Monte dei Paschi: lo strano caso di Antonio Vigni

Il crack del Monte dei Paschi è ormai entrato pienamente negli argomenti della campagna elettorale e probabilmente influenzerà pesantemente le prossime elezioni, visto che il Partito Democratico, almeno a Siena, è sempre stato strettamente legato alla Banca, fin da quando si chiamava ancora Partito Comunista italiano…
Ma tra le tante stranezze che stanno venendo fuori a proposito di Monte dei Paschi una non ha avuto sufficiente esposizione mediatica, la vicenda del direttore generale Antonio Vigni.
E’ stato il braccio operativo di Mussari, che in effetti per sua stessa ammissione di banche non ne sapeva molto (e nel più puro spirito meritocratico all’italiana non solo ha guidato la terza banca per importanza del paese ma è anche stato nominato presidente dell’ABI, l’associazione delle banche).

Se qualcosa di illecito o di poco chiaro è stato commesso in Monte dei Paschi, sicuramente Vigni potrebbe dire molte cose a riguardo. Dopo tutto essendo il direttore generale della banca non si muoveva foglia che Lui non sapesse. E in effetti la sua gestione è stata oggetto di critiche, sollevate da più parti.

Antonio Vigni ha lasciato, infine, Monte dei Paschi nel 2011, anno in cui la banca ha aveva già registrato pesantissime perdite. Eppure, oltre al normale TFR,  l’ormai ex direttore generale incassa un premio di ben 4 milioni di euro. E con il senno di poi questi soldi sono i soldi che gli italiani hanno versato con l’IMU.

antonio vigni

Ebbene, ancora oggi Antonio Vigni, la cui gestione ripeto è stata da più parte criticata, ha nella CGIL di Susanna Camusso il più valido alleato, da cui è stato sempre difeso.

Aspettiamo con ansia di vedere cosa dirà la magistratura, ma una cosa è certa: C’è del marcio a Siena e probabilmente questo marcio è da tempo traboccato anche in tutto il resto d’Italia.

E poi diciamo la verità: che le banche siano controllate e influenzata dalla politica succede in molte parti del mondo, pensiamo ad esempio alla Germania dove ci sono le banche dei lander. Ma che un potente sindacato debba avere influenza su una grande banca, questo penso succeda solo in Italia.

E poi questo sindacato, peraltro massimilista, si schiera a difendere un personaggio di dubbia moralità che lascia la banca in rosso e con una ricchissima e ingiustificata regalia.

2 Responses to Monte dei Paschi: lo strano caso di Antonio Vigni

  1. Conte Zio ha detto:

    Una storia da incorniciare: bravi ragazzi continuate così!

  2. Fiorella ha detto:

    Francamente non pensavo che ci fosse tanto marcio nella vicenda Monte dei Paschi prima di arrivare su questo sito. Mi avete aperto gli occhi.

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