Prelievi alle pensioni d’oro contro la povertà

‘Non per cassa ma per equità’ è il titolo del copioso documento che è stato emanato dall’Inps in questi giorni, disponibile per la consultazione sul portale dell’istituto previdenziale. E’ la prima volta che l’organo prende una posizione così chiara sull’argomento e che si propone di consigliare chi deve attuare le riforme sulle vie migliori da perseguire. Del resto, l’Istituto di Previdenza Nazionale è l’organo preposto al calcolo e alla somministrazione delle pensioni nel nostro paese, e può avere chiara la situazione pensionistica che interessa i cittadini italiani.

La proposta segue le affermazioni del presidente dell’Inps Tito Boeri, che con fervente chiarezza aveva consigliato alcuni giorni fa allo Stato di meditare sulla possibilità di tagliare il vitalizio ai politici. Alla comunicazione verbale ha fatto quindi seguito la pubblicazione di un documento copioso e completo, dove l’istituto di previdenza invita lo Stato ad effettuare delle manovre reali per contrastare la povertà nel nostro paese.

L’Inps propone innanzitutto di salvaguardare la posizione di chi ha più di 55 anni e non riceve la pensione, reperendo le risorse necessarie fra le 250mila pensioni d’oro del nostro paese e i 4mila percettori di vitalizi. Si tratta di situazioni pensionistiche che non sono giustificate dall’effettivo versamento delle ‘marchette’ della pensione, ma che vengono godute dal 10% della popolazione italiana in seguito a leggi ingiuste e antiquate, spesso create per questioni legate alla politica e all’eleggibilità delle persone.

Questo è il bacino di persone dal quale Boeri vorrebbe attingere, per trovare i soldi necessari per garantire una naturale prosperità alle persone con più di 55 anni che si trovano in situazione di povertà. Si tratterebbe di una manovra a doppia mandata, perché oltre al taglio delle pensioni d’oro, l’Inps assocerebbe anche una manovra legata ai lavoratori che dispongono di lunghe anzianità contributive che decidessero di andare in pensione anticipatamente. Si tratta di circa 30mila persone ogni anno, che potrebbero vedere ridotta la loro pensione del 10% a favore della creazione di nuovi posti di lavoro. Boeri suggerisce, per completare la manovra, di non rendere più possibile per i dirigenti sindacali la facoltà di applicare alla contribuzione aggiuntiva le regole di calcolo più vantaggiose, che risalgono ad una legge emanata nel lontano 1992.

Lo scopo è di offrire un reddito minimo garantito di 500 euro agli over 55 che si trovano in situazione di povertà e di riordinare le prestazioni pensionistiche dedicate agli ultra 65enni in modo equo, per distribuire in modo migliore e coerente l’ammontare di fondi destinati alla pensione nel nostro paese. Si tratta di un documento importante e che da molti è stato letto come un’ingerenza dell’Inps nelle questioni dello Stato. Molte critiche sono infatti state mosse dai partiti, in particolare dal presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano, che ha dichiarato che non rientra fra le competenze dell’Inps proporre le leggi. Il governo ha però accolto positivamente il documento dell’Istituto di Previdenza e il ministro Poletti ha dichiarato in una nota che i suggerimenti sono utili al dibattito, ma chiedono di essere congelati in nome della creazione di una manovra che sappia reperire i fondi necessari senza mettere mano al portafoglio degli italiani.

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