Monte dei Paschi: di chi è la responsabilità?

Il crollo del Monte dei Paschi di Siena è stato ampiamente documentato da me e da altri autori di Mercati24, anche e soprattutto quando tutti gli altri mezzi di comunicazione di Monte dei Paschi non parlavano proprio. Adesso rimangono, sostanzialmente, due grandi questioni da affrontare: di chi è la responsabilità di quello che è accatudo a MPS e quali saranno le conseguenze sul sistema finanziario e politico italiano. Oggi ci occupiamo del primo problema, le responsabilità e le colpe di quello che è stata una delle più grandi distruzioni di valore della storia recente italiana.

Giuseppe Mussari

Le responsabilità vanno prima di tutti, a Giuseppe Mussari, l’avvocato calabrese a cui è stato dato in gestione il Monte dei Paschi per tanti anni. E’ lui ad aver trascinato l’Istituto in operazioni letteralmente suicide come il derivato Alexandria (di cui tutti parlano oggi) o l’acquisto di Antonveneta a prezzi incredibilmente alti. Anzi, probabilmente fu quest’ultima operazione ad aver messo in ginocchio per sempre la banca senese. Quello che è successo dopo è servito solo a dare il colpo di grazia al corpo già traballante della grande banca.
In molti si chiedono chi c’è dietro Mussari. Ebbene, dietro di lui c’è la politica, questo è poco ma sicuro, ma ci sono anche altre voci. Non vogliamo fare dietrologia ne partecipare a teorie del complotto di varia natura e dunque ciò che stiamo per scrivere va considerato con beneficio di inventario (viceversa la vicinanza con la politica è un dato di fatto sicuro).

bersani e mussari
Caloroso abbraccio tra il leader del Partito Democratico Bersani e Giuseppe Mussari

Ebbene, se vogliamo capire chi potrebbe esserci dietro Mussari dobbiamo tornare all’operazione che ha distrutto Monte dei Paschi, la famosa acquisizione di Antonveneta. Da chi fu comprata? Dal Banco de Bilbao guidato da Emilio Botin, il quale fece l’affare più grande della sua vita. Ebbene, quello che si sussurra, è che Emilio Botin ci siano forti interessi massonici. Facendo due più due si potrebbe pensare che l’intera operazione sia stata orchestrata in questi ambienti.
Tuttavia le colpe di Mussari non si limitano a questa operazione dissennata: anche la gestione della banca è stata pessima, non è stato fatto nulla per ridurre i costi elevati e si è lasciata briglia sciolta ai sindacati.

Le colpe della Fondazione MPS

Monte dei Paschi di Siena è controllata dall’omonima Fondazione, una Fondazione la cui importanza per la vita economica e centrale di tutta la provincia è enorme. Gli utili della banca (quando c’erano) erano distribuiti in modo più o meno equo per sostenere la cultura, lo sport, la società. Ebbene, la Fondazione aveva il compito di controllare la gestione e, al momento opportuno, di bloccare le operazioni più spericolate. Se il derivato Alexandria venne stipulato con un contratto segreto, l’acquisto di Antonveneta fu un’operazione fatta alla luce del sole, anzi alla luce dei riflettori visto che venne presentata ai media come un’operazione trionfale. E in questo caso la Fondazione non solo non fece nulla per bloccare questo scempio, ma si adoperò anche attivamente per fornire a Mussari i mezzi finanziari per portare a termine l’acquisizione.

Giuseppe Mussari sarebbe dovuto essere rimosso molto prima dal suo ruolo: peccato che prima di guidare la Banca avesse guidato la Fondazione. Un conflitto di interesse fortissimo che ha avuto effetti devastanti.

Ma c’è davvero qualcosa di patologico nella Fondazione, visto che andato via Mussari hanno chiamato al vertice della banca Alessandro Profumo, da poco defenestrato da Unicredit per la sua gestione opaca e per essere diventato, di fatto, il lacchè del malvagio dittatore libico Gheddafi. La parola defenestrato va intesa ovviamente in senso figurato, tuttavia l’odio che il banchiere si era attirato da parte degli azionisti era tanto che, probabilmente, qualcuno dei consiglieri di amministrazione ha pensato veramente di fargli fare un volo da una finestra.

Ma ancora una volta centra la politica, purtroppo: anni fa si era parlato di Profumo come candidato premier del centrosinistra e questo spiega molte cose.

Le colpe della politica

monte dei paschi partito democratico

Siamo in campagna elettorale e l’argomento è davvero molto scottante: le colpe dei politici. Quali?

La Fondazione Monte dei Paschi è guidada da 16 consiglieri: di questi 13 sono riconducibili al Partito Democratico. Dunque è innegabile la responsabilità oggettiva di questo partito. Tuttavia se vogliamo essere onesti dobbiamo anche aggiungere che durante gli anni delle grandi follie di Mussari, tutti i partiti erano conniventi e solo la piccola e combattiva della Lega Nord di Siena protestò, anche con convegni e altre iniziative pubbliche.

Se il peso maggiore delle colpe può essere attribuito al PD, dunque, anche il PDL non ha fatto nulla all’epoca per fermare lo scempio.

Il sistema delle fondazioni

Le fondazioni bancarie nascono dalla riforma Amato, per cercare di smuovere quella che era la foresta pietrificata del sistema bancario italiano. Ebbene, lo stesso ex Presidente del Consiglio, ebbe a dire D.o mi perdoni per aver creato le fondazioni. Il sistema doveva portare le banche fuori dall’orbita della politica, ma in effetti non ci è riuscito. Le Fondazioni sono legatissime alla politica visto che i membri sono nominati con meccanismi bizantini dagli enti locali. Tuttavia il sistema delle fondazioni è, probabilmente, quanto di meglio possiamo fare in Italia. Mancando di campioni nazionali, non si potevano semplicemente mettere in vendita le banche (che all’epoca erano tutte pubbliche e perdevano un sacco di soldi, ricordiamo ad esempio quanto ci costò salvare il Banco di Napoli).

E l’unica alternativa sarebbe stata quella di vendere gli Istituti a qualche grande gruppo estero. Anzi, probabilmente nella più pura tradizione italica, avremmo finito per regalare le nostre banche: pensiamo ad esempio a quello che è successo alla gloriosa BNL, finita per molto meno di un piatto di lenticchie alla francese BNP Paribas.

Il sistema delle fondazioni ha impedito questo: Banca Intesa e Unicredit, i due grandi campioni nazionali, non sono certo gestite al meglio (la gestione Profumo di Unicredit ha causato danni agli azionisti ed è finita sotto le lenti della magistratura) ma almeno ha preservato un minimo di dignità finanziaria al nostro Paese. E poi le elargizioni che sono state effettuate negli anni delle vacche grasse sono state positive perché hanno finanziato iniziative culturali e sociali di grande valore. Ci sono stati anche degli sprechi, forti.

Il sistema delle fondazioni non va abolito, perché non ce ne sono le condizioni e mettere in vendita le banche significa regalarle letteralmente ai concorrenti europei. Finiremmo davvero per essere una colonia. Tuttavia il sistema va cambiato, va introdotto un prelievo forte a vantaggio dello fondo di ammortamento del debito pubblico sul patrimonio delle fondazioni. E la politica deve lasciare il posto alla società civile nella gestione, i danni fatti fino ad ora sono stati immensi.

Vincenzo Colonna

3 Responses to Monte dei Paschi: di chi è la responsabilità?

  1. Ligero ha detto:

    Un articolo straordinariamente preciso e documentato, tutti i colpevoli del grande crollo del Monte Paschi sono messi in fila. Meriterebbero di essere fucilati tutti, Mussari, Bersani e compagnia cantante…

  2. Frescolino ha detto:

    Le colpe del PD sono innegabili, adesso non possono fare i santarelli…

  3. stefano ha detto:

    Ringraziamo tutti questi personaggi, politici e non , per aver massacrato milioni di italiani, ed il bello e’ che continueranno a farlo sempre con la collaborazione di politici sinistrorsi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *