Rcs, nuova Opa di Bonomi: 0,80 euro. Il Cda di via Rizzoli respinge l’offerta al rialzo di Cairo: migliorata ma non congrua

RCS Opa Bonomi

Nonostante l’instabilità finanziaria causata dall’esito del Referendum britannico sull’uscita dall’Ue, continua la battaglia per Rcs. Venerdì sera la cordata guidata da Aldo Bonomi (che ha come soci Diego Della Valle, Mediobanca, Pirelli e UnipolSai) ha rivisto al rialzo il prezzo dell’ops in contanti sul gruppo “Corriere della Sera” del 14,3%, passando da 0,70 euro a 0,80 euro per azione. La nuova offera dell’International Media Holding di Bonomi arriva sette giorni dopo il rilancio della Cairo Communications.

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Tenuto conto del prezzo corrente delle azioni ordinarie del gruppo guidato da Urbano Cairo (4,172 euro), l’offerta avanzata dall’editore di La7 valorizza Rcs a 0,668 euro per azione. La nuova offerta di Bonomi, dunque, incorpora un premio di circa il 19,8% rispetto all’ops della Cairo Communications e superano del 7% il prezzo ufficiale di Rcs alla chiusura di venerdì (0,7482 euro).

Ora Cairo avrà tempo fino a venerdì prossimo per modificare, eventualmente, la propria ops: per pareggiare il rilancio di International Media Holding dovrebbe alzare il concambio da 0,16 a circa 0,185.

Nel frattempo, Il Cda di Rcs boccia per la seconda volta l’offerta di Urbano Cairo. Il board di via Rizzoli, pur sottolineando come l’offerta in questione sia stata migliorata del 33,3%, “valuta non congruo il corrispettivo”. Nelle motivazioni della bocciatura, contenute in una nota del Cda, viene sottolineato come, tra le altre motivazioni, “il rapporto di scambio implicito di 0,20 azioni Cairo per ogni azione Rcs è superiore a quello previsto nel corrispettivo dell’Ops incrementato, pari a 0,16 azioni”. Nel documento si pone l’attenzione sulla “la mancanza di proiezioni economico-finanziarie relative al 2016 in prossimità della chiusura del primo semestre” che rende “di difficile apprezzamento le proiezioni economico-finanziarie” del piano del gruppo guidato dall’editore piemontese.

Da un punto di vista industriale, Rcs fa notare evidenzia il supplemento al documento d’offerta di Cairo “non contiene elementi di novità rispetto a quanto già riportato”.

Sulla fusione Rcs-Cairo “si sottolinea l’orizzonte temporale molto ampio, la mancata prospettazione di un range di concambio indicativo e l’incertezza rispetto all’avvio della fusione e ai suoi termini e condizioni”. Nel documento si fa notare come l’esercizio della delega all’aumento di capitale rimane nella esclusiva disponibilità di Cairo Communication e, “non essendo noto il prezzo delle eventuali nuove azioni, rende incerto il valore delle partecipazioni rivenienti”.

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