Materie prime

Quelli che investivano sull’oro con Banca Etruria

Investire in oro conviene? Probabilmente sì, l’oro è uno degli asset più tradati al mondo, le sue quotazioni sono tra le più studiate dagli analisti. Soprattutto l’oro è il bene rifugio per eccellenza. Tutte le persone benestanti dovrebbero avere un piccolo o grande deposito in oro fisico, depositato presso un Istituzione finanziaria di assoluta fiducia, soprattutto un’istituzione finanziaria con sede in un paese che rispetta la libertà individuale e la certezza del diritto (non in Italia, quindi).

plus500

Investire sull’oro con i Contratti per Differenza è la cosa giusta da fare: broker di elevata qualità come Plus500 garantiscono la possibilità di ottenere profitti elevati, grazie ad un effetto leva fino a 400, bonus sui depositi e un’interfaccia facile da utilizzare. Puoi cominciare qui con Plus500 e riceverai un bonus sui depositi che effettui.

Fino a qualche tempo fa si parlava anche molto della possibilità di investire sull’oro con Banca Etruria: non vogliamo nemmeno pensare a quello che stanno passando in questo momento le persone che avevano transazioni in sospeso per l’acquisto di oro con Banca Etruria, di sicuro non un bel momento. Non ci piace dire l’avevamo detto e non siamo soddisfatti della rovina di questi investitori sprovveduti. Però purtroppo noi l’avevamo detto. Così come, da sempre, consigliamo di utilizzare le banche italiane solo per il conto corrente (dove tenere giusto l’indispensabile) e mai per gli investimenti.

Indice

Investimenti in oro con Banca Etruria

Ma che cosa prometteva (o promette) Banca Etruria? Il servizio era molto particolare: era una delle poche istituzioni bancarie italiane che consentiva l’acquisto diretto di lingotti d’oro. Ora, senza voler infilare il coltello nella piaga degli investitori che si sono trovati con transazioni in corso al momento del crack della banca, pensiamo: è intelligente comprare lingotti d’oro da una banca italiana? Assolutamente no. Per prima cosa, i costi sono elevati in maniera ingiustificata. In secondo luogo, il possesso di oro fisico è un modo intelligente di proteggere il proprio patrimonio nell’eventualità di una crisi economica e finanziaria molto grave. Il nostro plauso va quindi a coloro che hanno effettuato l’acquisto. Ma detenere oro fisico in Italia nel momento di una crisi economica e finanziaria gravissima è un vero e proprio suicidio: come è già successo in passato, lo Stato Italiano emanerebbe subito una legge, un decreto o una circolare qualsiasi per rendere illegale il possesso dell’oro, da consegnare alla Patria in cambio di un bel mucchietto di carta straccia.

E magari partirebbe anche una caciara mediatica sui media sussidiati per accusare i possessori di oro fisico di chissà quali misfatti. Insomma, possedere oro in Italia e detenerlo in Italia è un’azione inutile. Nel momento stesso in cui l’oro diventasse utile, sarebbe confiscato. Molto meglio detenerlo in paesi sicuri e con certezza del diritto (come la Svizzera), effettuando ovviamente tutte le necessarie comunicazioni all’autorità fiscale italiana.

Banca Etruria: storia di un investitore che ha perso tutto

"La mia banca è differente... Gli dò i soldi e non m'ardo niente" Leonardo Franceschi

“La mia banca è differente… Gli dò i soldi e un m’ardò niente” Leonardo Franceschi

Iniziamo subito con questa citazione di Leonardo Franceschi, per sdrammatizzare. Anche se in realtà qui ci sarebbe da piangere, centinaia di migliaia di persone hanno perso centinaia di migliaia di euro.

Uno degli investitori di Banca Etruria, ha scritto alla nostra redazione dopo aver visto i nostri vari articoli che parlavano di Truffa Banca Marche, Truffa Cariferrara, Truffa Carichieti.

#vaffanbanka

#vaffanbanka

L’investitore, che ha preferito rimanere anonimo, era un investitore di Banca Etruria, il quale ha perso tutto. E ci ha scritto una lettera accorata, dove afferma di aver perso tutto. Ovviamente non ci ha voluto svelare il quantitativo da lui perso, in quanto è ancora sotto shock.

“Gentile Staff di Mercati 24, mi sono rivolto a numerosi Movimenti Consumatori, e sono ancora in attesa di sapere se riuscirò a recuperare i miei soldi gettati in pasto agli squali di Banca Etruria. Il decreto salva banche ha salvato le banche, ma non i piccoli consumatori, c’era chi come me, aveva messo da parte anni e anni di lavoro, mi fidavo di Banca Etruria… Ci andavo spesso agli sportelli della banca e avevo fatto pure amicizia con un ragazzo dello sportello… Mi potevano almeno avvisare… Sono sul lastrico adesso, e non so come fare.

Io mi fidavo di loro, ma loro mi hanno preso in giro. Non so più cosa dire alla mia famiglia, anche loro si fidavano di me, ma adesso sono rimasto senza un soldo”.

Titoli sicuri? Titoli tossici!

Lui è soltanto uno dei tanti clienti di Banca Etruria che ci hanno scritto in questi giorni. Ma cosa è successo? Sono diversi giorni che ne parliamo, Banca Marche, Banca Popolare Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio di Ferrara e CariChieti, tutte banche in grande difficoltà, stavano viaggiando verso la scadenza del 1° gennaio, quando l’entrata in vigore delle norme europee sul bail, li avrebbe portati a fallire.

Ecco che arriva puntuale il decreto salva banche del Governo Renzi, che mette al riporo i depositi, conti e obbligazioni classiche, ma azzerando le forme di investimento più rischiose, ovvero le obbligazioni subordinati e anche le azioni. Secondo le ultime indiscrezioni, ci sono centinaia di clienti che rischiano di perdere cifre che vanno dai 10 mila euro ai 200 mila euro. Ormai è caos a Banca Etruria e i clienti si stanno appostando davanti agli sportelli, chiedendo spiegazioni e insultando quel management che ha mandato in rovina la storia di una grande banca.

Gli agnelli vanno a piangere dal macellaio perché il pastore li ha tosati

Eloquente questo tweet:

Banca Etruria

Dice: Gente in lacrime in CGIL per risparmi bruciati in #BancaEtruria: gli agnelli vanno a piangere dal macellaio perché il pastore li ha tosati.

La storia di Banca Etruria, storia di un tradizione

La Banca Etruria è stata una banca popolare dal forte presidio territoriale nel Centro Italia, con sede ad Arezzo fondata nel 1882 con il nome di “Banca Mutua Popolare Aretina” e con una base azionaria di oltre 60.000 Soci. Dal 23 Novembre è stata rinominata in “Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio S.p.A”.

La storia della Banca Etruria inizia nel 1882 quando la Banca Mutua Popolare Aretina si fonde in varie banche popolare della zona.

Cento anni dopo, la Banca Mutua Popolare si fonde con la Popolare Senese e la Banca Popolare della Provincia di Livorno, facendo quindi nascere la Banca Popolare dell’Etruria. Negli anni 80 ci sono poi varie incorporazioni.

Nel 2001 scende in borsa, precisamente nell’indice FTSE Italia STAR della Borsa Italiana, dalla quale viene sospesa l’11 febbraio 2015 dopo il commissariamento. A novembre arriva quindi la bad bank con la Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti.

Le azioni e le obbligazioni adesso? Valore prossimo allo zero. Forse era meglio investire in Bitcoin o nei CFD, ma del resto molti pensano che le banche siano un investimento più sicuro… Ma non è più così.

Anche Maria Elena Boschi era una trader, con ben 1557 azioni di Banca Etruria!

Siamo andati a scavare nel passato della bella Boschi, e scopriamo che la ragazza è una trader come noi! Infatti la procace ragazza ha (o aveva, visto che ormai le azioni di Banca Etruria, valgono carta straccia) 1557 titoli della Banca Etruria, la banca che è stata dichiarata fallita e ha fatto perdere milioni di euro agli azionisti della banca, che da una vita investivano i proprio risparmi.

1100 euro investiti dalla Boschi

La bella Maria Elena, ha 1100 euro investiti in Borsa, un portfolio diversificato di oltre 1000 azioni diverse tra loro:

Elena Boschi ha dichiarato nel 2013 un reddito imponibile di 94.488 euro, e 1557 azioni di Banca Etruria per un valore di 1.100 Euro.

Conflitto di interessi da parte della Boschi

Ma chissà se la Boschi si sarà disfatta di quelle azioni, subito dopo lo scorso Gennaio, quando il decreto sulle banche popolari approvato dal CdM, regalò all’alta finanza, agli speculatori internazionali un nuovo pollo da spolpare, e fornendo alle azioni della Banca Etruria un movimento rialzista molto importante e profittevole. Adesso, quelle azioni valgono carta straccia, e chissà se la Boschi le ha vendute proprio qualche mese prima del fattaccio, e se fosse vero, si tratterebbe di insider trading. Ma una bella e brava ragazza come la Boschi non farebbe mai niente del genere. Lei è Renziana, lei fa riforme di di un governo moderno, giovane… E democristiano.

Forse un conflitto d’interessi del genere non lo aveva nemmeno Berlusconi ai tempi del suo governo. Il governo di oggi, è ancora peggio, il Renzusconi è un governo che usa le istituzioni per i propri interessi personali alla massima potenza.

La Boschi, e suo padre, arrivano infatti dal sistema economico-finanziario aretino, un sistema composto da democristiani e da vecchi massoni, che con lei, ovviamente non c’entrano niente, lei è bella, renziana, ultramoderna, dinamica, 2.0.

Quindi non crediamo ASSOLUTAMENTE che Maria Elena Boschi possa aver sfruttato le perdite di oltre 44 mila investitori di Banca Marche, Popolare Etruria, CariFerrara e CariChieti, per i propri interessi.

Durante il commissariamento della banca dove suo padre era vicepresidente, la Boschi disse proprio così:

«Mi dispiace per la mia famiglia e, soprattutto, per mio padre che è molto riservato e si è trovato nel vortice. Per fortuna, però, siamo molto uniti».

Poi twittò, sempre nel Gennaio 2015:

«Così la smetteranno di dire che ci sono dei favoritismi»

Certo, non ci sono stati ASSOLUTAMENTE dei favoritismi. Oggi, a fine 2015, il Governo ha salvato di proposito 4 banche con i soldi degli ignari cittadini azionisti, di cui una banca dove proprio lavoravano il padre e il fratello.

E’ sicuramente stato un caso, e siamo molto uniti con te, cara Maria: e noi che per accumulare qualche soldo in più facciamo trading online, faremmo meglio a cambiare mestiere vero? Meglio fare il ministro…

Boschi, si dimetta!

Siamo in Italia, il paese più bello del mondo, ma forse quello amministrato nella peggiore delle maniere. Migliaia di azionisti e obbligazioni di Banca Etruria, vogliono che la Boschi si dimetta, al più presto possibile. Come Mercati24, abbiamo intrapreso una lotta senza quartiere contro le truffe finanziarie come ad esempio The Millionaire in PJs. Tuttavia la truffa messa in atto da Banca Etruria è qualcosa di molto peggio. Con The Millionaire in PJs, per dire, si perdono poche centinaia di euro, la truffa orchestrata da Banca Etruria ha distrutto completamente i risparmi di migliaia di persone.

Caro Ministro Boschi, lei si deve dimettere e si deve vergognare!

Migliaia di persone hanno perso i risparmi di una vita, alcuni si sono suicidati, altri stanno ancora piangendo, altri stanno addirittura pensando di togliersi la vita prematuramente, per colpa sua e soltanto sua. E’ colpa sua, caro Ministro Boschi, per quello che sta succedendo oggi. La sua famiglia, in special modo il suo caro padre che era vicepresidente di Banca Etruria, ha mandato sul lastrico migliaia di persone, che in questo momento la stanno maledicendo. Lei si deve dimettere e si deve vergognare per quello che ha fatto.

Con il messaggio qua sopra, abbiamo cercato in qualche modo di riassumere il sentiment attuale, che è letteralmente trainato dal Movimento 5 Stelle, e in particolar modo da Di Battista, che sta letteralmente trascinando il Movimento, per portare il Ministro Boschi a fare l’unica cosa che può al momento fare: andarsene.

Non è un caso se il Ministro Boschi era azionista di Banca Etruria, se il suo padre era vicepresidente, se il suo fratello era dipendente, e la moglie di suo fratello pure, il giudice addirittura suo consulente. Il ministro Boschi è quindi tutto tranne che un ministro, è un conflitto d’interessi imbarazzante, che non vogliamo assolutamente come rappresentanza dei cittadini al governo.

I misfatti

Pierluigi Boschi

Lui è il principale imputato del fallimenti di questa banca, il tristo mietitore che ha mandato sul lastrico migliaia di poveri italiani. E’ stato il vicepresidente di Banca Etruria, fino all’11 Febbraio 2015, ed è decaduto dopo il commissariamento su indicazione della banca d’Italia.

Maria Elena Boschi

La Bella (ma pericolosa) Ministra, era titolare di oltre 1500 azioni.

Emanuele Boschi

Il fratello della Boschi, dal Novembre 2007 ad Aprile 2015 era Process Analyst, program e cost manager.

Eleonora Posinalli

La moglie del fratello della Boschi, era specialista delle comunicazioni presso Banca Etruria.

Queste persone devono pagare assolutamente, perché hanno distrutte le speranze della loro stessa patria, che aveva riposto i guadagni di una vita in loro.

Caro Renzi, ora la gente truffata dal tuo PD e dal tuo governo – come le vittime del “salva-banche” – vogliono contestarti… Come riuscirete ad arginare la marea di persone imbestialite con l’operato del vostro Governo Salvabanche?

Guardia di Finanza perquisisce Banca Etruria per fare chiarezza su pensionato suicida

Si infiamma il caso delle 4 banche. La Guardia di Finanza sta scandagliando la sede di Banca Etruria di Civitavecchia. Si pensa che alcuni risparmiatori verranno rimborsati. E’ comunque un inizio, ma non basta!

Perquisizione a sorpresa presso gli uffici di Banca Etruria, proprio in queste ore, da parte della Guardia di Finanza, a causa dell’inchiesta del suicido del pensionato Luigino D’Angelo, il pensionato che ha perso tutto e che si è suicidato per lo smacco subito da questa banca. Luigino aveva diverse obbligazioni subordinate, e si è ucciso nella cittadina laziale di Civitavecchia dopo essere venuto a conoscenza che il suo conto era stato praticamente azzerato, tutte le azioni erano diventate carta straccia.

La perquisizione è stata organizzata dal pubblico ministero di Civitavecchia, Alessandra d’Amore, che era titolare di un procedimento per istigazione al suicidio.

Luigino, aveva acquistato tutti i titoli intorno al 2013, investendo gran parte dei suoi risparmi, si pensa oltre 100k euro. Non è riuscito ovviamente ad ottenere la restituzione, e quindi dopo aver perso tutto, il 28 Novembre, si è suicidato lasciando una lettera di addio alla moglie.

Secondo le indiscrezioni, le indagini non sarebbero soltanto state fatte per il reato di istigazione al suicidio, ma anche per truffa. Secondo il Magistrato, il pensionato potrebbe quindi anche essere stato raggirato per essere obbligato ad acquistare i titoli subordinati della Banca Etruria. La Guardia di Finanza sta quindi scandagliando tutto l’iter degli investimenti fatti da d’Angelo, dal primo investimento fino al giorno del suicidio.

Arrivano i primi risarcimenti

Secondo nuove indiscrezioni, saranno in mille ad avere l’intera cifra persa nella truffa, e altri 1500 ne avranno una parte. Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife hanno alzato un vero e proprio polverone negli ultimi giorni, e sono ancora al vaglio le varie ipotesi per decidere il criterio di rimborso per i risparmiatori che hanno perso tutti i soldi investiti.

Per adesso si parla di un “investimento incongruo”, che permetterebbe ai truffati di riavere i loro soldi. Pochi soldi, concentrati in obbligazioni subordinate molto rischiose rispetto alle altre.

Su 10600 risparmiatori che avevano comprato i derivati e bond delle quattro banche, per adesso dovrebbero rientrare di sicuro poco più di 1000 persone. Quindi meno del 10%.

E’ comunque un inizio, ma non basta.

Banca Etruria, Csm: non c’è incompatibilità per il pm Rossi

“Allo stato non ci sono gli estremi per l’apertura di una pratica per incompatibilità ambientale o funzionale: abbiamo ascoltato un magistrato sereno che dà prova d’imparzialità”. Al termine dell’audizione del procuratore di Arezzo, Roberto Rossi – che indaga su Banca Etruria ed è consulente giuridico della presidenza del Consiglio – il presidente della prima commissione del Csm, Renato Balduzzi, esclude un “caso Rossi”.

NESSUNA INCOMPATIBILITÀ A parere di Balduzzi, nel corso dell’audizione Rossi è stato “lineare e convincente” delineando la figura di “un magistrato indipendente e imparziale” che opera nel contesto di unicità di provincia; per tali ragioni “l’orientamento della commissione è quello di non aprire una pratica per incompatibilità ambientale e funzionale”.

Per quanto riguarda la propria consulenza al Dipartimento Affari giudici e legislativi di Palazzo Chigi, Rossi ha spiegato alla commissione che non ha mai ritenuto che ci fossero interferenze tra i due incarichi, anche perché non c’erano componenti della famiglia della ministra Boschi tra gl’indagati. Nella valutazione del Consiglio, ha precisato il consigliere del Csm, Piergiorgio Morosin -“ha anche pesato il fatto che l’incarico di consulenza si chiuderà il 31 dicembre. Inoltre, è importante tutelare le indagini in corso, per i risparmiatori che hanno subito un danno e che stanno attendendo risposte”.

CSM ACQUISIRÀ LA DOCUMENTAZIONE DI BANKITALIA
Il prossimo passo sarà l’acquisizione da parte del Consiglio superiore della Magistratura di tutta la documentazione sull’attività d’ispezione della Banca d’Italia relativa a Banca Etruria. L’11 gennaio il Csm chiuderà la procedura sul procuratore di Arezzo.
L’acquisizione della relazione di Bankitalia sarà importante per confrontare le dichiarazioni di Rossi davanti alla commissione con i fatti raccolti dall’attività ispettiva condotta dalla banca centrale italiana, verificandone l’eventuale veridicità.
Riguardo a possibili profili disciplinari a carico di Rossi, Balduzzi ha dichiarato che le valutazioni “spettano ai titolari dell’azione disciplinare, ossia il pg presso la Cassazione ed il Ministro della Giustizia. Valuteremo l’11 gennaio se ci sono gli estremi per trasmettere le carte”.

ZANETTIN: BASTA AI DOPPI INCARICHI Non si placa però la polemica, anche all’interno dello stesso Csm. Il consigliere laico, in quota FI, Pierantonio Zanettin ha chiesto al Comitato di presidenza l’avvio di una pratica per introdurre “limiti più stringenti” per “incarichi di consulenza dei capi dell’uffici requirenti”.
“Le recenti vicende sull’inchiesta Banca Etruria hanno evidenziato lacune e criticità nella normativa secondaria sugli incarichi extragiudiziari, pur oggetto di una recentissima revisione da parte del Consiglio”. “Come correttamente evidenziato anche in una recente dichiarazione del Vice presidente -aggiunge Zanettin – occorre modificare in particolare la normativa sui doppi incarichi”.

Banca Etruria, giallo sui risarcimenti

Un anticipo di risarcimento per i correntisti che hanno perso più del 50% del patrimonio investito, da attivare al più presto, prima dell’emanazione del provvedimento governativo che darà a Cantone il compito di gestire gli arbitrati.
Questa è l’indiscrezione di stampa pubblicata da La Repubblica, secondo cui la proposta sarebbe nata nel stanze di palazzo Chigi e con l’accordo del presidente di Nuova Banca Etruria, Roberto Nicastro, il ministro Padoan e il governatore di Bankitalia Visco.

LA SITUAZIONE A motivare la mossa sarebbero considerazioni di due tipi: una politica, col Governo impegnato a governare il malcontento diffuso dei risparmiatori truffati, di quelli che temono una sorte simile e dell’opinione pubblica in generoni cui si sta insinuando un clima di sfiducia verso il mondo del credito.
La seconda motivazione è di tipo economico. Le nuove banche temono la fuga dei propri correntisti verso altri istituiti credito. Un timore fondato, vista la forte mobilitazione dei risparmiatori, organizzati nel comitato “vittime del salva banche”, che hanno invitano tutti i clienti di Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara e Carichieti a trasferire i propri conti altrove.

LA PROPOSTA La proposta di cui scrive La Repubblica consisterebbe in un risarcimento ponte che la nuova Banca Etruria anticiperebbe a quei correntisti, definiti dallo stesso Nicasto come “casi limite”, che hanno investito meno di 100 mila euro ma che hanno concentrato oltre il 50% di questo capitale nelle obbligazioni subordinate azzerate allo scioglimento di banca Etruria. In tutto 683 investitori di cui si conoscono i nomi e ai quali la nuova Banca Etruria vuole garantire il diritto di prelazione nell’attingere al fondo di solidarietà.

LA SMENTITA DI RITO Nelle ultime ore è arrivata una smentita da parte del Ministero dell’economia che precisa che per il momento è “un’ipotesi infondata finché non sono chiari i criteri per i risarcimenti” e che “è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati”.
Una presa di posizione apparentemente netta ma che nel linguaggio della politica descrive una situazione ancora aperta ed è un modo per prendere tempo.

Nonostante la volontà di operare con la massima urgenza, la politica ha i suoi tempi tecnici e i suoi cavilli che fanno pensare che ci vorrà del tempo per arrivare al “ristoro” dei risparmiatori truffati.
Un tempo che il Governo potrebbe pagare in termini di consenso e con la scadenza elettorale delle amministrative non lontana c’è da scommettere che la partita è ancora apertissima.

Banca Etruria e i conti svuotati: sono conti dei VIP!

Sapevano tutto, ma ci hanno voluto far credere che era un fulmine a ciel sereno, quando in realtà il fulmine era stato manovrato, anzi radiocomandato come un drone che sgancia bombe su ignari clienti, che si sono visti esplodere i propri conti così dal nulla, in uno scenario molto simile ad un film post-apocalittico.

Il commissario liquidatore ha parlato, tra i mesi di Ottobre e Novembre 2014, si sono volatilizzati molti conti di banca etruria verso altri lidi, ben 288 milioni di euro. A giudizio Giuseppe Fornasari, ex presidente di Banca Etruria, Luca Brunchi e il Dirigente Davide Canestri.

Una “casualità” che ha portato i conti Banca Etruria a svuotarsi

Pochissimi giorni prima del decreto salvabanche del Governo “Renzie”, un mese prima per l’esattezza, moltissimi conti di Banca Etruria sono stati letteralmente svuotati, non c’è rimasto più nulla. Ma erano soldi intelligenti, che sono andati su conti sicuri, in quanto chi ha architettato tutto questo già sapeva cosa sarebbe successo. E questo mi ricorda un po’ la frase dell’indimenticato Giovanni Falcone:

Segui i soldi, e troverai la mafia

E vediamo un po’ dove porta questa pista dei “conti svuotati” Banca Etruria

Ovviamente, come vi sarete potuti immaginare, il sospetto è che qualcuno possa avere “fatto una soffiata” ad alcuni clienti molto particolari e privilegiati, i cosiddetti “VIPs” del fatto che i rischi di perdere tutti i propri risparmi erano altissimi. Ma ancora non si conoscono i nomi, e i magistrati vogliono arrivare ai nomi veri di tutti i titolari di questi conti “svuotati” nel giro di pochissime ore, proprio per verificare se possano aver goduto di un trattamento di favore in violazione del codice.

I contatti dei correntisti prima del 22 di Novembre, sono fondamentali per cercare di scoprire chi c’è dietro a quei conti, ma le indiscrezioni già affermano che una serie di VIP, ancora resi anonimi, rischiano di essere smascherati nelle prossime settimane.

Perdite per 1 miliardo di Euro per Banca Etruria, conti svuotati

Banca Etruria ha un buco di circa un miliardo e 170 milioni, nonostante le misure prese dall’autorità di vigilanza che ha provveduto alla copertura delle perdite, azzerando le riserve, capitale sociale, obbligazione. E’ una vera e propria voragine nei conti gravissima. L’istanza al tribunale afferma che “non sono necessari altri accertamenti, ed è necessaria l’insolvenza subito”.

Boschi rischia grosso con la sua Banca Etruria

Conti Svuotati Banca Etruria Boschi

Lunedì prossimo ci sarà quindi la discussione sul ricorso presentato dal commissario liquidatore di Etruria, Giuseppe Santoni, per insolvenza. Se il tribunale deciderà per l’insolvenza, il prossimo passo sarà quello di aprire un quinto filone di inchiesta per bancarotta, e quindi i provvedimenti saranno presi nei confronti dell’ultimo consiglio di Amministrazione che aveva come vicepresidente Pier Luigi Boschi, il padre della trader Maria Elena Boschi, che (sarcasmo) tra l’altro è anche un Ministro (foto sopra). E proprio quando era vicepresidente il padre della Boschi, ci sarebbe stata la fuga di notizie nei confronti dei VIP da parte dei correntisti di Banca Etruria, che già sapevano cosa sarebbe successo, ed hanno messo in guardia questi clienti “speciali”.

Banca Etruria: l’ordine di piazzare i bond truffa arrivò dall’alto

Dopo che migliaia di risparmiatori sono stati truffati e hanno perso tutto a causa di Banca Etruria e della cricca che la dirigeva, la magistratura finalmente si muove. Certo, si fosse mossa al momento giusto migliaia di persone avrebbero potuto salvare i risparmi di una vita intera (e forse anche di più generazioni) ma si sa che la magistratura italiana ha ben altro da fare. Non certo perseguire gli omicidi, gli stupri, i furti che diventano ogni giorno più dolorosamente frequenti per le strade italiane. Semplicemente, la magistratura è occupata a imbastire processi sulle olgettine (pare se ne faranno 7 o 8, abbiamo perso il corso).

Comunque meglio tardi che mai: il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, ha mandato la finanza a perquisire la sede centrale di Banca Etruria. Risultato? Scoperto un documento molto importante che dimostra che l’ordine di vendere le obbligazioni subordinate ai semplici risparmiatori partì dall’alto. E quell’ordine richiedeva tassativamente che le obbligazioni fossero vendute il più rapidamente possibile. La procura adesso indaga per truffa.

banca etruria

Risparmiatori truffati da Banca Etruria che protestano. Campa cavallo che l’erba cresce.


Il quadro che sta emergendo è ancora peggiore di quanto si potesse immaginare
: dirigenti della Banca Popolare dell’Etruria avevano organizzato una cabina di regia per piazzare i titoli, ad altissimo rischio, anche a persone che avevano il profilo di investitore prudente. Pensionati, casalinghe, semplici operai si erano così ritrovati a sottoscrivere titoli degni del Lupo di Wall Street, con un profilo speculativo da far tremare i polsi. Detto per inciso, questi titoli erano avarissimi di rendimenti considerando il rischio implicito, ecco perché Popolare dell’Etruria ha dovuto piazzarli con metodi truffaldini ai propri clienti piuttosto che bussare alla porta di investitori istituzionali. Di solito, infatti, le emessioni subordinate possono far gola a investitori istituzionali a caccia di rendimenti, ma in questo caso non si voleva nemmeno pagare questo scotto.

Gli impiegati di Banca Etruria hanno obbedito agli ordini ricevuti in modo fin troppo scrupoloso
: quando puntavano la loro preda non la lasciavano sfuggire. E se il malcapitato aveva già il proprio denaro investito, lo convincevano a vendere tutto e a puntare sulle obbligazioni subordinate. Ci sono stati molti casi di anziani pensionati convinti a vendere titoli a capitale garantito per sottoscrivere le obbligazioni spazzatura.

Le colpe dei vertici

maria elena boschi etruriaLe colpe dei vertici di Banca Etruria sono innegabili a prescindere da come andrà a finire l’inchiesta della magistratura. Una politica di vendita così massiccia e organizzata di titoli rischiosi alla clientela retail, in barba anche al profilo MIFID degli investitori, è un comportamente eticamente scorretto, su questo non ci sono proprio dubbi. E a questo punto la domanda più importante che ci dovremmo porre è: ma allora Barbapapà Boschi sapeva o non sapeva? Se sapeva è colpevole e non parliamo a livello penale (non siamo magistrati e comunque la giustizia in Italia si aggiusta sempre se si sta dalla parte giusta) ma etico. E se non sapeva? Se il vicepresidente di una Banca non sa che nella sua Banca esiste una struttura capillare per vendere un prodotto finanziario a rischio a migliaia di clienti possiamo solo dire che, come minimo, non ha fatto il suo lavoro correttamente. E magari il ministro Maria Elena Boschi dovrebbe farsi anche lei qualche domanda. Certo, la responsabilità penale e morale è sempre personale, ma è giusto che un ministro della Repubblica abbia rapporti così stretti con una persona coinvolta in uno dei peggiori scandali finanziari della storia d’Italia?

I bancari di Banca Etruria sono innocenti?

Se i vertici di Banca Etruria sono colpevoli, i bancari sono innocenti? No, assolutamente. Se i bancari avessero avuto la schiena dritta e almeno un barlume di coscienza, avrebbero evitato la rovina a migliaia di persone che conoscevano personalmente da anni e che, magari, accettavano di sottoscrivere l’investimento a rischio solo perché veniva proposto loro da una persona di assoluta fiducia. Spesso addirittura amici o parenti. Insomma, i bancari di Banca Etruria sono colpevoli esattamente come lo sono i vertici: un ordine illegale può essere rifiutato persino da un militare, figuriamoci da un bancario protetto e coccolato dai sindacati e di fatto inamovibile.

La verità è che i bancari che hanno venduto le obbligazioni spazzature a operai, casalinghe e pensionati non lo hanno fatto solo per obbedire agli ordini ma soprattutto per lucrare le commissioni relative. Questo sui media sussidiati non si può scrivere, ma Mercati24 che è un sito di informazione libera non ha paura della verità e non ha paura di fare proposte scomode. Ad esempio: visto che bancari e dirigenza di Banca Etruria hanno rovinato con il loro comportamento migialia di persone, perché non utilizzare i TFR per risarcire i risparmiatori truffati?

E le altre popolari?

E le altre popolari italiane? Qualche giorno fa abbiamo fatto scalpore con un articolo sulla Popolare di Bari. Anche in questo caso c’erano magagne (tra cui una bella multa CONSOB tanto per gradire) ma sicuramente non si arriva ai danni fatti dal management della Popolare dell’Etruria. La cosa che colpisce, però, è il clima quasi omertoso che circonda le popolari: da Vicenza ad Arezzo, passando per Bari, fino a quando la gente non perde tutti i suoi soldi non si accorge di quello che sta succedendo. Il caso della Popolare di Bari è interessante anche per questo: una banca tutto sommato sana (non è sull’orlo della bancarotta) ma che perde dei soldi. Niente di strano, il capitalismo è fatto anche di errori, non si vince sempre. La cosa strana è che il giornale locale più influente, la Gazzetta del Mezzogiorno, invece di fare articoli per analizzare le cause delle perdite pubblica panegirici in cui si esalta il management e in cui si sottolinea come i soci siano contenti. Ora i soci contenti non sono e abbiamo ricevuto diversi commenti che lo dimostrano. Abbiamo anche censurato una decina di questi commenti perché contenevano offese personali pesanti contro il management e anche qualche minaccia. Quindi i giornalisti della Gazzetta del Mezzogiorno dovrebbero imparare a fare i giornalisti e non a scrivere publiredazionali che esaltano una realtà che non esiste. E questo è solo un esempio: anche ad Arezzo erano pochi a parlare prima che scoppiasse il bubbone. E perfino su internet si trovavano molti esaltati che consigliavano di investire in Oro con Banca Etruria. Pensate un po’ che fine ha fatto l’oro di queste persone…

L’Oro di Banca Etruria: la storia che ancora nessuno ha raccontato

Investire in oro conviene, su questo non ci sono dubbi. Tra coloro che investono in oro ci sono quelli che preferiscono l’oro fisico e quelli che invece guadagnano soldi puntando soprattutto su contratti derivati aventi l’oro come sottostante. L’obiettivo e le modalità dell’investimento sono completamente diverse e non possiamo dire che investire in oro fisico sia meglio o peggio rispetto a fare investimenti in derivati. Tutto dipende dalle modalità e dagli obiettivi.

Se investire in oro è un’ottima idea in generale bisogna anche analizzare le modalità con cui si investe. Purtroppo tra chi investe in oro fisico ci sono stati per anni i fan di Banca Etruria. Non è mai bello quando si sceglie un prodotto o un servizio in modo passionale, per amore del brand. Ora possiamo capire coloro che si innamorano di brand come Apple o Microsoft ma non capiremo mai coloro che si sono innamorati di Banca Etruria, la banca di Barbapapà Boschi che ha truffato migliaia di risparmiatori rimasti con un pugno di mosche dopo il salvataggio deciso dal Governo Renzi.

Ebbene, per anni molti tra coloro che investivano in oro fisico in Italia sceglievano i servizi di Banca Etruria. La cosa peggiore è che lo facevano in maniera irrazionale, per partito preso, senza ragionare sulla sicurezza dell’investimento, sulle modalità e sui rischi. Che fine abbia fatto l’oro fisico detenuto presso Banca Etruria non è dato sapere e i tanti paladini di Banca Etruria che ammorbavano i forum con le loro idee sull’oro fisico sembrano spariti completamente. Forse hanno tutti problemi di connessione, chi può dirlo. O forse si vergognano di ammettere pubblicamente che non solo avevano torto marcio ma hanno perso un sacco di soldi.

E con questo non vogliamo schernire gli investitori che hanno perso soldi. Gli investitori che hanno sbagliato fidandosi di Banca Etruria hanno tutta la nostra solidarietà e speriamo anche che possano recuperare i loro denari grazie all’intervento della Magistratura. Noi ce l’abbiamo con coloro che quasi quotidianamente magnificano Banca Etruria sui forum, persone che sicuramente hanno perso dei soldi ma che, soprattutto, hanno fatto perdere soldi anche a persone ignare.

Il quadro appare fosco ma le cose potrebbero stare anche peggio.

Adesso a piangere sono solo coloro che avevano l’oro in deposito presso Banca Etruria mentre coloro che avevano acquistato e ritirato l’oro fisico si sentivano al sicuro. L’avevano scampata bella. Ma forse anche no.

Perché la trasmissione televisiva Report ha scoperto che Banca Etruria vendeva oro contraffatto alla RAI tramite la Zecca dello Stato. In pratica la RAI distribuisce premi ai suoi concorrenti in gettoni d’oro che vengono coniati dalla Zecca dello Stato. La Zecca, a sua volta, acquista l’oro proprio da Banca Etruria. Ebbene, una concorrente insospettita ha fatto analizzare i gettoni d’oro vinti e ha scoperto che la quantità di oro presente era ben inferiore a quella dichiarata. Praticamente Banca Etruria ha rifilato per anni delle vere e proprie patacche alla Zecca dello Stato. E se le ha rifilate alla Zecca dello Stato, molto probabilmente anche gli investitori che hanno comprato oro fisico da Banca Etruria hanno ottenuto molto meno oro di quanto pagato.

Come investire in oro

plus500

La Banca gestita da Barbapapà Boschi si è rivelata un pessimo affare per tutti coloro che ci hanno avuto a che fare. Ma la lezione che possiamo apprendere da questa vicenda è molto più ampia. Fermo restando che il comportamento truffaldino di Banca Etruria è una competenza della Magistratura (sperando che le altissime protezioni a sinistra di cui gode la suddetta banca non rappresentino un ostacolo all’attività investigativa), ci chiediamo: comprare oro fisico da una banca italiana è il modo migliore per investire in oro?

La risposta è no, è un modo stupido. L’oro fisico quando è veramente necessario? Per proteggersi da catastrofi finanziarie epocali, è l’unico caso. Ebbene, in questo caso l’oro detenuto in Italia sarebbe immediatamente sequestrato dallo Stato, è già successo nella Storia e noi italiani siamo condannati a ripetere i nostri errori. Il possesso di oro fisico sarebbe dichiarato illegale e i malvagi possessori di oro equiparati ad evasori fiscali. I media sussidiati non si farebbero certo sfuggire l’occasione di montare una campagna contro questi pericolosi neoliberisti colpevoli di ogni sorta di crimini. L’oro sarebbe comprato dallo Stato italiano in cambio di qualche pezzo di carta straccia.

Chi vuole investire in oro fisico come protezione da eventi catastrofici dovrebbe depositare l’oro fuori dai confini nazionali, possibilmente in paesi con certezza del diritto. In pratica, l’oro fisico bisogna tenerlo in Svizzera, facendo le opportune dichiarazioni fiscali.

Chi vuole ottenere invece un profitto dall’oro deve utilizzare i derivati e deve operare online. Non c’è altro modo. La migliore piattaforma per fare trading on line di Contratti aventi come sottostante l’oro è Plus500.

La piattaforma di trading online Plus500 è sicura, affidabile, onesta (altro che Banca Etruria). E’ autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority britannica e questo significa che gli standard di sicurezza e affidabilità offerti ai clienti sono elevatissimi. Plus500 è completamente gratis, non applica nessun tipo di commissioni e offre anche un bonus gratis a tutti coloro che aprono un conto di trading reale.

Grazie a Plus500 è possibile operare sul mercato dell’oro ma anche su altre materie prime come il petrolio e su tutti gli altri principali mercati finanziari, dalle azioni al forex.

Per aprire subito un conto con Plus500, clicca qui
.

Clienti truffati da Banca Etruria, rinviati a giudizio 30 direttori

L’Italia non è un paese per risparmiatori e questo lo sappiamo. Negli ultimi 2 anni i risparmiatori truffati dalle banche sono stati centinaia di migliaia e pochissimi di loro hanno avuto la soddisfazione di un tribunale che condanni i colpevoli. Sembra (sembra) che nel caso di Banca dell’Etruria le cose possono andare diversamente. La procura di Arezzo sembra stia per chiedere il rinvio a giudizio di 30 direttori di filiali, con l’accusa di truffa aggravata.

Non possiamo che salutare con immensa soddisfazione la decione della procura, magari auspicando che al più presto un provvedimento simile possa essere preso anche a Bari, dove 70.000 azionisti attendono con ansia di poter riavere almeno una parte dei propri risparmi incautamente affidati alla Banca Popolare di Bari.

Ma è meglio che gli azionisti e i risparmiatori fottuti di tutta Italia non si rallegrino troppo presto: la magistratura ha per il momento solo rinviato a giudizio i 30 direttori di banca. Purtroppo sappiamob bene che dal rinvio a giudizio alla condanna c’è una grande differenza e questa differenza è abissale quando si tratta di dipendenti di una banca schierata politicamente come Banca Etruria.

Non dimentichiamo, infatti, che la Banca è stata il regno incontrastato del padre di Maria Elena Boschi, ministro principale del Governo Renzi. Il ministro osò dire in parlamento che il padrea è un gentiluomo di campagna, peccato però che un miliardo di euro, che questo gentiluomo di campagna aveva il dovere di gestire come vice presidente della Banca, si sia volatilizzato.

Adesso arriva l’accusa di truffa aggravata per questi primi 30 direttori di Banca Etruria. La magistratura, giustamente, ritiene una vera e propria truffa che le obbligazioni subordinate, ad altissimo rischio, siano state vendute anche a investitori assolutamente inesperti. Le violazioni sono molte e tutte documentate: in alcuni casi gli ignari investitori sono stati convinti che il prodotto era assolutamente sicuro. In altri è stato aggirato il limite sul livello di investimento. Trattandosi di investimento ad altissimo rischio (chi ha avuto la sfortuna di investire ha perso tutto), le normative prevedono che solo una piccola parte del patrimonio possa essere concentrato su queste obbligazioni.

Per i direttori e gli impiegati di Banca dell’Etruria non è stato un problema: hanno semplicemente dichiarato il falso. Hanno convinto ignari clienti, di solito anziani, a investire il 100% del patrimonio su questi investimenti spazzatura, salvo poi dichiarare che si trattava solo del 10% o anche meno. Insomma, i dipendenti di Banca Etruria, pur di fare incetta di commissioni o di farsi belli di fronte ai propri superiore. Se per riuscirci dovevano rovinare qualche risparmiatore innocente, pazienza.

Il fatto è che uno di questi risparmiatori truffati, il pensionato di Civitavecchia di Luigino D’Angelo, si è tolto la vita per aver perso più di 100.000 a causa della truffa di queste obbligazioni subordinate. E questo ha convinto la magistratura a indagare a fondo. Il nostro auspicio è che nessuno dei più di 70.000 azionisti fottuti faccia un gesto estremo e che la magistratura possa muoversi in maniera incisiva prima che qualcuno sia costretto a farlo. La strada giusta è proprio quella segnata dalla Procura di Arezzo: la vendita di strumenti ad altissimo rischio (come sono le obbligazioni subordinate o ancora peggio le azioni non quotate di Banca Popolare di Bari) senza seguire alla lettera le procedure previste dalla legge deve essere considerata come truffa aggravata e chi l’ha organizzata e realizzata deve essere giudicato per questo reato.

maria etruria boschi

Per il momento l’indagine non ha toccato ancora Maria Etruria Boschi ma speriamo che il ministro possa rendersi conto della sua posizione e rassegnare le dimissioni. Siamo sicuri che non troverà alcun problema a trovare nuove fonti di reddito dopo aver lasciato il lauto stipendio ministeriale.

I risparmiatori truffati dalle banche italiani hanno il diritto di avere indietro i propri soldi, fino all’ultimo centesimo e con gli interessi legali, i loro soldi. Ma soprattutto hanno il sacrosanto diritto di vedere dietro le sbarre i direttori di filiale e gli impiegati che li hanno truffati deliberatamente e che poi magari hanno anche riso della loro ingenuità.

Le procure si muovano, in tutta Italia ma soprattutto a Bari. E soprattutto prima che succeda qualche evitabile tragedia. In fondo questi impiegati bancari hanno dimostrato di sapersi muovere meglio degli ideatori della truffa Forexclusive. E’ ora che qualcuno decida di fermarli e di far pagare loro il male che hanno fatto.

Banca Etruria: tutti assolti. Indignati i risparmiatori

Novità per la questione Banca Etruria, e questa volta si tratta di qualcosa destinato a far scalpore. Il Tribunale di Arezzo ha infatti assolto i vertici di Banca Etruria sul reato di ostacolo alla vigilanza. La bancarotta però rimane.

Fornasari Bronchi Banca Etruria

Fornasari Bronchi Banca Etruria

La sentenza che riguarda i vertici di Banca Etruria è stata emessa: “Il fatto non sussiste”. Sono stati dunque assolti l’ex presidente dell’istituto Giuseppe Fornasari, l’ex dg Luca Bronchi e il direttore centrale Davide Canestri, che furono dunque accusati di aver fornito informazioni inesatte ed incomplete alla Banca d’Italia. Gli imputati erano dunque ritenuti colpevoli di aver mascherato le reali condizioni economiche in cui si trovava la banca tra il 2011 e il 2013, ostacolando quindi il lavoro di vigilanza della Banca d’Italia e della CONSOB.

Il tribunale ha dato, nonostante tutto, ragione alla difesa, affermando che gli imputati avevano reso noto a Bankitalia gli elementi fondamentali e che era stata la stessa CONSOB ad approvare l’operazione in questione. Si tratta quindi di una sentenza fondamentale in quanto andrebbe a dichiarare il fatto che i vertici di Banca Etruria avrebbero operato nel giusto. Una truffa in pieno stile Dubai Lifestyle App quindi.

Banca Etruria: ancora bancarotta ma nessun ostacolo alla vigilanza

L’Ex dirigenza di Banca Etruria è stata quindi assolta dal tribunale di Arezzo, dall’accusa di ostacolo alla vigilanza. L’istituto di credito è come ricordiamo, una delle quattro banche che furono graziate dal governo durante lo scorso Novembre.

Il tribunale, dando quindi ragione alla difesa, ha chiarito il fatto che gli imputati (i vertici di Banca Etruria prima dello scandalo).

Secondo il GUP, per quanto concerne i crediti deteriorati, tutti i criteri internazionali di contabilità ed accantonamento sarebbero stati rispettati. Il procuratore Rossi ha però affermato dopo la sentenza, che la procura è pronta a ricorrere in appello, e che la sentenza appena data non ha niente a che vedere sull’altra accusa più importante: di bancarotta e truffa.

Le nuove indagini si concentrano infatti sui reati di false fatturazioni e di omessa comunicazione al Consiglio di Amministrazione per quanto concerne il conflitto di interessi in relazione ai fidi concessi dalla banca a società collegabili ad alcuni amministratori. Il punto focale della questione, sono alcune consulenze, così come la liquidazione dell’ex direttore generale Bronchi, i fidi concessi e i premi aziendali concessi, e ovviamente anche la vicenda più importante: la vendita di obbligazioni secondarie a tutti i risparmiatori inconsapevoli dei rischi connessi a tali strumenti finanziari.

Si è creata anche una associazione “Ass. Vittime Salva Banche”, che ha subito affermato che l’assoluzione dei vertici sia “vergognosa ed inammissibile”.

Nuova Banca Etruria

Nel gennaio del 2016 la Nuova Banca Etruria nasce subito dalle ceneri per risistemare il bilancio, chiedendo subito il rientro di fidi e prestiti ai correntisti. Una società immobiliare di Arezzo, imbestialita dal comportamento di Banca Etruria, non ci sta e si adopera per via legali grazie ad un avvocato di Roma esperto in diritto Bancario.

La causa inizia il 16 Aprile 2016, la prima richiesta è l’intimazione alla banca di fornire la sua licenza bancaria. Bankitalia non ha però ancora provveduto a mostrare la licenza. La richiesta del giudice non è stata quindi ancora soddisfatta, l’unico documento ad oggi mostrato da Bankitalia sarebbe quello in cui nel 2015 la Banca Centrale Europea autorizza la creazione di una società ponte per risolvere il disastro delle 4 banche regionali. È stato anche opposto il segreto d’ufficio.

Lascia un commento