Economia e Finanza

Ritorno allo spread

Lo spread tra gli interessi pagati sui BTP a 10 anni e i corrispondenti titoli tedeschi riprende a crescere e supera quota 370. Come mai? Vediamo insieme le cause di questo movimento che potrebbe avere pesanti ripercussioni sulla finanza pubblica italiana.

Quando Mario Draghi annunciò trionfalmente, osannato all’unisono da tutti i media italiani, che la BCE avrebbe iniziato a comprare titoli di stato sul mercato secondario per aiutare i paesi in difficoltà, lo spread tra i titoli pubblici italiani e quelli tedeschi a 10 anni iniziò a scendere.

spread cresce

Chi mi segue tutti i giorni, però, sa che avevo abbondantemente previsto che questo stato di cose non poteva continuare. Da una parte perché di fatto Mario Draghi ha le mani legate da parte della Bundesbank (e di questo ringraziamo il Cielo, già l’inflazione si sta risvegliando). Dall’altra perché tutto quello che Draghi poteva fare era parlare. E le sue parole ebbero in effetti un effetto benefico, facendo scendere lo spread.

Ma passata l’euforia, come previsto, lo spread ricomincia a salire e a farlo con un tasso anche piuttosto sostenuto. Quello che è successo è che i mercati hanno preso coscienza del fatto che non sono stati fatti passi avanti concreti nel risanamento del bilancio pubblico italiano e che quindi è normale che il costo del rischio resti invariato.

Purtroppo o per fortuna c’è un solo modo per far scendere lo spread: risanare il bilancio, tagliare le spese inutili, combattere la corruzione che ammorba la politica e soprattutto la pubblica amministrazione italiana.

Il governo non ha la forza di farlo: che cosa pretendiamo quindi dalla BCE?

Claudio Appio

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