Paesi Bassi: tutti i numeri della crisi

I Paesi Bassi sono uno degli Stati europei più virtuosi, solidi e con la qualità della vita più elevata. Un Paese che, secondo tutti gli standard econometrici, non merita di essere in crisi. Ma la crisi, purtroppo, lo ha raggiunto. E l’origine, purtroppo, è sempre la stessa: la bolla immobiliare.

crisi olandese

Dopo tutti gli olandesi in fatto di bolle speculative se ne intendono parecchie: una delle primissime bolle documentate storicamente si verificò proprio qui, nel XVII secolo, ed ebbe come asset sottostante i bulbi di tulipani.
Questa volta, invece, come è successo negli USA e poi nel resto del mondo (manchiamo più o meno solo noi italiani, ma ci stiamo arrivando con i prezzi degli immobili che stanno per crollare sul serio) si tratta della bolla immobiliare.
Il problema è che questa bolla è stata finanziata e, purtroppo, anche spinta dalle banche. Basti pensare che era piuttosto facile ottenere un mutuo con un importo pari al 120% del valore dell’immobile. E queste dinamiche hanno spinto il rapporto tra reddito delle famiglie e debito al 250%.
Una situazione potenzialmente esplosiva, perché ormai circa un quarto di coloro che hanno contratto un mutuo si trovano a possedere un immobile che vale meno del mutuo che grava su si esso. E questo significa immense perdite potenziali elevati per il sistema bancario, in gran parte nazionalizzato già da anni, visto l’elevatissimo livello di esposizione alla crisi dei mutui subprime del 2008.
Inoltre il sistema bancario olandese ha un rapporto tra depositi e prestiti pari al 180%: questo significa che se la crisi dovesse diventare conclamata (e probabilmente lo diventerà) ci saranno immensi problemi di approviggionamento sul mercato interbancario, visto che le altre banche non vorranno prestare loro denaro. Probabilmente dovranno ripararsi dentro il protettivo manto della BCE, rendendo ancora una volta più evidente la necessità di avere una vigilanza bancaria coordinata (sul serio) a livello europeo.
Anche a livello di economia reale, purtroppo, l’Olanda sta soffrendo la crisi: la disoccupazione è arrivata a superare l’8%, raddoppiando in due anni, mentre il rapporto deficit / PIL rompe la barriera del 3%, attestandosi al 3,6%. Niente di grave, in fondo, visto che il rapporto debito / PIL è accettabile al 74%. Anzi, in questo caso possiamo addirittura definirlo virtuoso: quando il debito non è patologico, è più che comprensibile che in tempi di crisi il governo aumenti il deficit in funzione anticiclica. Una ragione in più per fare tutti gli sforzi possibili, in Italia, per riportare il debito pubblico a livelli più sostenibili.

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