Per i giovani di Confindustria, la manovra Renzi è insufficiente

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Il premier italiano Matteo Renzi ha presentato la sua manovra come una grande novità, ma c’è chi non è d’accordo. Secondo Renzi, infatti, dal 2016, «per la prima volta dopo nove anni», anche il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto interno lordo, il “tallone d’Achille” dei conti italiani, «ricomincerà a scendere». Lui la chiama “legge di fiducia”.

Ma il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, Marco Gay, nella relazione di apertura del trentesimo convegno di Capri si dice poco d’accordo con la visione rosea del presidente del Consiglio. L’Italia, insomma, ha poco da stare allegra. «Facendo tesoro degli anni difficili del passato, abbiamo le condizioni per poter tornare a crescere davvero. Quasi un punto di Pil quest’anno e più di un punto il prossimo anno. E vogliamo raddoppiarli». Il nostro vero patrimonio, secondo Gay, si chiama Italia, e dobbiamo imparare a sfruttarlo. Ma la manovra realizzata dal governo Renzi sarà sufficiente?

Nel tagliare le tasse, ad esempio, la priorità secondo i giovani di Confindustria dovrebbe essere data a lavoro e aziende, «invece il governo ha deciso di alleggerire quelle su 45mila ville e castelli. Servono coperture certe per una misura che non tocchi solo pmi o Mezzogiorno o che parta dal 2017 ma che riguardi tutte le imprese, da subito, e che valga 5 punti» di Ires.

Gay si chiede anche dove sia finito il Master Plan per il Sud annunciato ad agosto. «Leggiamo invece che il Master Plan per il Sud sarebbe un insieme di misure che, in tutto, valgono 150 milioni quest’anno, su una finanziaria che vale quasi 30 miliardi. Che non ci sono il credito d’imposta per i nuovi investimenti e ampliamenti, quello per la ricerca, i contratti di sviluppo, come invece ci aspettavamo. Così è troppo poco quasi inutile».

E sugli immigrati, Gay afferma che «senza immigrati l’Italia non ce la farebbe». Se l’Italia accoglie un rifugiato ogni mille persone, un terzo della Francia, un decimo della Svezia, è troppo poco. E il presidente dei giovani di Confindustria fa due calcoli: «L’Italia guadagna quasi 4 miliardi netti dal fenomeno migratorio: è il valore dei contributi fiscali e previdenziali degli stranieri meno le spese di accoglienza e contrasto all’immigrazione clandestina».

Sulla mafia, invece, secondo Gay bisogna cambiare punto di vista, a partire dai beni confiscati alla mafia, che potrebbero produrre lavoro e ricchezza per la comunità e invece vengono fatti abbandonati dallo Stato. Sono quasi 17mila gli immobili fra appartamenti, alberghi, terreni agricoli, che potrebbero essere immediatamente rivenduti. Le risorse confiscate alla mafia «ammontano a circa 60 miliardi, praticamente due finanziarie, ma non sono una risorsa per il Paese, anzi sono un costo», perché i beni «non vengono reimmessi nel mercato finanziando le casse pubbliche». Renzi seguirà i consigli dei giovani imprenditori del suo paese?

2 Responses to Per i giovani di Confindustria, la manovra Renzi è insufficiente

  1. Lidia ha detto:

    Che l’europa conceda deroghe per gli immigrati e non per gli italiani che stanno letteralmente morendo di fame è veramente uno schifo. Gli italiani mangiano alla caritas e gli immigrati in hotel a 5 stelle. Boh.

  2. Conte Zio ha detto:

    Ma ci voleva confindustria? Prima squinzi ha fatto la quinta colonna della sinistra, poi che gli è successo, fulminato sulla via di damasco o in cerca di qualche altra mancetta?

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