Report: azioni Apple

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Da quando iPod, iPhone ed iPad sono entrati a far parte della vita comune della gente in ogni parte del globo, il mito di Apple è cresciuto a dismisura, anno dopo anno. Steve Jobs è diventato ormai una leggenda, ed i suoi prodotti hanno fatto innamorare la clientela in diversi mercati di tutto il mondo. Da un lato milioni di consumatori soddisfatti, dall’altro tantissimi investitori gratificati.

La Apple valeva 5 miliardi di dollari alla fine del 2000, 11 anni dopo raggiungeva i 350 miliardi di dollari, e nell’autunno del 2012 toccò il record di 700 miliardi di dollari. Oggi si è scesi da questi valori massimi, ma la capitalizzazione del gruppo di Cupertino rimane sempre esorbitante, soprattutto ritornando indietro all’aprile del 2003, quando la sua quotazione scese a 6,43 dollari ad azione. Oggi, dopo un periodo in cui il titolo è stato oggetto di vendite, rimane sempre al di sopra della soglia dei 530 dollari.

Gli analisti, dopo l’exploit del 2012, erano pronti a scommettere sulla rapida crescita del titolo verso una quota di capitalizzazione di mille miliardi di dollari, cosa puntualmente non avvenuta, ma nonostante questo obiettivo mancato, occorre certificare che il bilancio della Apple oggi è senza 1 centesimo di debito e con un cassa piena di miliardi di dollari.

L’autunno del 2012 rimarrà comunque alla storia per il brusco stop alla scalata del titolo di Cupertino, sebbene le vendite dell’iPhone 5 e dell’iPad mini registrarono, ancora una volta, un altro grandissimo successo.

Uno dei motivi del rallentamento del titolo è da ricercarsi nella sempre più agguerrita concorrenza di Android, soprattutto nel mercato dei tablet, che fino a poco tempo prima era terreno di assoluto dominio per la casa di Cupertino. Gli analisti e gli investitori trasformarono così le loro certezze in dubbi, ed in pochissimo tempo, il titolo della Apple precipitò a Wall Street, scendendo nel mese di giugno 2013 sotto la quotazione di 400 dollari.

Occorre comunque essere onesti e mettere in evidenza che la situazione dello scorso anno è completamente diversa da quando nel 2008 Steve Jobs era convinto che la società era ancora sottoquotata dal mercato e con ampi margini di miglioramento. Da poco era stato presentato il primo iPhone della storia.

Nel corso degli anni è aumentata la concorrenza di Google, oggi sua grande rivale, che con l’entrata nel mondo degli smartphone e dei tablet, grazie al sistema operativo Android, tiene ormai sotto pressione costantemente il gruppo di Cupertino.

Un 2013 forse molto più favorevole al BigG, ma è necessario mettere in risalto due grandi aspetti a netto vantaggio di Apple: gli alti dividendi pagati (fino a 10 dollari) ed una disponibilità di cassa davvero enorme, da fare invidia a quella di parecchi Stati nel mondo.

Senza dimenticare che Apple continua ad infrangere record su record: quota superiore a un miliardo di dollari soltanto nel mese di dicembre 2013 e quasi tre miliardi di applicazioni scaricate. Si tratta del migliore mese nella storia dell’App Store.

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2 Responses to Report: azioni Apple

  1. Conte Zio ha detto:

    Una bella analisi, certo che se il vecchio Steve Jobs non avesse fatto la brutta fine che ha fatto, le cose sarebbero andate meglio…

  2. Pomorodoro Rosso ha detto:

    Bravissimi a segnalare Plus500, credo che io suo servizio cfd sia il migliore del mercato, direi che è quello che mi ha fatto guadagnare di più in assoluto

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