Petrolio, banche e Brexit tirano nuovamente giù le Borse

Dopo un inizio settimana segnato da sostanziosi recuperi, le Borse tornano in terreno negativo. a trascinare giù i listini sono il settore bancario, il nuovo calo del prezzo del petrolio e la trattativa con il governo Cameron per provare a sventare l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione.

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Piazza Affari oggi conferma il ribasso, in scia ai mercati asiatici: il Ftse Mib cede l’1,5%, dopo esser arrivato al -2,2%. In terreno negativo anche le altre: Parigi -1,15%, Londra -0,6%, Francoforte -1,32%, Madrid -1,74%.
Dopo la chiusura negativa di ieri – che ha interrotto la prima striscia positiva di tre giorni del 2016 – Wall Street apre ancora debole: Dow Jones -0,38%, Nasdaq+0,06%.

Ad incidere sulle performance dei listini mondiali è ancora la debolezza del petrolio. Il prezzo del greggio è ancora in calo dopo la pubblicazione dei dati sulle scorte settimanali di petrolio negli stati Uniti, cresciute più del previsto: 2,1 milioni di barili nella scorsa settimana, per un dato complessivo di 504,1 milioni di barili. Ad aggiungere pressione sul petrolio anche la posizione dell’Arabia Saudita che ha comunicato di non voler procedere al taglio della produzione, confermando la tesi di chi sostiene che i sauditi vogliono continuare sulla strada dei prezzi bassi per creare ulteriori sofferenze alle compagnie oil straniere e per penalizzare i guadagni dell’Iran, ora che è tornato sul mercato dopo l’eliminazione delle sanzioni. Oggi il barile di Wti è scambiato al prezzo di 31,58 dollari, mentre quello di Brent ha un prezzo di 33,61 dollari.

Il secondo elemento di tensione sui mercati è la notizia di una mozione di maggioranza approvata dal Bundestag, il parlamento federale tedesco, che invita la Banca centrale europea a separare il suo ruolo di supervisione da quello di politica monetaria.

In questo quadro già complesso si inserisce la seconda giornata del Consiglio europeo che si occupa della questione dei migranti e, soprattutto, della trattativa con la Gran Bretagna perché il governo si schieri contro l’uscita dall’Unione al prossimo referendum con il quale i sudditi di Sua Maestà saranno chiamati ad esprimere il proprio parere a riguardo (clicca qui per leggere l’approfondimento aggiungere link al pezzo di ieri) .

L’euro si mantiene su un valore di 1,11 dollari; lo spread tra il Btp decennale italiano e l’omologo Bund tedesco rimane sui 135 punti base, con un rendimento dell’1,55%.

One Response to Petrolio, banche e Brexit tirano nuovamente giù le Borse

  1. Conte Zio ha detto:

    Ormai le borse sono una roulette russa, meglio andare al ribasso come se non ci fosse un domani e guadagnare soldi.

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