Relazione INPS: aumentano i posti di lavoro

356mila posti di lavoro nuovi di zecca in più di quelli registrati nel corso del 2014. Questi sono i dati emanati in questi giorni dall’INPS in merito all’Osservatorio sul Precariato, i quali evidenziano il positivo effetto congiunto delle manovre contenute nel Jobs Act e della decontribuzione per chi assume nuovo personale nella propria azienda. Si tratta di numeri positivi, che hanno dimostrato l’aumento del numero dei contratti ‘stabili’ nel nostro paese, segnando una diminuzione dei corrispettivi di apprendistato e di contratti a tempo determinato.

La rilevazione ha regalato dati molto interessanti agli analisti e anche all’opinione pubblica, perché ha fatto emergere la crescita vertiginosa legata ad una nuova forma di precariato, questa volta legata ai buoni lavoro dell’INPS. Si tratta dei voucher da 10 euro, che hanno subito un’impennata davvero vertiginosa, dimostrando una crescita di utilizzo del +67,5%, percentuale che nella regione Sicilia ha raggiunto nel 2015 il +97%. Perché questi mini voucher sono così gettonati e qual è la ragione del loro successo?

Si tratta di una richiesta proposta anche dallo stesso presidente dell’INPS Tito Boeri, che merita di essere approfondita e indagata per comprendere il perché di una tale diffusione di voucher dall’importo irrisorio, i quali non rappresentano garanzie a lungo termine, e sono iconici di lavoro precario e molto probabilmente poco pagato. Nel frattempo, l’INPS ha emanato i dati relativi all’aumento dei posti di lavoro suddividendoli in categorie. Ciò che è emerso dal rapporto è innanzitutto un aumento legato al settore privato, che ha raggiunto nel corso del 2015 il +9,7% per effetto della crescita dei contratti a tempo indeterminato. A seguire l’aumento dei contratti a termine, che si sono assestati sul +1,5% e la diminuzione delle assunzioni con apprendistato, posizionate al -20%. Quali sono state le regioni più attive? Di base si parla di un traino da parte del nord est, con regioni quali Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia che hanno registrato il più alto numero di assunzioni nel totale nazionale.

La crescita deve inoltre essere attribuita alla numerosa conversione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, fatto che ha portato la crescita di questi ultimi ad un +37% e che è strettamente legato alle scelte contenute nel Jobs Act. Si tratta di percentuali favorevoli, che hanno alla loro base gli sgravi fiscali proposti dallo Stato e che chiedono di essere valutate sia nel beneficio del presente, sia in previsione del futuro. L’idea del governo si basa infatti su un aiuto provvisorio, che dovrà necessariamente essere tolto in futuro. Il presupposto interessa il miglioramento dell’economia nazionale, grazie al quale le aziende saranno in grado di correre con le proprie gambe e quindi di accollarsi la totalità del costo della forza lavoro, finora sgravato dagli incentivi fiscali per l’assunzione di nuovi dipendenti.

One Response to Relazione INPS: aumentano i posti di lavoro

  1. Conte Zio ha detto:

    Se gli italiani ci credono, allora meritano il peggio.

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