Rally del Petrolio. Arabia Saudita chiude i rapporti con Qatar

Il prezzo del Petrolio è letteralmente impazzito in queste ore. Le tensioni nel Medio Oriente stanno portando gli investitori a credere che la produzione di greggio possa definitivamente saltare.

Durante questa prima sessione della settimana, il prezzo del petrolio è salito moltissimo principalmente a causa di una questione diplomatica nel Medio Oriente, che ha portato l’Arabia Saudita a troncare i propri rapporti con il Qatar.

Prezzo del Petrolio cresce: Qatar escluso

Gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein, Egitto ed Arabia Saudita hanno deciso di tagliare tutti i rapporti con il Qatar durante la giornata di lunedì, accusando la nazione di finanziare il terrorismo e di intromettersi negli affari interni di questi paesi del Medio Oriente.

L’agenzia di stampa del Qatar ha pubblicato durante il mese scorso dei commenti in cui viene elogiato l’operato di Hamas e dell’Iran. Hamas viene dichiarato come rappresentante del popolo palestinese. Arabia Saudita, gli EAU, il Bahrein e l’Egitto hanno deciso di oscurare i siti internet di svariate aziende qatariote.

Le quattro nazioni arabe hanno annunciato di ritirare il loro personale diplomatico dal Qatar, accusando il paese di sostenere il terrorismo e destabilizzando la regione attraverso il suo sostegno ai gruppi islamici e alle sue relazioni con l’Iran.

La compagnia aerea di Abu Dhabi, Etihad, ha detto che stava sospendendo i voli verso il Qatar “fino ad un nuovo avviso”.

Emirates, il vettore con sede a su Dubai, ha annunciato che sospenderà i voli verso la nazione già da martedì.

Il Qatar ha dichiarato che non c’è alcuna giustificazione legittima per l’azione coordinata, aggiungendo che i suoi cittadini non sarebbero stati colpiti dalla “violazione della loro sovranità”.

Nel frattempo, Qatar Airways ha affermato che sta sospendendo tutti i voli verso l’Arabia Saudita.

Prezzo del Petrolio: cosa sta succedendo?

Queste nuove tensioni nel Medio Oriente stanno portando il prezzo del petrolio a salire, in quanto potrebbe esserci un calo dell’offerta dovuto ai probabili rallentamenti della produzione.

Se diamo uno sguardo ai mercati, i futures sul greggio di luglio sono attualmente scambiati ad un prezzo di poco superiore ai 48,20 dollari al barile, in aumento dell’1,1%. Il Brent sull’ICE di agosto è in fase rialzista di oltre 50 centesimi, pari ad un +1,1%, a 50,50 dollari al barile.

Secondo gli analisti, il rally attuale del Petrolio sembra tuttavia sembrare una mossa totalmente speculativa, in quanto non sembra esserci stato un impatto totalmente diretto sulla produzione oppure sull’espertazione del petrolio.

Opec in discussione

Il Qatar, al centro di questo nuovo scandalo, è anche un membro dell’OPEC. Potrebbe quindi decidere di uscire dall’accordo sulla diminuzione della produzione. Questo potrebbe quindi portare molte altri nazioni a seguire il percorso del Qatar.

Durante l’anno scorso, il gruppo OPEC ha preso una decisione storica, stabilendo di tagliare la produzione di ben 1,2 milioni di barili al giorno per cercare di diminuire l’offerta. Questo ha consentito al prezzo del Petrolio di salire, ma successivamente c’è stato un crollo a causa dell’aumento della produzione da parte di Stati Uniti e Libia.

USA: produzione ai minimi

Se da un lato le tensioni geopolitiche stanno portando il prezzo del Petrolio a salire, anche fattori puramente tecnici come il crollo della produzione da parte degli USA, sta consentendo all’Oro nero di risollevarsi.

Le statistiche dell’EIA hanno mostrato un crollo shock del greggio: 6,4 milioni di barili in meno, seguito da 2,9 milioni di barili per quanto concerne le benzine.

Sia Brent che WTI hanno visto un crollo del 3% durante la sessione dello scorso mercoledì, per poi recuperare.

Tornando a parlare dell’offerta, le scorte negli ultimi due mesi hanno continuato a scendere per ridursi ad un totale di 25,6 milioni di barili. L’OPEC è quindi riuscita a tagliare la produzione.

Tuttavia gli Stati Uniti hanno attualmente 509,9 milioni di barili, in grandissima fase di riduzione. Gli stoccaggi USA infatti sono stati “svuotati” non a causa dei consumi interni, ma bensì per le esportazioni. 1,3 milioni di barili nati in USA sono infatti stati esportati la settimana scorsa, segnando quindi un vero e proprio record.

Il Futuro del Petrolio

Il prezzo del Petrolio potrebbe quindi continuare al rialzo, ma è necessario che il prezzo “sfondi” la resistenza psicologica posta sul livello dei 50 dollari e poi successivamente i 55.

Per quanto concerne invece la crisi geopolitica, crediamo che il prezzo non potrà più essere influenzato adesso da questa situazione, in quanto secondo Phin Ziebell, economista della National Australia Bank gli sviluppi recenti sono stati in gran parte una mossa speculativa.

Le Borse Asiatiche hanno reagito in maniera abbastanza buona durante il Weekend nonostante gli attenti oltremanica, la preoccupazione principale è stata appunto la questione mediorientale sul greggio.

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