Mercato immobiliare: aspettando il crollo

Oggi sono usciti i dati definitivi dell’Agenzia delle Entrate relativi alle compravendite di case per il 2012: ebbene, il numero di compravendite è sceso del 27,5% rispetto all’anno precedente, tornando ai livelli del 1985. Insomma, il tanto temuto scoppio della bolla immobiliare sta per arrivare anche in Italia. E non è una cosa negativa: le bolle sono sempre negative per l’economia visto che comportano un’allocazione irrazionale delle risorse. Quando la bolla scoppia le cose tornano a posto e quindi le risorse vengono allocate nel modo giusto e consentono all’economia di ripartire.

Tuttavia in questo caso c’è un problema ed un problema grosso: fino ad oggi i prezzi delle case sono scesi del 10, 20% almeno per i valori ufficiali. I valori reali sono scesi molto di pià perché fino ad un paio di anni fa c’era l’abitudine diffusa di dichiarare al momento del rogito notarile una somma inferiore a quella effettivamente pattuita. Adesso con tutti i controlli anti evasione che vengono fatti questo diventa impossibile e quindi si dichiara la cifra corretta.

Ma che cosa succederà quando la discesa dei prezzi diventerà crollo? Lasciamo perdere gli agenti immobiliari che dicono che in Italia è diverso: dobbiamo guardare agli USA, alla Spagna, all’Irlanda, all’Olanda, ai grandi crolli immobiliari che si sono avuti in questi paesi, non ascoltare gli agenti immobiliari. Dopo tutto loro erano quelli che dicevano che il prezzo delle case sarebbe sempre salito, per sempre. Si è visto come è andata a finire.

Il problema a cui accennavo prima è quello delle banche: che cosa faranno le banche quando i prezzi inizieranno a crollare per davvero? Il problema è che le banche, stupidamente, sono andate dietro alla bolla immobiliare e hanno finanziato con mutui gli acquisti fatti a prezzi demenziali. Il fatto che adesso il vento stia cambiando non deve farci dimenticare quando le banche finanziavano non solo il 100% dell’importo (demenziale) ma anche le spese notarili e le imposte e magari ci aggiungevano anche qualcos’altro. Insomma, un comportamento folle e suicida che adesso che i nodi vengono al pettine porterà un vero e proprio tsunami nei bilanci degli istituti di credito italiano.

Perché la garanzia dei crediti concessi, probabilmente, scenderà ben al di sotto del valore dei crediti stessi. E i bilanci delle banche italiane sicuramente non sono in grado di reggere il peso di svalutazioni troppo forti. Se per salvare (almeno per qualche mese) il Monte dei Paschi di Siena gli italiani hanno dovuto pagare l’IMU sulla prima casa, non proviamo nemmeno ad immaginare cosa dovremo pagare per salvare tutto il sistema bancario dalle conseguenti di scelte assurde fatte qualche anno fa.

Speriamo che gli italiani abbiano imparato almeno la lezione e che non si facciano impapocchiare di nuovo fra una decina di anni, quando il mercato inizierà a riprendersi e qualcuno inizierà di nuovo a dire che i prezzi delle case non scendono mai…ma ne dubito…gli imbonitori in giacca e cravatta che si fanno chiamare agenti immobiliari torneranno sempre ciclicamente a fare danni e gli italiani si faranno sempre fregare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *