Monte dei Paschi di Siena: taglio stipendi anche per gli alti vertici

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Tre giorni di trattativa non stop hanno portano ad un accordo la vigilia di Natale fra il gruppo Monte dei Paschi di Siena e i sindacati aziendali. Si è trattato si un incontro fondamentale per il futuro del gruppo e dei suoi lavoratori, alla luce della razionalizzazione dei costi imposta dalla Banca centrale europea, basata sull’abbattimento dei costi e delle spese del personale per circa 200 milioni di euro.

L’intesa, che è stata trovata dopo una tre giorni densa, ha permesso ai sindacati di ottenere il ripristino della contrattazione aziendale, la quale era stata sospesa dal 2012. La contrattazione si è quindi imposta di ridurre gli impatti economici dei lavoratori sul bilancio aziendale e di dare un bel taglio al costo del lavoro dei manager e alle alte figure professionali. Si tratta di un taglio del 2.5% annuo degli stipendi, che si propone di voltare pagina all’insegna dell’equità sociale e di non intaccare il personale di più basso livello, indispensabile perché la banca segua il suo corso e possa anche essere protagonista di future ristrutturazioni.

All’inizio, la posizione della banca era stata più che chiara, ovvero era stato deciso di tagliare il costo del personale facendo ricadere i tagli sui lavoratori, senza sfiorare gli stipendi stellari degli alti vertici aziendali. Grazie al delicato lavoro di negoziazione, i sindacati si sono impegnati a ricostruire il contratto aziendale, che era stato disapplicato da ben tre anni e chiesto che i sacrifici fossero portati avanti indistintamente da tutti per il bene dell’azienda.

L’incontro ha inoltre segnato un punto a favore dei lavoratori, i quali potranno contare su una presenza attiva degli organi sindacali proposti al controllo e anche alla loro tutela. Mentre un tempo i problemi economici erano risolvibili solo con licenziamenti collettivi per giustificata ragione economica, i sindacati hanno preteso che le prossime eventuali future tensioni occupazionali siano gestite solamente con gli ammortizzatori sociali che interessano la categoria.

L’intesa ha inoltre costituito una commissione paritetica, base di studio per un modello di banca nuovo e legato al territorio. L’impatto economico è stato quindi contenuto con un taglio degli stipendi di manager e di alti vertici pari al 2.5%, un caso isolato e quanto mai unico nel panorama bancario nazionale e al contempo è stato contenuto l’impatto economico delle giornate di solidarietà per dipendenti. Si tratta di un sistema che mira a migliorare le condizioni economiche dei dipendenti e anche molte questioni legate al TFR e ai contributi aziendali per i neo assunti.

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