Regno Unito: tasso disoccupazione mai così basso dal 1975

Regno Unito - Tasso di disoccupazione

Se “Andiamo a Londra” è ormai diventato il nuovo motto dei giovani italiani, sicuramente il motivo risiede nella ottima occupazione (e anche poca disoccupazione) oltremanica. Non sorprende nessuno con il tasso di disoccupazione nel Regno Unito è ai minimi livelli da 42 anni a questa parte. Continua a leggere per saperne di più su quello che sta succedendo in Gran Bretagna nel mondo del lavoro.

Il mercato del lavoro oltremanica, oltre ad essere già estremamente in salute, continua a battere record su record, in quanto ha segnato un nuovo miglioramento registrando la percentuale di disoccupati più bassa dal lontano 1975. Questo è un record che è stato battuto per la prima volta oggi dopo ben 42 anni.

Come viene affermato nel calendario economico, il tasso di disoccupazione in Inghilterra è incredibilmente sceso al 4,6% contro il 4,7% del mese precedente.

Nonostante questo, le richieste dei sussidi di disoccupazione sono aumentate di ben 19.400 unità durante il mese di aprile, smentendo il calo stimato di 7500 ma comunque in calo rispetto all’aumento di 33500 che ci fu il mese precedente.

Tuttavia non tutti i dati pubblicati sono stati positivi. Il tasso di crescita dei salari medi (esclusi i bonus) ha infatti denotato un cambiamento di +2,1%, in timida frenata rispetto al 2,2% del trimestre scorso. Il cambiamento comprendente i bonus invece è del +2,4% rispetto al +2,3% precedente.

L’economia sta comunque frenando

Nonostante i dati sul calo della disoccupazione in UK siano assolutamente ottimi, la Brexit sta iniziando a dare i suoi primi effetti collaterali.

È passato poco meno di un anno dalla votazione per l’uscita dal Regno Unito da parte dell’UE ed il paese ancora non è sicuro su come comportarsi per procedere per l’uscita dall’UE.

I negoziati per l’uscita dall’Unione Europea sono appena iniziati e le distanze tra UK ed UE sono alquanto abissali ed è sempre più alto il rischio che possa esserci una strada per “l’Hard Brexit”. Tra meno di due anni scadrà il termine per i negoziati e se non sarà presente un accordo il paese sarà fuori dall’Europa e anche dal mercato unico europeo.

L’incertezza senza dubbio inizia a farsi sentire pesantemente sopratutto dal calo del potere d’acquisto (che successivamente analizzeremo confrontando la Sterlina con l’EUro). In particolar modo, anche il “Brexit Bill” sta preoccupando i cittadini. Stiamo parlando del conto che il Regno Unito dovrà pagare prima di poter definitivamente uscire dall’UE.

La spinta per i risparmi e per l’economia si sta trasformando in un sogno che rischia di diventare un bruttissimo incubo per i britannici, che forti dei movimenti nazionalisti ed indipendentisti come UKIP, si sono fatti convincere per uscire dall’UE.

Senza dubbio la situazione che gli inglesi stanno vivendo potrebbe mettere in allerta tutti gli altri paesi e partiti che invocano l’uscita dall’Unione Europea e che promettono vita facile e ripresa fulminea. La Brexit potrebbe risultare a tutti gli effetti una vera e propria fortificazione di tutta l’Europa.

La frenata dell’economia è stata recentemente confermata dal governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney. Adesso che l’aumento dell’inflazione ha iniziato ad intaccare il potere d’acquisto UK, portando inoltre anche ad un rallentamento fisiologico dei consumi, l’economia rischia di non tenere e i timori che sono iniziati ad arrivare sin dal giorno del risultato del referendum.

Nigel Farage Leader Brexit

Nigel Farage Leader Brexit

I negoziati per la Brexit sono partiti, ma come abbiamo già spiegato in precedenza, la strada è estremamente in salita, partendo subito dal conto che il Regno Unito sarà costretto a dover pagare.

Si parla di una cifra gigantesca come 100 miliardi euro, cifra che lo stesso ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson ha definito “assurda” minacciando di lasciare le trattative senza pagare niente.

In quel caso il Regno Unito potrebbe sì uscire dalla porta di servizio senza firmare alcun accordo, ma senza rapporti con gli altri paesi dell’Unione ed inoltre senza un posto nel mercato unico europeo: uno scenario apocalittico.

GBP/EUR: dove è diretto?

La sterlina inglese è crollata dopo i dati sull’inflazione del Regno Unito (dati che sono stati sorprendentemente positivi) perdendo sia nei confronti del Dollaro che nei confronti dell’Euro.

EUR:GBP dove è diretto

EUR:GBP dove è diretto

Una reazione che potrebbe sembrare contraddittoria ma che trova in realtà una risposta nella Brexit.

Tuttavia i dati macroeconomici che sono stati rilasciati durante questa settimana, si sono dimostrati positivi e quindi non possiamo ancora dire che l’economia britannica sia in territorio negativo. Possiamo tuttavia dire che la situazione potrebbe peggiorare durante i prossimi mesi, in vista del proseguimento delle contrattazioni per l’uscita dall’UE ed i vari effetti collaterali che iniziano a sentirsi nell’economia UK.

L’inflazione nel Regno Unito è in continuo aumento, a causa del deprezzamento che ha subito la sterlina dopo il referendum Brexit, rendendo enormemente più costosi i beni importati all’estero. Questo rincaro impatta dunque sul prezzo finale che il consumatore dovrà sborsare per acquistare questi prodotti.

L’aumento dell’inflazione, se eccessivo, è un fattore negativo per i consumi, in quanto riduce il potere d’acquisto, che impatta notevolmente la crescita.

Il report sull’inflazione della BoE con l’indice dei prezzi al consumo ha denotato un aumento del 2,7% in confronto al 2,6% stimato dagli analisti e del 2,3% della rilevazione precedente.

La coppia EUR/GBP si trova ormai in un range che perdura da circa un anno e coincide con i risultati del referendum brexit. Come è possibile notare dall’immagine precedente, il canale è da 0,8250 fino a 0,9000. Non è esclusa un’ulteriore caduta della sterlina, che potrebbe portare il prezzo di EURGBP sempre più vicino a 0,9000, quello che crediamo sia il “tetto” di questa coppia”.

Attraverso le notifiche di trading fornite da 24Option, è possibile ricevere dei suggerimenti per muoversi all’interno dei mercati finanziari, suggerendo quando entrare e uscire dai propri investimenti. Le notifiche di trading fornite da 24Option comprendono anche EUR/GPB e consentono quindi di fare trading con grande semplicità con questa coppia così volatile in questi ultimi mesi.

Anche se non si tratta di un vero e proprio consiglio d’investimento, noi di Mercati24 consigliamo le notifiche di trading 24Option in virtù del fatto che con i nostri test si sono dimostrate molto affidabili.

Clicca qui per riceverle gratis. Ti ricordiamo però che il trading può comportare rischi di perdita sul capitale. Le notifiche di trading non devono essere considerate come consigli di investimento e il trader ha sempre la responsabilità sulle sue decisioni di trading.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *