2 Responses to Mercato dell’auto: il grande gelo

  1. Sofy ha detto:

    Adoro le immagini che utilizzate su questo sito per commentare gli articoli!

  2. Elena ha detto:

    Marchionne prima o poi si prende qualche pallottola!

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