Profit Warning ed i crolli di borsa. Alcune riflessioni

Dopo la multa di 80.000 euro a Saipem, titolo che è stato sospeso per eccesso di volatilità, ora ci si chiede quali sono le regole che disciplinano il “profit warning” a Piazza Affari (ricordiamo, infatti, che le nostre regole sono ben diverse da quelle che dominano sulla scena internazionale gli altri mercati). A quanto pare, il “profit warning” non concerne null’altro che l’obbligo di trasparenza da parte delle società quotate (di una certa dimensione) che devono avvertire i mercati quando prevedono una riduzione dei profitti, ma con le giuste tempistiche, affinché la borsa possa incassare il colpo.

Le attese sugli Utili sono attendibili?

Solitamente, osserviamo, come una “pratica di rito” le attese sugli utili, da parte dei diversi colossi societari ed accade quasi sempre che:

  • in sede di futura emissione di nuove azioni, soprattutto se da parte di una neo-quotanda, le previsioni sugli Utili sono sempre positive, anche per attirare gli investitori che chiaramente dovranno assorbire il flottante collocato
  • quando l’attività è già avviata, accade che, all’improvviso, si diventa più pessimisti, o forse più pragmatici (analisi degli ordini da evadere, stime dei consumi correnti), comunicando così che il prossimo resoconto degli Utili sarà peggiore di quello che gli investitori si attendono. E da lì il tonfo immediato del titolo in borsa. Ma è proprio così necessario avvertire, dare un profit warning, al mercato visto che quest’ultimo è diventato così nervoso ed ancorato maggiormente al futuro, molto più che al presente? Ciò non distorce le negoziazioni di borsa?

La diatriba riguarda due punti che sono sempre stati attuali, in merito alle regole di Piazza Affari:

  • la trasparenza. La sospensione per eccesso di volatilità, vi sembrerà strano, ma non è applicata in tutti i mercati. Spesso la Borsa si muove prima, sulla base di eventi che si prevede causino una raffica di vendite (crollo delle quotazioni) o di acquisti su un determinato titolo. Si vuole evitare che un atteggiamento speculativo danneggi gli interessi degli investitori. Lo si è fatto anche per i bancari di punta, all’indomani degli stress-test, e per alcuni di essi dura tutt’ora. Quando un titolo è sospeso per eccesso di volatilità, le negoziazioni su quel titolo sono chiuse. Non è possibile investire su quel titolo e per investimento intendiamo anche la possibilità di “arbitrare” tra le differenze di quotazione.
  • l’efficienza naturale del mercato, lasciato a sé. La regolamentazione promuove l’efficienza oppure la ostacola? Punto di domanda. Di certo, forse la regolamentazione salvaguarda gli interessi dei risparmiatori e degli azionisti (ovvero, di chi detiene il titolo in portafoglio per percepire un dividendo e vuole conservarlo in portafoglio).

Cosa stabilisce il regolamento Consob sul Profit Warning?

In realtà, più che di obblighi precisi nel regolamento Consob 14 novembre 1991 n.5553, si stabilisce che le società devono prestare la dovuta attenzione a tutti gli eventi price sensitive ed avere sempre come diretto interlocutore la Consob, comunicando nei dovuti tempi (non sempre specificati) e con anticipo ciò che potrebbe influenzare i mercati.

Il profit Warning viene inquadrato come una responsabilità da parte della società che, dopo aver monitorato il consensus di mercato (anche sulla scorta delle precedenti analisi finanziarie pubblicate) deve, nell’eventualità (ma ciò non è sempre un obbligo) e se si dovesse ritenere che le previsioni della società sono molto diverse da quelle del pubblico degli investitori, rivedere le previsioni interne e comunicarlo al pubblico.

Quindi, per ciò che abbiamo avuto modo di leggere, il profilo del Profit Warning riguarda la responsabilità della società verso gli investitori e non uno specifico obbligo, appositamente disciplinato. Non viene detto alle società: “Non appena vi accorgete che i profitti saranno ipoteticamente minori, comunicatelo”.

Il caso Saipem e la retata del Profit Warning

La multa verso Saipem è stata effettuata perché la stessa (nelle vesti della controllata Eni) avrebbe adempiuto con ritardo all’obbligo di “Profit Warning” (15 giorni dopo il necessario). Evidentemente, la presunzione di tale violazione (contestata da Saipem) farebbe riferimento alla dinamica delle quotazioni, prima della comunicazione del Profit Warning, dato che il titolo già cominciava a cedere terreno.

Ecco cosa ha fatto il titolo Saipem oggi in borsa, sospeso per eccesso di volatilità e perdendo terreno per più del 5% in una sola giornata (quotazione attuale: -8,25)

saipem

 

Per converso, anche il titolo Eni è stato coinvolto nella tempesta nera di ribassi, perdendo più del 4%.

eni

Ecco una lista di società, le cui quotazioni sono recentemente crollate proprio per l’onere del profit warning:

  • Airbus
  • Tesco e conseguenti raffiche di vendite per la società Yoox
  • Mc Donald
  • Petrofac
  • Cnh Industrial

Ma lista non si ferma certo qui. Insomma un po’ tutti si aspettano di guadagnare di meno del previsto e lanciano un “Profit Warning”. Ma non potrebbe essere forse, viste le situazioni, sospeso proprio il profit warning?

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