MPS contro Vigni, Mussari e Nomura

Non è mai troppo tardi: è così che dovremmo commentare le doverose azioni di responsabilità che sono state messe in atto contro Vigni, l’ex direttore generale di Monte dei Paschi di Siena, Mussari, il capo azienda autore di tanti misfatti, e Nomura, la banca di investimento giapponese che si è prestata al gioco della banda che ha dominato l’istituto di credito per anni.
Quello che però nessuno dice è che le colpe sono più generalizzate: tranne qualche rarissimo esempio i dipendenti del Monte non hanno mai messo in dubbio la gestione della premiata ditta Mussari-Vigni. E anzi, fino a pochissimo tempo fa il sindacato dei bancari targato CGIL ha difeso Vigni a spada tratta, mentre la leader della CGIL Susanna Camusso ha sempre sviato il discorso sulle responsabilità personali dei vertici parlando genericamente di problema dei derivati (e tuffandosi quindi in un argomento che alla retorica della CGIL è particolarmente caro, i derivati appunti).

Un discorso assurdo, perché i derivati sono uno strumento, puramente uno strumento, e possono essere utilizzati bene o male. Se Mussari, Vigni e la banda del 5% che ha dominato la banca li ha utilizzati per rubare, perché questo è stato fatto, allora la colpa non è dei derivati…ma sappiamo bene che fare un discorso ideologico in Italia paga sempre, in termini di applausi a scena aperta, mentre ragionare concretamente sulle situazioni e sulle responsabilità è sempre qualcosa di assolutamente fuori luogo.

Perché le responsabilità sono anche politiche. In primo luogo la Fondazione non solo non ha fatto nulla per fermare le trame dell’avvocato calabrese Mussari, ma di fatto lo ha anche seguito: ricordiamoci che per l’acquisto di Antonveneta la Fondazione mise mani direttamente al portafoglio, pur essendo folle il prezzo dell’acquisizione (e le indagini stanno dimostrando che la cifra pagata servì a costituire fondi neri rientrati in Italia con il provvidenziale scudo fiscale). Dunque la Fondazione è complice delle scelte sbagliate di Mussari.

E la Fondazione dipende dalla politica e in particolare dal PD. Con questo non si vuole dire che solo il PD ha colpe, anche il PDL non ha fatto granché per fermare lo scempio. Dobbiamo dare atto che, a parte operazioni di facciata, solo la Lega Nord a Siena ha fatto sentire la sua voce di protesta senza grandi risultati visto che si tratta di una presenza minoritaria.

Certo adesso che la festa è finita tutti parlano di necessità di riforma, ma all’epoca del grande banchetto tutti hanno mangiato.

Vincenzo Colonna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *