Monte dei Paschi di Siena: la grande abbuffata

Il Monte dei Paschi di Siena è stata la più antica banca del Mondo, un vero e proprio vanto per la città e per i suoi abitanti. La sua storia è finita in maniera indegna, a causa di una gestione paurosamente clientelare, politicizzata e poco trasparente. Dopo il governo dell’avvocato calabrese Mussari che ha affossato la banca ci potevamo aspettare veramente di tutto, ma il regalo ad oscuri investitori (se così possiamo chiamarli) di origine messicana e brasiliana. La cosa più triste della vicenda non è che una grande banca italiana, sebbene quasi insolvente, sia regalata a degli “investitori” stranieri di dubbia origine. La cosa più triste è che la Fondazione spacci questi investitori per dei soci industriali quando al massimo possono essere paragonati a delle locuste che si abbattono sulle poche risorse disponibili per finire quello che Mussari aveva cominciato.
Insomma, il futuro del Monte dei Paschi è segnato e anche quello dei suoi dipendenti. Ovviamente per loro non c’è nulla da temere, in un modo o nell’altro saranno a carico della collettività (cioè di quei pochi che ancora si ostinano a lavorare davvero in questo paese). La forma, prepensionamento o cassa integrazione in deroga a vita, in fondo non importa.
Quello che importa è che siamo un paese che sta divorando se stesso e che sta gettando le proprie ossa ad avvoltoi e sciacalli stranieri perché le spolpino.
Un’ultima domanda mi sorge spontanea: ma non era proprio la Fondazione a ricordare al Ministero del Tesoro, con minaccia mafiosa, che Monte dei Paschi era strategica per la stabilità finanziaria dell’Italia visto che detiene una quota sostanziosa del debito pubblico? E adesso dove è andata a finire tutta questa importanza? Oppure si vuole mettere il futuro del paese nelle mani di questi avventurieri?

A questo punto la prossima volta che c’è da salvare una banca di importanza nazionale (e presto ce ne saranno più di una…) andate a chiamare direttamente dei narcos che facciamo prima….

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