Rai: questa privatizzazione non sa da fare

privatizzazione raiQuando ho sentito l’elenco delle privatizzazioni che il Governo vuole fare per fare cassa (e già privatizzare per coprire le spese corrente invece che per l’ammortamento del debito pubblico è un atto criminale) mi sono venuti i brividi. Ho sentito ENI, ENEL o altra aziende che sono una sorta di cash cow per le esauste casse dello Stato visto che portano immensi benefici, anno dopo anno, in termini di cedole. Sarebbe un crimine, o meglio un favore ai soliti noti, venderle adesso magari a prezzo scontato. Probabilmente il solo nominare queste aziende ha fatto venire l’acquolina in bocca a diversi gruppi di potere (stranieri con complici italiani). ENI o ENEL non devono essere cedute, non deve essere ceduta nemmeno un’azione a questi prezzi. Una cosa fattibile è quella di far pagare da ENI un grosso dividendo straordinario per dare un qualche sollievo alle casse pubbliche. Per ENEL non è possibile visto che dall’epoca in cui Massimo D’Alema fece dell’ENEL il suo partito azienda, grava su di lei un debito monstre che non può in nessun caso essere aggravato.

Ma una privatizzazione che è stata nominata mi è piaciuta parecchio. Ho subito immaginato che, per prima cosa, si potrebbe abolire il canone che serve a pagare stipendi faraonici a chi ha fatto la scelta politica giusta (il caso di Fabio Fazio è solo l’ultimo di una lunga serie di scandali) e comunque una sistemazione dignitosa a tanti autoproclamati giornalisti che sicuramente non potrebbero lavorare da nessuna altra parte. Non nel senso che in RAI lavorino, comunque, ma almeno li lo stipendio a fine mese lo incassano.
Finalmente, mi immaginavo, avremo un’informazione realmente pluralista, finalmente il conflitto di interessi sarà risolto almeno per una metà del duopolio, finalmente ci avviamo a diventare un paese moderno.

Poi il sogno è finito. Saccomanni ha detto che anche se si privatizza la RAI resta pubblica quindi il canone si continua a pagare ed è una bella cifra che avrebbe potuto aiutare i bilanci familiari. I sindacati hanno minacciato subito fuoco e fiamme, ci mancava solo che organizassero la presa del palazzo di inverno. E la politica ha subito detto no. Dopo tutto non avrebbero poi dove piazzare starlette di terza scelta da premiare per i loro servigi sessuali.

Lasciamo perdere, il default ce lo meritiamo proprio. E speriamo che avvenga, magari gli italiani imparano qualcosa.

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