Riflessione sul crollo di Monte Paschi

Se ieri abbiamo visto chi sono i colpevoli del crack di Mps, oggi come promesso cerchiamo di capirne le conseguenze. Sono in molti tra i correntisti e i sottoscrittori di obbligazioni di Monte Paschi a temere per la sicurezza del proprio denaro. E’ possibile escludere, almeno se non si verificano eventi catastrofici, che sia possibile il default della banca senese. E in ogni caso i correntisti sono messi al sicuro dalle garanzie vigenti. Fatta questa importante premessa, cerchiamo di capire quali potrebbero essere le altre conseguenze di questa drammatica vicenda finanziara.

La politica perde credibilità
La prima conseguenza è di natura squisitamente politica: la classe dirigente italiana perde ulteriore credibilità e la cosa è ancora più grave visto che la vicenda coinvolge esponenti di un partito, il PD, che comunque ha una fama di livello etico superiore rispetto ad altri partiti. E in questo momento quello di cui ha bisogno l’Italia è di una classe politica credibile.

E, a proposito della politica, non posso trattenere una riflessione. Supponiamo che nel 1348 non fosse fallita la compagnia fiorentina dei Bardi e dei Peruzzi, di fatto la più grande banca d’Europa (e del mondo). Supponiamo che la compagnia fosse ancora attiva ai giorni nostri e che fosse stata colpita da un buco considerevole nel bilancio, colmato dallo Stato. Insomma, facciamo un esercizio di immaginazione e chiediamoci cosa sarebbe successo se al posto della banca senese ci fosse stata una banca fiorentina. Ebbene, penso che tutti sarebbero concordi nel dire che il sindaco Renzi sarebbe messo sulla graticola e pubblicamente umiliato. E che in prima fila ci sarebbero sicuramente i suoi stessi compagni di partito, che adesso si affrettano ad urlare la loro assoluta estraneità ai fatti.

Probabilmente i 13 consiglieri (su 16) di nomina PD all’interno del consiglio della Fondazione erano stati nominati a loro insaputa.

Pulizia nei bilanci delle banche?

Una conseguenza auspicabile del crack MPS potrebbe essere una ondata di pulizia nei bilanci delle banche. L’effetto auspicabile potrebbe portare ad un esercizio più serio e puntuale del potere ispettivo che la legge riconosce alla Banca d’Italia e anche ad indagini da parte della magistratura.

Ma non è solo ad esotici derivati che bisognerebbe dare la caccia. Probabilmente tutti i bilanci delle banche vanno riletti. Ad esempio, tutte le immobilizzazioni immateriali che riempiono lo stato patromoniale delle nostre banche e che ne mantengono in piedi il patrimonio, che cosa sono? Ecco, bisognerebbe cominciare a fare pulizie davvero, iniziando a cancellare queste poste dal bilancio, mettere in conto delle perdite e coprirle con aumenti di capitale fatti cash o, al massimo, distribuendo per qualche anno dividendi esclusivamente in azioni.

Il ruolo delle fondazioni

Si parla sempre più spesso di rompere l’intreccio tra banche e politiche, intreccio che di fatto ha il suo nodo gordiano nelle fondazioni bancarie introdotte dalla riforma Amato (che si pentì amaramente, tra l’altro, di quello che aveva fatto). Tuttavia sarebbe opportuno andare con i piedi di piombo in questo campo: se si procede a tagliare il nodo gordinao in modo netto, come fece Alessandro Magno con la sua spada, si rischia di regalare l’intero sistema finanziario italiano alle grandi banche estere, che si disputerebbero a colpi di spiccioli i resti della nostra finanza nazionale. E, sapendo come vanno le cose in Italia, si portebbero via il buono e lascerebbero alla collettività le perdite e, soprattutto, il costo delle riduzioni degli ipetrofici organici.

I sindacati, ne sono sicuro, non avrebbero molto da protestare: finché paga Pantalone tutto va bene!

Vincenzo Colonna

2 Responses to Riflessione sul crollo di Monte Paschi

  1. Conte Zio ha detto:

    Se fosse stato coinvolto Renzi il PD sarebbe all’unisono a discutere di questione morale, visto che sono coinvolti figuri di area Fassina – CGIL nessuno è colpevole e non ne sapevano niente

  2. Franco Strippoli ha detto:

    L’Italia sta per finire in mano alla CGIl, oggi la Camusso ha dato tutta la colpa ai derivati e dice anzi che le banche italiane sono piene di derivati. Tutto vero. Ma questo personaggio che si appresta a dirigere la politica economica del prossimo governo lo sa che i derivati sono strumenti, e che possono essere usati bene o male? Tutto dipende da come li si usa. Mussari li ha usati male (in malafede).

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