Petrolio, cosa ci riserva il futuro?

previsioni petrolio 2017

L’’importanza del petrolio nelle economie della seconda metà del ‘900 è un fatto risaputo e decisamente rilevante. Dal petrolio infatti derivano una lunga serie di prodotti che sono stati e tuttora sono fondamentali per l’industrializzazione di molti paesi.
Del petrolio si conosce principalmente il derivato principale ovvero la benzina. Molti altri prodotti noti provengono però dalla raffinazione del petrolio.

  • Metano
  • Propano
  • Butano
  • Etere di petrolio
  • Nafta leggera
  • Nafta pesante
  • Cherosene
  • Gasolio leggero
  • Gasolio pesante
  • Olio lubrificante
  • Asfalto
  • Bitume

Inoltre, in maniera meno diretta, proviene anche un materiale decisamente fondamentale per la civiltà moderna cioè la plastica. Di conseguenza il petrolio è una delle materie prime più importanti presenti sui mercati.

Il petrolio nei mercati

Facile è immaginare l’importanza che riveste il petrolio nelle economie mondiali e di conseguenza nei mercati finanziari.
Il mercato presso il quale è scambiata la maggior parte dei barili di petrolio è il NYMEX (New York Mercantile Exchange) seguito a breve distanza dall’IntercontinentalExchange di Atlanta, sempre negli USA.

Nei mercati attualmente vengono principalmente scambiati due tipi di petrolio:

  • Brent blend
  • WTI


WTI, ovvero West Texas Intermediate, detto anche Texas Light Sweet
, è una varietà di petrolio proveniente esclusivamente dal Texas e che rappresenta il secondo tipo di petrolio per numero di scambi sui mercati. Si tratta di un petrolio di buona qualità che viene utilizzato per la produzione di derivati che necessitano di una qualità elevata.

Il brent è invece il petrolio più famoso ed il suo prezzo determina quello di oltre il 60% dei barili scambiati nel mondo. In pratica, la quotazione del petrolio è determinata da quella del Brent prende il suo nome dal giacimento scoperto negli anni ’70 del secolo scorso tra la Gran Bretagna e la Norvegia.

Il petrolio viene scambiato con l’unità di misura chiamata barile che corrisponde a 159 litri.

La storia del petrolio nei mercati copre significativamente circa gli ultimi 50 anni ed è periodicamente costellata di momenti grave crisi seguiti da forti riprese. Ultimamente però più fattori stanno influendo sul prezzo del petrolio che continua la sua lenta spirale negativa.

In primo luogo occorre considerare il crescere sempre più importante della cosiddetta green economy. Con nuove fonti energetiche rinnovabili oramai sempre più diffuse è facile pensare ad un deprezzamento dell’oro nero.
Fattore da non trascurare mai è poi la situazione geopolitica. Il petrolio è una risorsa che continua ad influenzare gli Stati e le loro politiche estere. Esistono infatti vere e proprie organizzazioni che raggruppano paesi produttori di petrolio. La più importante tra queste è l’OPEC (Organization of the Petroleum Exporting Countries) che include I maggiori produttori mediorientali ed africani oltre che Venezuela ed Ecuador.

L’OPEC, contando i produttori di oltre il 60% del petrolio estratto, funge di fatto da importantissimo regolatore dei prezzi che dunque subiscono forti influenze da guerre, embarghi e tensioni fra Stati.

Ad inizio 2017 l’OPEC aveva preventivato un calo della produzione di petrolio con lo scopo di innalzarne il prezzo e di conseguenza portare ossigeno alle economie più provate dal costante calo dell’oro nero. Il supporto si è però rivelato meno efficace del previsto e, dopo una apparente crescita, il petrolio ha proseguito nella sua discesa.

Ovviamente è scongiurabile il minimo storico del valore di un barile ovvero poco più di 9 dollari nel 1998. Ben distante però è anche il record positivo, dieci anni dopo, che richiedeva 147 dollari per comprare un barile. Al momento un barile di petrolio Brent vale infatti circa 48 dollari mentre WTI 46. Da considerare però che lo scambio minimo sui principali mercati è di 1000 barili.

Petrolio nel futuro

Il futuro del petrolio non è sicuramente roseo. Le fonti di energia rinnovabile sono sempre più diversificate ed importanti nell’economia della generazione di energia. Questo affrettarsi nello strutturare la produzione di energia rinnovabile deriva in particolar modo dagli studi che hanno predetto una fine della risorsa petrolifera entro pochi decenni. Inoltre vengono privilegiate soluzioni meno inquinanti e talvolta più performanti.
I principali paesi produttori, quasi tutti riuniti nell’OPEC, hanno stabilito nel novembre scorso un calo di produzione che secondo gli esperti avrebbe dovuto portare il prezzo intorno ai 70 barili. Questa operazione non sembra aver avuto molto successo considerando che il costo del petrolio ha continuato comunque a scendere.

La situazione non sembra vedere molte variazioni nel futuro più immediato. La conseguenza più ovvia è che il petrolio possa essere considerato un investimento da evitare.

In realtà esistono opportunità di investimento che non prevedono solamente il guadagno da situazioni con trend favorevole.

Investire nel petrolio?

Investire comprando barili di petrolio è senza ombra di dubbio una opzione quantomeno discutibile oltre che poco accessibile. I lotti minimi e indivisibili comprendono infatti almeno 1000 barili.
Semplice quindi pensare che il modo migliore per investire nel petrolio sia attraverso il trading online. Con il trading online si può infatti guadagnare investendo sui ribassi e mantenendo una forte attenzione sulle dinamiche di un prodotto spesso molto volatile.
Molto importante è però trovare il broker online più adatto, sia per strumentazioni che per regolamenti.

Trade.com (clicca qui per il sito ufficiale) è un esempio di broker online capace di offrire sicurezza e tranquillità visto che si tratta di un broker regolamentato per le operazioni finanziarie e dunque riconosciuto da appositi enti statali ed europei.

Fare trading online con il petrolio

Fare trading online con il petrolio in apparenza non richiede particolari capacità. Il petrolio è infatti una materia prima ben nota e che quasi ogni broker online offre nella propria gamma di prodotti.
Meno scontata però è la necessità di utilizzare un broker particolare.
In realtà usare un broker che prevede un corso video, oltre che una buona sezione dedicata agli aggiornamenti, può portare dei vantaggi. In questo caso un broker come Trade.com può sicuramente risultare utile.

Non bisogna poi scordare che il petrolio, nonostante un trend univoco, ha comunque una certa volatilità nel breve termine. Di conseguenza può essere utile iniziare a studiare i suoi movimenti quotidiani e settimanali prima di iniziare ad investire. Per questo motivo può rivelarsi molto utile l’apertura di un conto demo, cosa che Trade.com permette gratuitamente, per sperimentare con investimenti virtuali, senza quindi rischiare perdite. Se vuoi ottenere gratis un conto demo per operare sul petrolio clicca qui.

In effetti, oltre che sul petrolio con Trade.com si può fate trading online gratis su tutte le altre materie prime, su azioni, su valute e anche su criptovalute. Trade.com è uno strumento completo e flessibile adatto a tutti coloro che vogliono fare trading sui mercati finanziari, sia esperti che principianti.

2 Responses to Petrolio, cosa ci riserva il futuro?

  1. Marcello Giglione ha detto:

    Articolo eccellente, molto particolareggiato. Ho iniziato il trading di petrolio da qualche tempo e devo dire che non pensavo fosse così facile. Il petrolio è forse uno degli asset più facili da tradare. io per dire fino a 2 mesi fa non sapevo nemmeno cosa fosse il trading, provai qualche transazione sul forex ma non capivo bene i meccanismi di fondo. Con il petrolio invece è tutto semplice e lineare e si guadagna, davvero bene.

  2. David Sermoneta ha detto:

    Secondo me l’era del petrolio finirà presto. La sinistra pensa che ci aspetta un’era di disgrazia quando finirà il petrolio ma io penso che l’era del petrolio finirà molto prima che si esauriscano le riserve. Ricordiamoci una cosa: l’età della pietra non è finita perché sono finite le pietre…allo stesso modo l’età del petrolio finirà per gli avanzamenti tecnologici che renderanno disponibile energia a basso costo…

    Questo non lo dite alla sinistra: a loro piacciono disastri e miseria perché è da quel torbido che prendono i loro voti.

    In ogni caso, facendo trading uno può andare la ribasso e con il petrolio secondo me ci sarà da guadagnare montagne di soldi andando a ribasso per anni 😀

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