Mercati azionari

Quotazione Unicredit, valore delle azioni in Borsa

La quotazione Unicredit è il valore dell’azione quotata in Borsa Italiana a Milano che desta interesse e attira sempre più l’attenzione degli investitori sia privati.

È una delle azioni più note in Italia e amplifica sempre più un portafoglio azionario variegato. Unicredit è sempre stata e continuerà ad essere una delle azioni più quotate nella Borsa Italiana, e inciderà sulla borsa di Milano nel corso del 2018. Per chi vuole investire in Borsa in Italia, Unicredit è decisamente uno dei titoli più importanti.


Grafico in tempo reale quotazione Unicredit

Unicredit azioni: qual’è l’ andamento della quotazione

Unicredit ha voluto rimarcare la propria presenza sul territorio in ambito patrimoniale, rilasciando alcuni asset come Pioneer per esempio e tanti altri crediti non esigibili, o esigibili solo in parte.

Su più fronti ha consentito che si verificassero gli aumenti di capitale che hanno fatto sì che la Banca potesse rafforzarsi nel suo patrimonio.

Qualsiasi notizia che riguarda la banca, ha di certo subito conseguenze sulla quotazione Unicredit e consente una speculazione se si è abbastanza lungimiranti sui dati a disposizione. Il prezzo delle azioni è in aumento in media già dallo scorso anno e si è passati da una fase iniziale 10 euro avutasi a dicembre 2016 ad una finale di 17,59 euro di dicembre 2017.

Questa variazione in aumento del valore dell’azione ha consentito a chi possiede Unicredit, di avere un guadagno, e di conseguenza un profitto. Le notizie positive, in questi ultimi periodi, hanno pure consentito alla quotazione Unicredit di sfiorare il prezzo di 18 euro.

Questo andamento medio in rialzo costante da inizio anno 2017, ha consentito a chi ha fatto trading, di ottenere un profitto, in particolare a chi ha fatto trading con i CFD, in quanto non deve essere in possesso direttamente l’azione, ma può anche godere dei benefici dei dividendi Unicredit.

Quotazione Unicredit con Plus500 ed eToro

Per fare trading sulla quotazione Unicredit consigliamo alcuni broker molto noti e autorizzati che non applicano alcuna commissione:

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Spesso queste piccole annotazioni permettono di evitare di essere truffati da intermediari con sede in quelli che sono definiti ” paradisi fiscali”, luoghi in cui sono consentite truffe di trading.

Azioni Unicredit

La banca Unicredit è un’azione quotata nell’indice FTSE MIB, il principale indice di riferimento dei mercati azionari italiani, ma a partire dal 2005 le azioni Unicredit sono quotate anche alla Borsa di Francoforte (Frankfurt Stock Exchange) e alla Borsa di Varsavia dal 2007 (Warsaw Stock Exchange).

Inoltre pare che l‘indice FTSE-Mib è costituito da azioni di primo livello che sono in totale ben oltre l’80% della capitalizzazione di mercato italiano. Il numero di azioni ordinarie Unicredit in circolo raggiunge anche i 6.084 milioni.

Si deve poi ricordare che nel 2016 le azioni di risparmio sono 2.520 milioni per un totale di  azioni che sfiora i 6.180 milioni di unità.

I maggiori azionisti di Unicredit sono:

  • Aabar Luxembourg S.A.R.L.,
  • BlackRock Inc.,
  • Fondazione Cassa di Risparmio Verona, Vicenza, Belluno e Ancona,
  • Central Bank of Libya
  • Fondazione Cassa di Risparmio di Torino.

Gli altri azionisti restano invece al di sotto della quota significativa del 2% dove si possono trovare molti piccoli investitori anche italiani.

Azioni Unicredit andamento attuale

Il fattore chiave per la sottoperformance dei titoli azionari di Unicredit tra il 2012 e il 2015 si è affievolita in virtù di una ripresa economica in tutta la zona euro.

Il prezzo delle azioni UGC è molto economico, tanto che il valore del listino prezzi, a 0,67 volte, di Unicredit dà prova del potenziale di raddoppiare il valore del prezzo durante i prossimi 3-5 anni.

Questa è un pronostico volatile per un investitore bancario: la volatilità è con molta probabilità molto alta e gli eventi politici in Europa sono molto complessi da prevedere.

Dall’Unicredit si dice che “Le banche italiane operano in condizioni macroeconomiche ancora più rigide di quelle con sede in Francia per esempio, ma ancora una volta, la ripresa della zona euro potrebbe dare un po’ di respiro all’Italia e ai suoi principali istituti di credito Unicredit e Intesa. Sempre consapevoli dei gravi rischi assunti, un investitore bancario coraggioso potrebbe acquistare opzioni in acquisto a breve termine nei principali istituti di credito italiani quotati, sperando di approfittare della ripresa temporanea dell’economia italiana.

Questo in quanto l’economia italiana è ancora altalenante, ma sulla base della ripresa europea, sta vivendo numeri progressivamente più positivi.

Questa dinamica dovrebbe permettere alle banche italiane do migliorare la propria solvibilità e redditività nel giro di 3-5 anni.

Il prezzo delle azioni di Unicredit (OTCPK: UNCFY) (OTCPK: UNCFF) è aumentato da 14,95 a 16,39 euro (+ 9,66%) e il prezzo delle azioni di Intesa (OTCPK: IITOF) è salito da 2,67 a 2,77 euro ( + 3,7%).

Pare quindi che ci sia ancora un fondamentale margine di manovra per questa strategia al rialzo a lungo termine.

Quotazione Unicredit e relazione con la situazione economica italiana

Attualmente l’economia italiana non ha la giusta competitività in termini di costi tecnologia rispetto ad altri partner commerciali chiave dell’eurozona. Tuttavia, la ripresa a livello di area dovrebbe aiutare il PIL italiano a stabilizzarsi e ad aumentare moderatamente nei prossimi 3-5 anni.

Cosa accadrà nella prossima crisi quando gli squilibri strutturali torneranno a galla dipende tutto dalla speculazione. E in base a questo punto di vista, il tasso di crescita del PIL in un anno è aumentato all’1,5% a luglio 2017, dallo 0,4% di gennaio 2017. Gli investimenti fissi lordi hanno ottenuti un aumento del tasso di crescita da gennaio, circa il 6% tra allora e oggi.

La disoccupazione è bassa, intorno all’11%, e il tasso di occupazione ruota intorno al 58%, il 2% in meno rispetto a quello degli Stati Uniti. Ciò dipende in particolare dalla modica crescita economica mista ad un basso tasso di natalità.

Sulla stessa lunghezza d’onda del panorama di un’economia in un margine di miglioramento, l’inflazione si mantiene intorno all’1%, in aumento rispetto ai tassi negativi all’inizio del 2017. La minaccia di una spirale di deflazione negativa è stata respinta con tutta probabilità su base permanente, data la diffusa ripresa del Unione.

Infine, i prestiti al settore privato sono calati di gran lunga negli ultimi tre anni, da circa 800 miliardi di euro ai livelli attuali di 731 miliardi di euro. La fragile situazione del sistema bancario italiano, più che l’evoluzione del PIL italiano, pare sia il colpevole di questa deludente evoluzione, che si ritenga possa cambiare nel futuro prossimo.

In termini di leva pubblica e privata, il livello del debito privato è molto basso se confrontato con la media della zona euro e ad altri paesi leader come la Francia, la Spagna, o anche Stati Uniti, che sforano il 200% del PIL.

Contro questo profilo di finanziamento conservativo, il debito pubblico è salito alle stelle, ma in un contesto di bassi tassi di interesse  e un PIL in crescita,  che non dovrebbe essere un problema durante il parte al rialzo del ciclo.

Infine, la bilancia commerciale è di gran lunga positiva, ma va detto che un nucleo di aziende italiane è molto competitivo sulla scena mondiale. Nell’insieme, l’economia italiana sta vivendo un leggero recupero con luci ed ombre: secondo un aspetto negativo, sembra essere in svantaggio competitivo all’interno dell’Eurozona; su un aspetto positivo, mostra un basso livello di leva finanziaria.

Unicredit dividendi alti o no

Unicredit è stato sempre ritenuto un giocatore più fragile rispetto a Banca Intesa. Definito come un “entusiasmante gruppo di imprese internazionali“, il suo alto ROE  è calato quando la banca ha attraversato una faticosa ristrutturazione dopo la stretta creditizia, inclusa la vendita di attività estere in Europa orientale e in Asia e importanti turbolenze manageriali.

Dopo un periodo di ristrutturazione e ricerca dell’anima, Unicredit ha implementato il Business plan Transform 2019. Il piano 2019 prevede:

  • semplificare la rete internazionale delle controllate di proprietà di Unicredit in Europa
  • ridurre e razionalizzare i libri in sofferenza e rischi tramite cessioni e svalutazioni
  • razionalizzare e tagliare i costi in Italia e all’estero e, come conseguenza,
  • aumentare ROTE (Return on Equity) al 9% nel 2019.

In una situazione di ripresa macroeconomica in Italia e nell’intera Eurozona, questi scopi appaiono come fattibili. Oltre a un piano aziendale ragionevole supportato dalla ripresa dell’Eurozona, il fattore chiave per la sottoperformance dei titoli azionari di Unicredit tra il 2012 e il 2015  si è placato.

La pila di NPL di Unicredit ha cominciato ad aumentare nel periodo della crisi del credito nel 2007, ma, al contrario dei suoi concorrenti in Europa e negli Stati Uniti, ha continuato ad aumentare fino ad ottenere un livello massimo di 87 miliardi di euro a dicembre 2014.

In questo modo, attraverso svalutazioni e cessioni, l’ammontare dei crediti in sofferenza si è abbassato a 77 miliardi di euro per la fine 2015 e a 51 miliardi di euro alla fine del terzo trimestre 2017.

Questa evoluzione rispetta il miglioramento dei dati macro italiani e dovrebbe continuare in futuro. Bisogna anche tener conto che Unicredit controlla Fineco ed è una vera e propria gallina dalle uova d’oro per gli azionisti (molto meno per coloro che fanno trading con Fineco e vengono spennati con le commissioni di trading).

Previsioni su Unicredit azioni 2018 – 2019 – 2020

Il prezzo delle azioni di Unicredit ha raggiunto una posizione abbastanza volatile e deludente negli ultimi 5 anni, in particolare a causa del preoccupante aumento dei prestiti in sofferenza, in particolare nel 2014 e nel 2015.

Dopo il crollo del 2008, le azioni UCG hanno ottenuto un recupero da minimi di circa € 6,7 nel settembre 2011 a un massimo di € 68 nell’aprile 2014, solo per rivivere i timori di solvibilità a € 12,16 nei primi mesi del 2017, con una perdita del valore delle azioni di circa l’81%.

Sulla base di positive prospettive economiche e del calo delle scorte di NPL, il prezzo di UCG si è accresciuto nel corso del 2017 a 16,62 euro, il 31% in più in 10 mesi.

In termini di valore del listino prezzi, a 0,67 volte, Unicredit ha messo in risalto un potenziale fondamentale nei prossimi 3-5 anni. Se la ripresa dell’Eurozona continua e la gestione attuale dà il piano industriale 2019 il prezzo delle azioni di Unicredit può con facilità raggiungere livelli coerenti con il valore di prezzo di 1-1,3 volte e quindi raddoppiare il suo valore attuale.

Si tratta di una scommessa ad alto potenziale e volatile per un investitore bancario: la volatilità sarà quasi sicuramente molto alta e gli eventi politici in Europa non sono molto prevedibili: qualcosa potrebbe non andare per il verso giusto, mentre sul lato positivo, il rialzo è davvero impressionante.

Un investitore prudente delle banche potrebbe destinare una parte contenuta del proprio portafoglio a Unicredit; un investitore bancario audace potrebbe avere più aspettative su di esso, ma deve essere molto consapevole dei rischi che sta vivendo.

Avere delle previsioni sulle prospettive della quotazione di Unicredit non è comunque semplice. Per capire quale direzione debba essere preso dal prezzo del titolo e quindi capire se vale la pena comprare o vendere Unicredit, si devono tenere in considerazione una serie di fattori tra i quali anche quello che è il contesto macroeconomico generale.

Di solito se si prova a stimare l’andamento di una qualunque quotazione si valuta quella che è stata la storia passata secondo l’analisi tecnica ma si deve fare molta attenzione anche alle indicazioni presenti nei bilanci e nelle trimestrali, ai dati sul dividendo, all’eventuale esistenza di piani strategici in corso di realizzazione e di profit warning e ai giudizi fornita dagli analisti.

Da tenere inoltre a mente è il fatto che anche l’andamento dei titoli competitors è un fattore da considerare con importanza. La variabili da esaminare prima di azzardarsi in previsioni sulle azioni Unicredit, sono quindi variegate. Ma non si tratta solo di questo. Vicino ad elementi che si possono considerare come fissi e validi per tutte le azioni, ci sono poi fattori più specifici che ineriscono a notizie e soprattutto rumors sulla quotata.

Questo rumors, infatti, è ideale se si vuole guadagnare velocemente con le azioni Unicredit anche perché, il rischio che si arrivi ad una smentita, resta comunque alto. Per investire con i CFD, le indiscrezioni sono probabilmente l’arma migliore in quanto destiate ad esaurirsi in un brevissimo lasso di tempo. In una ipotetica scala dopo i rumors vengono la pubblicazione dei dati di bilancio e determinate notizie ufficiali.

La quotazione Unicredit, infatti, può subire variazioni se alcuni dati del bilancio sono più favorevoli delle attese degli analisti e quindi, in questo caso, è bene sempre prima conoscere quelle che sono le stime sul consensus, di solito diffuse dalla stessa banca, e poi attendere il momento preciso della pubblicazione dei conti.

Sul lungo periodo, poi, la situazione è ancora più difficile se si ha la necessità di avere una view di insieme sulla prospettive del titolo. Certamente quindi se si vuole compiere  investimenti sul lungo periodo si dovranno tenere presenti non solo le stime sui bilanci futuri ma anche i fattori di quelli passati e si dovrà anche andare a compiere un approfondimento sulle politiche monetarie della Banca Centrale Europea e sulle condizioni macroeconomiche di quei paesi in cui Unicredit è più radicata, quindi Italia ed Est Europa.

Ma tutto questo potrebbe anche non essere sufficiente senza uno studio totale su tutti i report pubblicati dalle varie agenzie di rating sulle prospettive del titolo. Dunque se si vuole investire oggi sul lungo periodo in azioni Unicredit si tratta di implementare una mole non indifferente di accertamenti.

Come e dove acquistare azioni Unicredit

Per quel che riguarda le modalità di comprare le azioni Unicredit per investire oggi sul titolo, esse possono essere comprate in molti modi.

Non bisogna più recarsi in banca per acquistare le azioni, oggi si può giocare in borsa anche dal proprio PC. Si possono tranquillamente aprire dei conti presso un intermediario finanziario di CFD e speculare direttamente sulla quotazione Unicredit.

Cosa sono i CFD e qual è la loro relazione con Unicredit?

I CFD sono dei contratti per differenza che mostrano quello che è l’andamento di un titolo in un determinato periodo di tempo come avviene per l’Unicredit. Comprando un CFD che ha come sottostante l’azione Unicredit, si può ottenere guadagni sia se il prezzo sale di valore sia se si abbassa.

Se si presta attenzione alla quotazione Unicredit, tali aspetti sono marginalmente facili da individuare. Il CFD è molto più facile da gestire, perchè non è un’azione e non permetter tutta quella serie di commissioni che bisogna pagare come i bolli del conto titoli per esempio.

Si può pure fare trading con la leva finanziaria e ricavarne un profitto anche se il titolo va di gran lunga in perdita.

Con entrambe le strategie si ottiene un profitto comprando a prezzi bassi e vendendo a prezzi alti. Nel primo caso il profitto quasi sempre è solo a lungo termine, mentre nel secondo caso si può ottenere guadagni pure nel breve periodo. Inoltre, poi, attraverso il trading di CFD a breve termine si può ottenere un guadagno nello stesso periodo di negoziazione.

La strategia al ribasso, infatti, prende in considerazione i movimenti a breve termine del mercato. Molti trader principianti tentano un guadagno attraverso il trading sulle azioni Unicredit al ribasso con la strategia a breve termine.

Il punto di forza del trading online sulla quotazione Unicredit è che, contrariamente a quello che succede se si decide di acquistare davvero azioni della banca con i CFD non si pagano commissioni fisse e quindi il guadagno risulta sempre netto da ogni costo e il profitto lo si può prendere dal conto quando si ritiene opportuno.

Abbiamo già citato due delle migliori piattaforme CFD per fare trading su azioni Unicredit, Plus500 ed eToro. Plus500 (clicca qui per il sito ufficiale) è veramente una piattaforma professionale, con strumenti avanzati. eToro (clicca qui per il sito ufficiale) è molto semplice da utilizzare e consente di copiare in modo completamente automatico e senza costi, quello che fanno i trader piàù bravi.

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