Papa Francesco cambierà la Chiesa?

Ieri c’è stata l’elezione del nuovo Papa, un avvenimento storico e interessante da molti punti di vista. Persino su Mercati24 abbiamo deciso di occuparcene perché le questioni economiche e finanziarie in gioco sono grandi.
In effeti ha suscita grande meraviglia il nome scelto dal nuovo Pontefice: Francesco. E San Francesco fu il santo povero per eccellenza, colui che si spogliò di ogni bene terreno per aiutare i poveri e tornare ad un cristianesimo più evangelico. Una rottura così forte con la tradizione della Chiesa che alcuni dei suoi seguaci, dopo la sua morte, vennero bruciati vivi sul rogo come eretici per aver sostenuto che la Chiesa doveva essere povera.

Cardinal Bergoglio incontra Benedetto XVI
L’allora cardinal Bergoglio, salito al soglio pontificio con il nome di Francesco, incontra Papa Benedetto XVI

Il segno della scelta del nome è dunque fortissimo: perché tra gli scandali che hanno consigliato a Papa Benedetto XVI un prudente ritiro, una posizione di tutto rispetto ha la finanza.

E’ lo IOR il cuore di molti intrighi vaticani: una banca che non rispetta in nessun modo le regole di trasparenza accettate a livello internazionale e che è stata al centro di molti intrighi. In teoria dovrebbe essere l’istituto bancario di riferimento per i religiosi e per gli ordini, ma in realtà molto spesso mafiosi, politici corrotti, regimi dittatoriali hanno avuto la possibilità di utilizzare i suoi servizi per ripulire denaro sporco.

sede dello ior
La sede dell’Istituto per le Opere di Religione (IOR) al centro di molti recenti scandali

Pare che durante le congregazioni dei cardinali che hanno preceduto il Conclave, molti dei cardinali abbiano fatto notare che lo IOR non è necessario al magistero della Chiesa e quindi potrebbe essere chiuso senza problemi. In effetti non è del tutto vero nemmeno questo: durante la rivolta di Solidarnosc in Polonia, ad esempio, Giovanni Paolo II utilizzò proprio lo IOR per finanziare attivamente i ribelli, che senza quei soldi probabilmente sarebbero stati rapidamente schiacciati dalla repressione militare del regime comunista.

Che cosa farà Papa Francesco con lo IOR non è dato sapere, ma bisogna ricordare che il predecessore che tentò di mettere un po’ d’ordine (Giovanni Paolo I) morì dopo pochissimi giorni. Nel migliore dei casi dobbiamo dire che toccare lo IOR porta molta sfortuna ma se vogliamo pensare male, come molti commentatori hanno fatto anche partendo da alcuni inquietanti dettagli, potremmo anche sospettare che quella morte non fu naturale.

Tuttavia esiste almeno un’altra opzione sul tappeto che è quella di rendere la banca trasparente, magari aderendo agli standard minimi richiesti dall’OSCE o anche accettando volontariamente la vigilanza di Banca d’Italia che tra l’altro recentemente ha vietato di fatto l’uso del POS dentro le mura della città del Vaticano proprio perché lo IOR non garantisce la necessaria trasparenza.

E oltre alla finanza, anche l’immenso patrimonio immobiliare della Chiesa è stato al centro di molti intrighi. Senza scendere nei dettagli, questa immensa ricchezza è stata sicuramente al centro di una lotta furibonda tra le gerarchie cattoliche, divise in lobby e partiti.

Se Papa Francesco volesse dare un segno di rinnovamento vero, dovrebbe cominciare a vendere queste proprietà per ridistribuire il ricavato ai poveri, come avrebbe fatto il santo di cui porta il nome. Dopo tutto che senso ha che la Chiesa, ad esempio, possieda a Roma la più grande sauna gay d’Italia?

Vincenzo Colonna

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