Investimenti

Il miliardario Paul Tudor Jones dice “no alle obbligazioni”

Paul Tudor Jones è un miliardario, e più che un trader, è un mito nel mondo delle finanze. Neanche il trader più pazzo e azzardante del mondo riuscirebbe come Jones a totalizzare il 100% annuo.

Lui invece tutto può, ed è per questo che viene considerato un trader che muove le sue pedine più sulla difensiva, che sul piano offensio. Il 19 Ottobre 1987 Wall Street aveva solo buchi neri, era letteralmente crollata e invece Paul Tudor Jones si beava perchè, quel mese il suo fondo d’investimento sarebbe cresciuto del 62%.

Questi, e tanti altri motivi, fanno di Jones una fonte attendibile su quelli che sono i pronostici nel mercato delle obbligazioni.

Paul Tudor Jones, ormai affermato miliardario che ha fondato l’hedge fund Tudor Investment Corporation, sta intensificando i suoi moniti circa un imminente scoppio della bolla finanziaria.

Migliori piattaforme di investimento

Broker Vantaggi Deposito min. Inizia
Spread bassi, demo gratis 100 € Apri un conto
Social trading 200 € Apri un conto
Notifiche di trading gratis 200 € Apri un conto
Piattaforma sicura e demo gratuita 100 € Apri un conto
Deposito minimo 10 euro 10 € Apri un conto

Tutte le piattaforme sono gratuite, non applicano commissioni e sono affidabili e sicure.

Paul Jones intervistato: si auspica un crollo delle obbligazioni

Paul Tudor Jones ha deciso di dare i suoi avvertimenti in merito ad un possibile crollo imminente del mercato obbligazionario. Durante un’intervista realizzata da Goldman Sachs il miliardario trader ha dichiarato “Io mi terrei decisamente alla larga dalle obbligazioni”.

Jones prevede infatti che i tassi a 10 anni possano raggiungere il 3,75% quest’anno. Poco tempo fa hanno segnato il livello più alto degli ultimi quattro anni, il 2,95%.

Durante l’intervista realizzata da Goldman Sachs, Jones non si è certo trattenuto nello spiegare quali siano secondo il suo avviso (ed esperienza) i pronostici futuri “Con i tassi così bassi non ci si può fidare oggi dei prezzi degli asset. E casomai non l’abbiate già capito, io mi terrei decisamente alla larga dalle obbligazioni.”

Jones prevede che il tasso di rendimento a 10 anni arrivi al 3,75% entro la fine del 2018; specifica addirittura che a suo parere questa è una stima ottimistica.

I pronostici del trader Jones, cosa accadrà alle obbligazioni

I titoli di Stato negli Stati Uniti hanno subito un valido incremento dei tassi a partire da inizio del 2018, crescendo dal 2,46% al 2,95%, il livello più alto degli ultimi quattro anni il 21 febbraio. Tutto sulla base della previsione che l’inflazione continui a risalire e che la Fed continui a mettere in atto un incremento dei tassi d’interesse, forse addirittura quattro volte in tutto l’anno.

Le osservazioni di Jones non lasciano nulla di celato, anzi “Le obbligazioni sono più care che mai, in pratica in base a qualsiasi indicatore. Sono sopravvalutate e ‘sovrapossedute’. La valutazioni non hanno avuto tanta valenza negli ultimi anni a causadelle misure manipolatorie delle banche centrali al di fuori degli Stati Uniti, ma ora che la Fed si sta muovendo e che l’economia americana ha preso il volo, iniziano a contare molto. Io sono convinto che siamo sul punto di andare al di sopra di quella soglia critica in questo preciso momento.

Il monito di Jones, perché arriva proprio ora

L’avvertimento di Jones quando è arrivato? Sicuramente non è una casualità che i pronostici del miliardario siano arrivati poche settimane dopo che aveva manifestato i propri timori simili, in una lettera agli investitori del suo hedge fund, che ha nelle mani un patrimonio di 7 miliardi di dollari.

«“Andrà gridando ‘Distruzione!’, sguinzagliandovi i cani della guerra” sembra una descrizione adatta al momento attuale», erano state le sue parola appena il mese scorso usando una frase dell’autore Shakespeare.  Una metafora per nulla campata in aria se si considera che in quel passaggio della tragedia Giulio Cesare, Marco Antonio fa una previsione circa il possibile scoppio di una guerra all’indomani dell’omicidio di Cesare.

Per fortuna, stando a ciò che crede Jones, un rallentamento del mercato obbligazionario potrebbe rimanere un fenomeno isolato e marginale rispetto all’intero andamento di tutto il mercato azionario.

E infatti nell’intervista il trader sostiene che “La Storia porta a pensare che i mercati finanziari possano avvalersi di una discreta performance nelle fasi ribassiste dei mercati obbligazionari se la crescita appare consistente, ma è comunque probabile che le obbligazioni possano frenare di gran lunga i rendimenti dei portafogli di investimento e inoltre possano offrire una copertura meno efficace nei riguardi delle flessioni dei titoli azionari.”

Il fondo flagship di Tudor, che mette in atto una strategia macro è cresciuto ben del 4,8% a gennaio, come ha riportato Rachael Levy di Business Insider durante il mese di febbraio. Una nota positiva considerando che lo scorso anno il fondo flagship era sceso al di sotto della soglia del 2,2%.

Come fa Trading Paul Tudor Jones

Lo stile di Trading e i consigli per tutti i trader di Paul Tudor Jones non sono un mistero per nessuno nel mondo del mercato finanziario. Il suo particolare stile di trading risulta infatti molto conosciuto tra i suoi fans. Paul è il tipo di trader che preferisce non acquistare o vendere nei punti “pivot”.

Il miliardario continua a provare una posizione unica fino a che l’esperienza non gli suggerisce di cambiare rotta, da un punto di vista importante. Altrimenti, continua a dimezzare la dimensione della sua posizione. Fa trading con il quantitativo più basso nel caso in cui la trade non dovesse andare bene.

Paul Tudor Jones,  un opportunista del mercato

Paul Tudor Jones, si definisce come un opportunista del mercato. Quando gli nasce un’idea, ci lucra sopra con un rischio molto basso. E’ uno swing trader, i soldi migliori li fa se il mercato si gira.

Passa le giornate nel totale rilassamento, uscendo dalle posizioni che non gli piacciono. Niente gli risulta più facile di una nuova partenza, senza stress. Il suo segreto è quello di stare su una buona posizione di difesa, e non su un grande attacco.

Ha degli stop loss mentali, ossia qualora toccasse quel determinato numero, decide di tirarsi indietro dalla posizione. Non usa soltanto degli stop di prezzo, ma anche di tempo.

Ecco cosa di può imparare dal trader Paul Tudor Jones.  Partire dall’elenco appena scritto, potrebbe essere un’occasione per tutti quei trader che hanno deciso di prendere spunto dai migliori, per elevarsi.

Elevarsi nel senso di crescere e raggiungere un livello mai visto e che possa essere spettacolare. Un livello che sia simile a quello di Paul Tudor Jones, un trader che a marzo 2015 ha raggiunto un valore di mercato di ben 4.6 miliardi di dollari.

Lascia un commento