Mercato immobiliare fermo: il caso Roma

Il mattone è stato per decenni il cuore pulsante dell’economia italiana, responsabile spesso di una buona quota di PIL. Un fatto non positivo, visto che ha drenato una quota piuttusto consistente del risparmio delle famiglie e degli investimenti. Di fatto una buona parte del ritardo dell’Italia nei mercati più innovativi è dovuta proprio a questa propensione degli italiani verso gli investimenti immobiliari. Investimenti che, in fondo, non rendono nemmeno tanto se si considera l’elevata tassazione, gli alti costi di gestione e, perché no, anche la farraginosa legge italiana sugli affitti. Negli ultimi 10 anni, poi, la follia del mercato immobiliare ha anche distrutto le speranze di futuro di un’intera generazione, che si è indebitata a vita per comprare una casa che vale realmente molto meno della metà del prezzo pagato. Ma adesso le cose stanno cambiando.

Il mercato immobiliare è fermo, completamente fermo, se focalizziamo la nostra attenzione sulle vendite, mentre è in picchiata se consideriamo i prezzi effettivi pagati. L’argomento è stato trattato più volte proprio su Mercati24 vista l’ampiezza del crollo dei prezzi, che non si è affatto esaurito, anzi. Probabilmente, per citare il Presidente USA Obama, il meglio deve ancora venire.

crollo immobiliare

Il crollo del mercato immobiliare durerà (almeno) altri 5 anni

Insomma, se ha ragione la cancelliera tedesca Angela Merkel quando dice che la crisi deve durare almeno altri 5 anni, possiamo senz’altro arguire che nei prossimi 5 anni le banche non saranno certo più generose di adesso con i mutui e che i capitali disponibili per investimenti non saranno più alti di quelli che circolano oggi. Quindi il mercato non potrà che deprimersi ulteriormente.

Il segno della crisi immobiliare galoppante lo possiamo vedere a Roma, con la candidatura a sindaco di Alfio Marchini, costruttore appartenente ad una dinastia di cementificatori, da sempre legati al PCI e quindi a tutti i  partiti a cui il PCI ha dato vita in successione, PDS, DS, Partito Democratico. Furono proprio i Marchini, per fare un esempio, a regalare al Partito Comunista la storica sede di Botteghe Oscure.

I costruttori sono sempre stati vicini alla politica, a questo o quel partito, perché a causa della legislazione italiana è la politica a decidere dove si può costruire e dove no: un sistema foriero di corruzione, basti pensare al caso Sesto San Giovanni, ma anche profondamente iniquo verso i cittadini e inefficiente.

La candidatura di Marchini a sindaco ha rotto non poco le uova nel paniere al Partito Democratico, che si vede sottratti una parte importante di voti. Ma è anche significativa per capire a che punto è la crisi. Nel suo programma di sindaco, infatti, Marchini usa parole da ecologista convinto. Basta con le nuove costruzioni, basta con le cementificazioni, puntare tutto sulla riqualificazione.

Non si tratta affatto di una conversione sulla via di Damasco: Marchini sta facendo gli interessi suoi e di tutti i costruttori romani che non riescono a vendere tutti gli appartamenti che hanno costruito in questi anni e ormai non costruiscono più nulla.

Marchini dice che vuole fermare le nuove costruzioni, ma è una decisione inutile visto che il mercato l’ha già presa: sono più di 400 i permessi di costruire che sono stati rilasciati dal comune di Roma e che non sono stati ritirati dai costruttori, che non hanno voglia di pagare i salatissimi oneri di urbanizzazione per costruire case che poi nessuno comprerà.

Vincenzo Colonna

2 Responses to Mercato immobiliare fermo: il caso Roma

  1. Cinzia ha detto:

    Aspettiamo 5 anni e vedremo finalmente dei prezzi umani per il mercato, la bolla sta quasi quasi per esplodere e questo è senza dubbio positivo per le famiglie e soprattutto per i giovani che finalmente avranno una casa

  2. Angle ha detto:

    Bene bene, i democratici sono rimasti stupiti che il comunista di ferro Marchini si faccia una lista per conto suo? Ben gli sta!

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