Materie prime

Previsioni Petrolio, cosa succederà entro la fine dell’anno

La buona notizia per i titoli petroliferi ed energetici è che rispetto a precedenti fasi di rallentamento della domanda non si segnalano particolari esposizioni debitorie né impegni in grandi progetti dagli incerti ritorni. Sarà quindi possibile approfittare nei mesi a venire di qualche calo delle quotazioni dei mercati per inserire anche questi titoli in portafoglio.

Prima di cominciare, ricordiamo che è possibile fare profitti grazie agli ETF Petrolio che sono disponibili a tutti grazie a piattaforme come Trade.com.

Nel momento in cui il presidente Usa, che in campagna elettorale aveva più volte detto di voler sostenere il settore petrolifero a stelle e strisce, ha lanciato il suo annuncio, infatti, la notizia dell’ulteriore aumento del numero di trivelle aperte ha fatto scivolare ulteriormente il prezzo del greggio, col future sul Wti texano ormai sotto i 47,5 dollari al barile e quello sul Brent del Mare del Nord scivolato sotto la soglia psicologica dei 50 dollari al barile. Era il maggio scorso e sul fronte opposto Tesla (che produce auto elettriche) aveva guadagnato terreno (+1,8% nella seduta del 31 maggio in cui è arrivato l’annuncio), influenzata beneficamente dalla ripresa del mercato dell’auto americano.

Una brutta notizia è arrivata di recente dal Dipartimento dell’Energia Statunitense (DOE) che ad inizio ottobre ha riferito che le scorte di petrolio statunitensi sono diminuite più del previsto
, in calo di 6,02 milioni di barili (mb) a 464,96 mb (-1,3 su base settimanale, – 0,9% su base annua), contro stime di consenso pari a una contrazione minore di -0,50 mb. A Cushing, gli stock sono aumentati di 1,53 mb, a 62,46 mb (+ 2,5% su base settimanale, -0,3% su base annua).

Invece, le scorte di benzina negli Stati Uniti sono aumentate più del previsto, crescendo di 1,64 mb / giorno, a 218,9 mb (+ 0,8%su base settimanale, -3,7% su base annua). Le scorte di distillati sono scese di più previsto, in calo di 2,61 mb a 135,4 mb (-1,9% su base settimanale, -15,7% su base annua). Durante le ultime quattro settimane, il prodotto totale fornito era 20,24 mb (+ 1,9% su base annua), la benzina fornita era 9,46 mb / giorno (+ 1,3% su base annua), l’olio combustibile distillato fornito era 4,02 mb (+ 12,0% su base annua). La produzione statunitense è aumentata di 14 anni mille barili a 9.561 mb / giorno (+ 0,1% su base settimanale, + 12,9% su base annua).

Più sul breve termine, si noti come nelle scorse giornate i prezzi del greggio sono aumentati dopo le osservazioni del presidente russo Putin, che ha detto che una possibile estensione dell’offerta tra Opec e non Opec alleati sarà preferibile almeno fino alla fine del 2018. Un messaggio che per gli analisti evidenzia l’impegno costante della Russia a collaborare con altri produttori di petrolio, limitando la produzione globale e riducendo le scorte OCSE. Intervenuto al Russian Energy Week Forum, una conferenza internazionale sull’efficienza energetica che si svolge a Mosca, il Presidente russo ha aperto all’ipotesi di un’estensione fino alla fine del 2018 del piano di tagli produttivi a guida Opec partito a gennaio di quest’anno, dichiarando inoltre che un eventuale prolungamento dell’accordo in vigore, che sottrae al mercato 1,8 milioni di barili al giorno, dovrebbe durare almeno fino al dicembre 2018.

Sebbene sottovalutato rispetto ad altre determinanti più ricorrenti, c’è anche un altro motivo piuttosto importante che sta contribuendo a supportare le quotazioni del petrolio, infondendo discreto ottimismo sul mantenimento dei prezzi del barile sopra quota 50-52 dollari. Il riferimento è alle minacce formulate dal presidente turco Erdogan, che ha dichiarato di poter valutare di bloccare l’export petrolifero dal Kurdistan a causa del referendum per l’indipendenza. Secondo le ultime stime le riserve della regione sono stimate in circa 45 miliardi di barili e che il loro sfruttamento è legato all’oleodotto che trasporta circa 550.000 barili al giorno fino al porto di Ceyhun in Turchia e al valico di Habur, dove transitano una media di 1.700 Tir al giorno. Non è chiaro quanto possano essere assunte in concretezza simile minacce, ma intanto Iraq e altre nazioni hanno ricevuto l’invito esplicito della Turchia a interrompere gli acquisti di greggio estratto dai curdi.

Intanto il quarto e ultimo trimestre dell’anno è iniziato e arriva dopo tre mesi più che positivi per il mercato del petrolio
. I prezzi del Wti americano sono cresciuti del 12% tra la fine giugno e la fine di settembre, quelli del Brent addirittura del 20%. Resta il fatto che le quotazioni siano oggi inferiori rispetto a quelle di inizio anno, rispettivamente del 7,5% e 1,5%. E da qui a fine anno dove andranno? Partiamo da una premessa: l’ultimo trimestre è solitamente negativo per i prezzi petroliferi. Cnbc ne ha studiato l’andamento negli ultimi 25 anni, scoprendo che mediamente le quotazioni del greggio USA cedono il 7,5% in questo periodo, mentre il dollaro tende ad apprezzarsi di quasi lo 0,9% e l’oro rimane sostanzialmente stabile.

Negli ultimi 10 anni secondo Investire Oggi in 6 periodi su 10 si sono registrati aumenti, nei restanti 4 perdite. Dunque, guardando al lungo periodo, i prezzi del petrolio dovrebbero tendere verso i 50 dollari al barile al 31 dicembre prossimo, mentre cederebbero di poco, se ci fermassimo ad analizzare gli ultimi 10 anni. In ogni caso, l’esito appare negativo.

Da qualche anno, ormai, gli investitori privati si interessano molto da vicino al mercato del petrolio
. Si constata anche che i valori di questa materia prima energetica si evolvono generalmente al rialzo, nonostante le forti fluttuazioni in funzione dei periodi. Ci sono diversi broker online di CFD che vi permettono di comprare e di vendere petrolio direttamente su Internet e in diretta dai mercati senza dover stoccare del petrolio fisico; uno dei più affidabili è sicuramente Trade.com, che offre ottime soluzioni come la possibilità di fare trading in CFD con il crude oil e sulle materia prime più in generale, con la possibilità di approfittare dell’evoluzione della quotazione gestendo in prima persona le prese di posizione al rialzo o al ribasso.

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