MV Agusta crisi 2016: ecco le ultime notizie

MV Agusta Crisi

MV Agusta è in crisi, nonostante faccia forse le moto più belle del pianeta. Queste moto hanno mille problemi, mancano pezzi, l’assistenza da parte della casa madre sta avendo delle difficoltà (i problemi alla ruota libera di molti modelli sono ormai di dominio pubblico), e i motociclisti che hanno speso fior di quattrini per moto di questo calibro, che si vanno a piazzare in una fascia di mercato “premium”, sono infuriati.


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Pensate che qualche anno fa, c’era anche in progetto un arrivo in Borsa da parte di MV Agusta. L’IPO si sarebbe potuta concretizzare alla fine del 2016, creando quindi un’azienda che sarebbe diventata la “Ferrari delle moto”, rafforzando la leadership italiana, e crescendo con le aggregazioni, rientrando anche nella classe regina Moto GP. Niente di tutto questo, parole, parole e ancora parole.

Cercare anche solo di capire perché un’azienda, capace di creare moto dall’incredibile splendore come la F4 o la più recente Turismo Veloce, sia in realtà una delle aziende più fallimentari in tutto l’ambiente moto, è ancora un mistero. Ci sono però alcuni avvenimenti, di particolare importanza da sottolineare, prima di cercare di capire la situazione attuale di MV Agusta.

La Storia delle crisi di MV Agusta

Nel 1991, questa azienda fu acquistata dal gruppo della Cagiva Motor dei fratelli Castiglioni, che diedero lustro a questa azienda fondata nel 1919 dal Conte Giovanni Agusta, ormai caduta in rovina a fine anni 70.

Gli anni 90, grazie ai Castiglioni, segnano il ritorno nel mercato della MV Agusta. Nel 1998, viene creata la F4 da Massimo Tamburini, uno dei più grandi designer delle due ruote, da sempre con Castiglioni anche nella Cagiva. Nel 2001, viene poi creata anche la Brutale, storico modello di MV Agusta, forse il più famoso, con lo stesso motore, telaio e sospensioni dell’F4 del 1998. Gli anni 90 e i primi anni 2000 sono grandi anni per MV Agusta, forse i migliori.

Subito a metà anni 2000 arriva però un grande rallentamento da parte del gruppo Cagiva, che negli anni 80 aveva Ducati, Husqvarna e Moto Morini.

I Castiglioni tentarono dunque di fare un accordo direttamente con la Piaggio, che non andò a buon fine.

Nel 2004 arriva l’accordo con la malese Proton, che consentì al gruppo di sbloccare la sua situazione. Il gruppo Cagiva viene rinominato in MV Agusta (che comprendeva MV Agusta, Husqvarna, Cagiva).

Un anno dopo, nel 2005, la Proton decide quindi di rivendere il suo azionariato in MV, che era di oltre il 50% del gruppo MV Agusta, vendendolo a solo 1 euro, ma con il passaggio di tutti i debiti e impegno al mantenimento dell’azienda da parte della GEVI S.p.A.

Due anni dopo, nel 2007, viene rovinata un’altra azienda, la Husqvarna, che viene venduta da MV alla BMW Motorrad.

Il 2008 è invece l’anno in cui Harley Davidson si fa avanti per comprare il gruppo MV Agusta (comprensivo di Cagiva) per 70 milioni di euro, l’operazione si conclude. Ma soltanto qualche mese dopo, nel 2009, la Harley decide di venderla nuovamente a causa dei bassi dati del trimestre. Nel 2010 il marchio viene ceduto di nuovo a Claudio Castiglioni, di nuovo per 1 euro.

4 anni dopo, è la AMG Mercedes che si fa avanti, acquistando il 25% delle azioni di MV Agusta, per 30 milioni di euro, valutando dunque tutta la società per 120 milioni

Lo stesso anno, nel 2014, la MV riceve 15 milioni di euro di incremento di capitale dalla Banca Popolare di Milano, per espandere il business nei mercati esteri.

Il 22 marzo del 2016 arriva la brutta notizia, MV Agusta richiede il concordato preventivo in continuità al tribunale di Varese, per cercare di superare la crisi economica di liquidità che l’azienda sta affrontando.

MV Agusta Cassa Integrazione

Il 2016 è l’anno della cassa integrazione per MV Agusta, che comunque pur vendendo moto, non ha soldi per pagare i propri dipendenti, in quanto è pesantemente indebitata a causa della crescita aziendale troppo repentina (troppi modelli tutti insieme, secondo gli esperti).

Dopo il mancato accordo con Intesa Sanpaolo e M&C, Castiglioni ha cercato invano qualche investitori, ma per adesso non è arrivato nessuno nell’aiuto della MV Agusta. 300 dipendenti sono da mesi senza stipendio, in cassa integrazione. I debiti finanziari sono di oltre 50 milioni di euro, le condizioni in cui MV Agusta versa attualmente, sono terribili.

Nel mese di Aprile 2016, Castiglioni ha confermato di voler voltare nuovamente pagina, dopo Proton e Harley, anche il divorzio con la AMG Mercedes è arrivato, e l’azienda sta negoziando un riacquisto delle quote azionarie.

L’azienda di Stoccarda infatti, aveva acquistato addirittura il 25% di MV, ma il piano di ricapitalizzazione da 30 milioni è troppo distante dalla visione MV per continuare su questa strada.

Il debito con i fornitori ammonta a 50 milioni, e gli operai sono tutti in cassa integrazione. La crescita non è aiutata da nuova liquidità, e quindi l’unica via per l’azienda varesina è quella ristrutturazione.

Gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo, hanno raggiunto i 15 milioni di euro l’anno, passando da 3 modelli nel 2011 fino ai 21 attuali, calerà a solo sette milioni l’anno. La produzione di moto calerà anch’essa, da 9000 annuali a 6000, per poi crescere nel tempo.

La grande crescita aziendale, ha allungato enormemente negli anni i tempi d’incasso, e questa struttura non era più profittevole per la famiglia Castiglioni. Dopo Proton, Harley e BMW, è il turno, nuovamente, di Castiglioni, stavolta il figlio Giovanni, il solo al comando per cercare di riportare l’azienda sulla retta via.

Secondo le indiscrezioni, i tedeschi di AMG Mercedes, in cambio di garantire il debito, avevano richiesto il controllo totale dell’azienda di Schiranna.

Un nuovo futuro con Polaris?

Ma il 2016 potrebbe anche essere l’anno della svolta. Mentre MV si sta scrollando di dosso i grattacapi con AMG, è già in arrivo un colosso americano, quotato a Wall Street, che porta il nome di Polaris Industries, che conta ben 2 miliardi di dollari di ricavi: gli americani potrebbero salvare nuovamente la casa italiana.

Intanto, MV Deve 20 milioni alla BP di Milano e a Deutsche Bank. I milioni di debiti con i fornitori, ammontano a 30 milioni. Polaris, potrebbe quindi aiutare l’azienda, insieme ad altri fondi di private equity. MV piace a tutto il mondo, ma il problema è che questa azienda non riesce ad essere profittevole sul lungo termine, continuando decennio dopo decennio, a fallire e poi a risorgere. Con Polaris sarà quindi la volta buona?

21 Responses to MV Agusta crisi 2016: ecco le ultime notizie

  1. Conte perdonali ha detto:

    MV Agusta è passata da 3 modelli ad oltre venti nel giro di qualche anno, non sono stati pronti, peccato. Hanno voluto fare troppi soldi, e sono implosi dentro al loro stesso business. Adesso speriamo che paghino i lavoratori, che è l’unica cosa che devono fare al più presto possibile. Poi boh, a me questi Castiglioni non sono mai piaciuti. Il Conte si starà rivoltando nella tomba!

  2. LUCKY ha detto:

    Castiglioni è stato un grande comunicatore ma, come imprenditore del settore moto, non ha certo lasciato un buon ricordo. Nel corso di 30 anni ha raggiunto traguardi importanti ma ha anche bruciato enormi risorse, finanziarie ed umane. Un visionario, forse, ma anche un megalomane che ha mancato il dovere primo di ogni imprenditore: creare ricchezza per la propria azienda. Il figlio Giovanni sembra seguire le orme del padre, proclami roboanti, programmi faraonici, ma scarsa oculatezza nella gestione dell’azienda, salvo scaricare su dipendenti, fornitori e sistema finanziario i costi dei propri errori. 50 milioni di debiti dopo aver già bruciato liquidità, in otto anni, pari ad almeno 115 milioni è un risultato terrificante. E’ evidente che il modello di business di MV non sta in piedi e così non può funzionare.

  3. Andrea ha detto:

    Peccato, le moto più belle del mondo ! Belle e impossibili a quel che sembra e care soprattutto, l’eccellenza non sempre raggiunge i consensi sperati.

  4. Renzo Ghilardi ha detto:

    Sono possessore di una MV F3 800 ABS immatricolata a febbraio 2016.Questa è la terza MV F3 che possiedo.La prima una 675, purtroppo distrutta in un incidente con un’auto che mi ha tagliato la strada, aveva percorso circa 9000 km.La seconda ancora 675 con la quale ho sostituito quella incidentata, usata per circa due anni e mezzo e 24000 km mi ha dato un grosso problema,cioè la rottura del motore a causa di una valvola, appunto intorno ai 24000 km.Devo riconoscere che MV mi ha fornito un motore nuovo gratuitamente,visto che avevo effettuato tutti i tagliandi,pur essendo scaduta la garanzia.Quella che possiedo adesso,con il motore 800 confrontandola con la 675 è di un altro pianeta,pur mantenendo l’gilita’ e la piacevolezza di guida della 675.Naturalmente specialmente con le prime due, i problemi ci sono stati,ma quasi tutti sono imputabili ai fornitori esterni,soprattutto quelli di elettronica.E proprio questi fornitori,che lamentano i mancati pagamenti,forse forse un po’ di colpa,anzi parecchia,l’hanno,visto la inaffidabilita’ cronica dei pezzi da loro costruiti !!!!

  5. salvatore ha detto:

    io ho comprato come 7 mv f4 rr
    questi non pensano aI CLIENTI PENSANO SOLO ALLA LORO TASCA
    IO CON LA F 4 RR 2012 in un anno 2 volte si e rotto il motore
    non e possibile una moto da 23,000 euro

    • Fionda1000 ha detto:

      Scusa Salvatore, ma perchè comprare ben “7” F4 RR e poi parlarne male. Forse eri tu che avevi una cattiva gestione della moto?

  6. Angelo Proietti ha detto:

    Sono possessore di brutale del2005 e mi trovo benissimo oltre a sensazioni che trasmette . Ciò che è scritto purtroppo dispiace perché comunque è marchio Italiano molto famoso e va difeso credo che si risolverà il problema sia finanziario sia tecnico comunque forza MV sempre.

  7. Gino Nigel ha detto:

    Allora, diciamolo chiaro e tondo: la MV fa delle moto costose e che tra l’altro non hanno affidabilità. Quindi per me se le possono tenere. Che vendessero tutto ai giapponesi tipo Yamaha o Honda, o al limite Bmw così magari li mettono in riga e iniziano a produrre moto serie. Questi per ora sono giocattoli per persone facoltose, le vere moto non le hanno mai viste nè concepite in vita loro. Una storia italiana triste!

    • Paolo Venturini ha detto:

      Caro Gino

      Possiedo una F3 800, moto spettacolare con qualche problema di elettronica, concordo con te che le moto giapponesi non si fermano mai, per BMW so che qualche problemino con l’ultimo GS lo hanno avuto.
      La F3 da guidare e’ una favola leggiera e stabile.
      Possiedo anche una MTS 1200S Sport 2011 e non ho mai avuto problemi km percorsi 45000.

      Le moto Italiane costeranno un po’ di piu, ma da guidare e guardare sono stupende, e se le moto Giapponesi hanno iniziato ad usare Brembo, Holins ecc. e’ proprio merito alle moto Italiane che da sempre trainano per stile e tecnologia.

      E’ una tragedia perdere un altro grande marchio Italiano, spero trovi la possibilita’ di rimettersi in riga e di sfruttare questo marchio, fino ad oggi non lo hanno mai fatto,come creare una rete di vendita adeguata con accessori ed abbigliamento.

      Paolo

  8. Fionda1000 ha detto:

    Certo che la gestione finanziaria dell’ azienda non è stata accurata, ma hanno sempre trattato i clienti con i guanti. Perchè comprare una MV e non una giapponese? L’ artigianato italiano è conosciuto e invidiato in tutto il mondo. Honda e Yamaha non ti sostituiscono il motore gratuitamente! Certo la moto è costosa, ma negli ultimi anni hanno creato modelli più abbordabili, ma che fossero sempre MV e non una surroga ….. peraltro perchè le auto tedesche costano più di quelle giapponesi?

    • Jappo ha detto:

      L’affidabilità giapponese è ai massimi livelli e una moto non dovrebbe dar problemi, ma bensì regalare emozioni. MV Agusta ha purtroppo la nomea di fare moto non affidabili e con mille problemi, buone forse solo per le esposizioni, perché una volta che vengono usate, danno solo rogne.

    • Jappo ha detto:

      Honda e Yamaha danno rispettivamente 4 e 5 anni di garanzia sulle loro moto. MV Agusta massimo due anni, e i pezzi ci mettono mesi ad arrivare. Costa tutto il doppio o il triplo. Gente che fa la fame per comprarsi una MV, e poi ci sbatte le corna quando gli si rompe un fanale che costa oltre 200 euro. Ma per favore, si faccia il giro dei forum e gruppi vari MV, la gente è imbestialita.
      È come comparare i 7 anni di garanzia Kia con i due anni FIAT, non c’è storia. E non è un segreto che Kia sia in cima alle classifiche di Auto Bild.

  9. MAc ha detto:

    Ho una Brutale 910, del 2005, con 25.000 Km, mai un problema.

  10. Santi ha detto:

    La mia esperienza con Yamaha è stata pessima Yamaha fz6 del 2006 difetto bronzina motore rotto a 12.000km 3°anno quindi Yamaha ha dato una garanzia parziale anche se tagliandi fatti tutti da loro ,concludendo 1200€ pagati da me e 700€ ha messo Yamaha per sostituire i pezzi ,altro che motore nuovo la risposta Yamaha è stata ha superato il secondo anno di garanzia, difetto riconosciuto e se ne sono lavate le mani

    • lorella cenni ha detto:

      con tutto il rispetto per un marchio storico e famoso che produce moto bellissime che piacciono a tutto il mondo non e’ forse il caso di fare una seria considerazione del management della azienda visto che il marchio e’ glorioso le moto sono bellissime piacciono a tutti .non ci ricordiamo di maserati in mano a personaggi non capaci e maserati ora meditare non sarebbe poi cosi male

  11. Claudio ha detto:

    Ho sempre desiderato una Mv Agusta, premettendo che ho trovato il giusto equilibrio qualità prezzo con Honda e infatti sono felicemente possessore di Cbr 1000 RR con quasi 20 mila km e nessun problema, ma ora mi si presenta la possibilità di acquistare una F4 del 2014 in una colorazione, strepitosa, replica SBK con soli 300 km con accessori in carbonio e praticamente stata solo in esposizione guardata a vista dal sistema di video sorveglianza ad un prezzo che definirei equo per l”emozione che solo una Mv sa trasmettere ma, c’è pur sempre un ma, cuore e cervello sono entrati in conflitto, dove da una parte la moto mi attrae come Ulisse era attratto dalle sirene ammaliatrici e dall’altra il grillo parlante che mi tira per il portafoglio dicendomi di pensarci perché potrei mettermi in un pacco di guai viste le nomee della poca affidabilità post acquisti e delle mille malelingue (invidiosi secondo me i più) e quindi sto effettuando mille mie ricerche cercando risposta a quel “richiamo della sirena” che continua a turbarmi le notti con quel “io sono qui, vienimi a prendere, e ora sono anche in questo forum a leggere dei problemi finanziari in cui i signori Castiglioni hanno portato questa icona del motociclismo italiano e quindi leggendo tutto e di più voi cosa mi consiglierste? Farmi prendere dalle sirene ammaliatrici o ascoltare la razionalità del grillo parlante?

    • Matteo Berni ha detto:

      Ciao Claudio,

      Dipende tutto dall’utilizzo che devi farne. Io vedo più una MV Agusta per l’appassionato facoltoso che la userà 2-3 volte l’anno. Ma Honda beh, è per chi la utilizza tutto l’anno, vuole spendere poco, assistenza perfetta e non vuole rotture di balle 🙂

      Ciao!

      • Claudio ha detto:

        Ciao Matteo,
        Grazie del consiglio, oggi ho letto che Giovanni Castiglioni ha chiuso un buon accordo finanziario e devo confessarti che le voci delle “sirene” stanno prendendo il sopravvento…d’altronde qualcuno diceva ” al cuor non si comanda”

  12. Umberto Cassinelli ha detto:

    Ciao Claudio,
    in aprile ho fatto il tour delle isole, con Ciro de Petri e altri dieci equipaggi, tutti in sella alla MV Agusta turismo veloce. Abbiamo percorso circa 2.000 Km. con piena soddisfazione e divertimento. Rientrato sono riuscito a prenotare e comperarne una, ritirandola a fine maggio. Nei mesi di giugno-luglio ho percorso circa 2.500 Km. e poi ho dovuto parcheggiarla per problemi di salute. Adesso ho risolto questi problemi, ma dovrò aspettare la nuova stagione per farmi delle ottime gite. Tutto questo per dirti che io ho seguito le sirene anche se l’azienda era già in concordato e con la produzione ferma o quasi. Spero tanto che l’azienda riesca a riprendersi con l’entrata del nuovo fondo d’investimenti e con il nuovo piano industriale in versione ridotta. Vivendo all’estero sono orgoglioso di viaggiare con questa stupenda moto italiana.

    • Claudio ha detto:

      Ciao Umberto,
      anche io vivo all’estero e, nel mio piccolo, difendo la mia patria e le mie origini e quindi capisco che possedere e guidare una moto italiana ti fa sentire meno la nostalgia della nostra Italia , così bella e allo stesso tempo maltrattata, detto questo spero che tu possa godere a lungo della tua scelta e aver risolto definitivamente i tuoi problemi così da augurti tante altre migliaia di km in sella alla tua moto, oggi per me scade la settimana che mi sono dato per riflettere sulle urla ammaliatrici delle sirene o ascoltare il grillo parlante e ad essere sincero la bilancia pende pesantemente dalla parte della passione quindi dopodomani vi dirò se ho fatto questa sana pazzia o no.
      Ringraziandovi per i consigli gentili che mi avete dato tu e Matteo vi saluto e alla prossima.

  13. bernardino ha detto:

    ho posseduto una brutale 910: ottimo motore, accelerazioni strepitose, allunghi un tantino meno; finiture e particolari eccellenti; problema insistente: dover continuamente regolare il gioco/apertura delle farfalle per un fastidioso on/off.
    In contemporanea ho acquistato una brutale 800: finiture e particolari non di pregio, batteria nuova da buttare, radiatore nuovo da buttare, contamarce impazzito, viti che si svitano, freno posteriore esagerato fino al bloccaggio, geometria di guida incomprensibile( mancanza di feeling), una grande delusione insomma, l’ho subito venduta. Morale, se non si è in grado di gestire una azienda dove il “prodotto” è così specifico e richiede grandi conoscenze tecniche, meglio lasciar perdere. Sono tornato ad acquistare giapponese e sono soddisfatto sotto tutti i punti di vista. Riassumendo: MV belle e inguidabili; giapponesi “bifolche” ma divertenti e affidabili. P.S.= Ho anche una Triumph daytona: grande moto, poco apprezzata, ma veramente valida.

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